Big Tech: quanto guadagnano al minuto?

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Quanto fatturano al minuto le cosiddette “Faatman”? Intanto a Wall Street, sulla scia del nuovo piano Biden, la tecnologia spinge l’S&P 500 su nuovi massimi storici

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Secondo i calcoli di Visual Capitalist, Facebook, Amazon, Apple, Tesla, Microsoft, Alphabet e Netflix guadagnano in media 416,768 mila dollari al minuto

In totale la capitalizzazione di mercato delle azioni FAATMAN supera gli 8 mila miliardi di dollari

A Wall Street, il nuovo piano Biden ha riacceso i riflettori sul comparto tecnologico. La performance dei titoli tech ha spinto l’S&P 500 su nuovi massimi

Big tech sempre più “Big”. La pandemia ha portato le cosiddette “Faatman” (acronimo di Facebook, Amazon, Apple, Tesla, Microsoft, Alphabet e Netflix) a segnare nuovi record in termini di fatturato. Ma quanto guadagnano al minuto questi giganti tecnologici? A fare i calcoli ci ha pensato il sito Visual Capitalist, partendo dai risultati trimestrali più recenti in base a quanto emerge dagli archivi della Sec.
Con quasi un milione di fatturato generato ogni 60 secondi (precisamente 955,517 mila dollari) Amazon è al primo posto, seguito da Apple ($848,090). Alphabet, la parent company di Google, si aggiudica il terzo posto ($433,014), fatturando al minuto quasi la metà rispetto al gigante di Cupertino. Seguono Microsoft ($327,823), Facebook ($213,628), Tesla ($81,766) e Netflix ($50,566). Tirando le somme, mediamente le FAATMAN guadagnano 416,768 mila dollari al minuto. Per quattro su sette la market cap supera i mille miliardi di dollari (con Apple vale più di duemila miliardi). In totale, la capitalizzazione di mercato delle azioni FAATMAN è di oltre 8 mila miliardi di dollari, “più o meno quanto il Pil di Germania, Canada e Francia messi insieme” evidenzia Visual Capitalist.
Fonte: Visual Capitalist (dati aggiornati a marzo 2021)

Il piano Biden riaccende i riflettori sul tech

A Wall Street, la seduta del primo aprile ha visto l’S&P 500 aggiornare i precedenti massimi storici, varcando per la prima volta la soglia dei 4mila punti. A mettere le ali al listino, l’ottimismo sulla ripresa economica e la performance dei titoli tech, con il Nasdaq Composite, l’indice americano dei titoli tecnologici, che ha chiuso le contrattazioni in rialzo dell’1,8%, sulla scia del nuovo maxi-piano di investimenti da 2.25 mila miliardi di dollari presentato da Biden mercoledì 31 marzo.

“Questi investimenti massivi avranno come beneficiari diversi settori e tra questi ne beneficerà sicuramente anche il tech”, spiega a We Wealth Giacomo Alessi, analista di Marzotto Sim. “Basti pensare che verranno investiti circa 100 miliardi per portare la banda larga in ogni area del Paese abbassando anche i costi di servizio per l’utente finale. Tale piano con ogni probabilità sarà un incentivo per i progetti satellitari sia di Tesla (Starlink, società creata da Musk per la nuova connettività) sia per Project Kuniper e OneWeb, società di Amazon che hanno come obiettivo quello di superare le attuali velocità di connessione. Si stima che per circa 42mln di americani nelle zone rurali verrà migliorata la connessione e questo sicuramente avrà un impatto positivo per le aziende Tech, Inoltre parte del piano prevede investimenti ed agevolazioni per i veicoli elettrici, a beneficio di player come Tesla”.

Un altro spunto interessante, a detta di Alessi, riguarda il mercato dei semiconduttori, che è tra i focus del piano. “Gli Stati Uniti nel 1990 possedevano il 37% della capacità manifatturiera di tale settore ed ora sono scesi al 12% tanto da scaturire una richiesta attraverso una lettera aperta della SIA (semiconductor industry association) dove sono stati richiesti investimenti governativi nel settore per colmare il gap con gli altri Paesi e riprendere parte della quota persa. Tale settore è cruciale per l’innovazione tecnologica e sicuramente avrà un ruolo importante nelle sfide future. L’ETF Ishares Semiconductor (SOXX) che come sottostante possiede posizioni nelle 30 società maggiormente capitalizzate del settore ha fatto un balzo del 3.68% all’annuncio del piano”.

Tuttavia, nonostante il piano abbia spostato nuovamente l’attenzione degli investitori sul comparto tecnologico, per Marzotto Sim la rotazione di portafoglio verso i titoli value rimane ancora “un’idea valida”, alla luce dei ratio valutativi “estremamente alti” dei titoli tech.


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di Virginia Bizzarri

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