A caccia di polizze per coprire i nuovi rischi della pandemia

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Secondo Paolo Ratti, Italy Insurance leader di EY, “la pandemia fa emergere in modo evidente il ruolo delle compagnie come stabilizzatori dell’economia, chiamandole d’altro canto a un cambiamento strategico e a sviluppare prodotti innovativi, realmente incentrati sul cliente e personalizzati in base alle sue esigenze in evoluzione”

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Le famiglie più colpite dalla pandemia sono più preoccupate per ulteriori perdite di reddito e cercano soprattutto prodotti che indennizzino in caso di perdita del lavoro; mentre le famiglie meno colpite preferiscono coprirsi sul fronte sanitario

Quanto alle pmi, le più colpite sono focalizzate sulla sopravvivenza del business (57%) e la possibilità di pagare i costi fissi (46%). Inoltre, più della metà dei titolari è interessato a polizze che li proteggano dal rischio di essere citato in giudizio per diffusione del virus

Tra i tanti cambiamenti innescati dalla pandemia c’è anche quello che ha portato a un nuovo rapporto degli italiani con il mondo delle assicurazioni. Oggi risparmiare per affrontare le future incertezze è l’obiettivo di quasi la metà (47%) dei clienti più colpiti finanziariamente: questo è il principale risultato della EY Italy Insurance Consumer and Small Business Owner Survey, sondaggio che ha coinvolto oltre 300 clienti retail e 200 piccoli imprenditori. L’obiettivo dell’analisi è stato quello di analizzare l’impatto del Covid-19 sulla sicurezza finanziaria dei clienti italiani e sulle loro esigenze in termini di nuovi prodotti assicurativi.
Non tutti gli intervistati sono uguali e i risultati dell’indagine differiscono ampiamente se si divide il campione in due gruppi, isolando i più colpiti dalla crisi. Per questo segmento la prudenza è diventata quanto mai importante, per ovvie ragioni. Così da marzo 2020 il 38% degli intervistati ha subito una perdita di reddito almeno parziale e, di questi, quasi il 26% ha contattato il proprio assicuratore per cercare supporto. Il 44% ha dovuto attingere ai propri risparmi per affrontare la quotidianità. Se si guarda alla fascia più debole, le percentuali cambiano significativamente: in questo caso è l’87% a dichiarare perdite di reddito la quasi totalità (il 93%) ad aver messo mano al plafond di risparmi.

Assicurare la perdita di reddito (e il ricovero da Covid): le paure delle famiglie

E ovviamente, le categorie più impattate sul fronte economico sono anche quelle a manifestare il maggior timore di perdita del proprio reddito e benessere finanziario (è la principale preoccupazione per il 60% degli intervistati). Non stupisce quindi che il 61% si dichiari interessato o molto interessato a un prodotto assicurativo che indennizzi tre mesi di reddito in caso di perdita del lavoro, mentre il 59% a un prodotto che paghi le spese di ricovero causato dal Covid-19.

Tra i meno colpiti, perdere una persona cara prima del previsto è la principale preoccupazione per l’81% degli intervistati, seguita dal benessere finanziario (58%) e dalla disabilità (45%). Questo segmento si dichiara interessato o molto interessato a un prodotto che paghi le spese di ricovero (41%) e a una clausola aggiuntiva all’assicurazione sulla vita che consenta l’accesso ai fondi in caso di emergenza (34%).

Compagnie assicurative come stabilizzatori dell’economia (ma devono innovare)

In generale, al di là delle differenze di domanda, un fatto è certo. E cioè che “le esigenze dei clienti stanno cambiando profondamente e il mercato non tornerà quello pre-Covid – spiega Paolo Ratti, Italy Insurance leader di EY – la pandemia fa emergere in modo evidente il ruolo delle compagnie assicurative come stabilizzatori dell’economia. D’altro canto le compagnie sono quindi chiamate a un cambiamento strategico e a sviluppare prodotti innovativi, realmente incentrati sul cliente e personalizzati in base alle sue esigenze in evoluzione, per aiutarlo a proteggersi dall’incertezza futura e a ristabilire il benessere finanziario”.

Tra i prodotti nuovi che sembrano emergere sul fronte della domanda, è ancora il segmento più debole della popolazione a offrire spunti significativi: la metà di consumatori in quella fascia comprerebbe un’assicurazione che protegga dalla responsabilità di trasmettere il virus, mentre il 47% chiede polizze auto basate sull’utilizzo, con una quota base e un premio legato al numero di chilometri percorsi.

È ora di migliorare la comunicazione

Se invece c’è un elemento che accomuna i più colpiti a quelli che lo sono stati meno è che in entrambi i gruppi i due terzi dei clienti delle assicurazioni  non comprendono appieno la copertura e le caratteristiche delle proprie polizze. Solo il 40% è stato contattato dalla propria compagnia, mentre il 60% ha dovuto cercare il proprio assicuratore e in ogni caso le risposte sono state soddisfacenti solo per un terzo di tutti gli intervistati. Per sviluppare relazioni più strette con i clienti serve ora una comunicazione proattiva, chiara e trasparente e che viaggi sempre più online: se è vero che oggi il 40% circa dei clienti preferisce interagire con gli agenti attraverso i canali online rispetto a quelli tradizionali.

Le pmi? Cercano coperture per il rischio futuro

Come ormai ampiamente misurato, la pandemia ha avuto un impatto molto forte sulla resilienza finanziaria delle pmi. Una conferma ulteriore è nell’indagine di Ey, secondo cui dal marzo 2020 il 62% dei piccoli imprenditori italiani sta registrando un calo delle entrate annue tra il 31 al 59%.

La preoccupazione principale per tutte le pmi è proprio questa: indipendentemente dall’entità dell’impatto subito durante la pandemia fa paura la perdita di reddito (per il 64% tra le più colpite). Le imprese maggiormente colpite si concentrano ora sulla sopravvivenza del business (57%) e la possibilità di pagare i costi fissi (46%). E anche i prodotti assicurativi cercano di coprire i rischi connessi con questi timori.

La prudenza degli imprenditori

Intanto, rileva che la metà degli intervistati possieda una copertura assicurativa aziendale. Il 58% un’assicurazione relativa alla responsabilità civile del datore di lavoro, il 65% sull’indennità professionale e il 59% sugli autoveicoli commerciali. Inoltre, il 28% delle pmi più colpite ha polizze che includono la copertura dei rischi connessi all’interruzione dell’attività. Con l’ingresso sullo scenario della pandemia, gli imprenditori sono diventati più prudenti: la maggior parte afferma di voler risparmiare per avere un cuscinetto finanziario in caso di emergenza. E il 20% dichiara di avere interesse ad acquistare un’assicurazione contro i rischi futuri, mentre il 64% dei più colpiti finanziariamente è interessato a polizze assicurative che coprano i costi fissi per tre mesi.

Forte l’interesse anche per prodotti legati ai rischi della pandemia: oltre la metà dei titolari di pmi è interessato a polizze che li proteggano dal rischio di essere citato in giudizio per diffusione del virus; un’assicurazione che aiuti i piccoli imprenditori ad adattarsi al nuovo contesto (ad esempio, portare online i processi operativi) è interessante per il 36% dei più colpiti e per il 49% dei meno colpiti, mentre oltre il 40% di entrambi i segmenti vorrebbe proteggersi dalle crescenti minacce del rischio informatico, compreso il phishing.


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di Laura Magna

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Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull’intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Oggi mi occupo del coordinamento del Magazine We Wealth (e di quello di tre figli tra infanzia e adolescenza). Collaboro anche con MF Milano Finanza.

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