L’assalto a Capitol Hill è fallito: il congresso sarà democratico

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L’onda blu, dai sondaggisti pronosticata ad ottobre, se non nei numeri, si sta realizzando nei fatti: il Congresso è prossimo a diventare democratico. E i mercati ora hanno nuova linfa, nonostante l’assalto a Capitol Hill dei sostenitori della causa trumpiana

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L’assalto a Capitol Hill non ha scosso i mercati. I listini americani, come quelli europei, hanno segnato performance positive, spinti dall’imminente passaggio del senato ai democratici

Secondo Filippo Diodovich la vittoria dei democratici al senato fare bene ai mercati nel breve periodo, meno del medio lungo-termine. Ora più di ieri, invece saranno favoriti i titoli della green economy

L’assalto a Capitol Hill, almeno per il nome, sa di guerra di secessione. Eppure sui libri di storia se ne potrà leggere al capitolo “Gli Stati Uniti all’era del coronavirus” dopo 155 anni da che le armi fratricide sono state deposte. Le elezioni del 2020 hanno lasciato un paese spaccato come non si vedeva, forse, proprio da allora. Al netto delle conseguenze sociali e politiche dell’accaduto, per i mercati tuttavia la svolta di Capitol Hill potrebbe essere avvenuta nel sud degli Stati Uniti, più precisamente in Georgia.

Capitol Hill non spaventa i mercati

I listini illuminano quella che alcuni hanno definito la “notte della democrazia”. Lo S&P 500 chiude allo 0,57% per poi riaprire il giorno dopo al +1,37%. Anche in Europa lo scossone non ha avuto ripercussioni negative sulle borse. Oggi Piazza Affari chiude al +0,29%, in fila a Francoforte (0,73%) e a Parigi (+0,85%). Qual è il motivo di tanta indifferenza da parte dei mercati? Per Filippo Diodovich, senior strategist di Ig, non si tratta di indifferenza, al contrario di tanta attenzione per le sorti, da un altro punto di vista, del Congresso. “Il mercato ha reagito al ballottaggio in Georgia, segnando massimi storici” sottolinea Diodovich che spiega che se la vittoria del reverendo Raphael Warnock  e di Jon Ossoff dovesse essere confermata, si avrebbe un congresso con 50 senatori repubblicani e 50 democratici. E in caso di pareggio il voto finale lo ha il vicepresidente, che a questa tornata porta il nome di Kamala Harris.

Congresso democratico: un’arma a doppio taglio

Le borse accolgono dunque con ottimismo, almeno nel breve periodo, l’onda blu, tanta attesa ad ottobre e poi abbondata dai sondaggisti, che non nei numeri, ma nei fatti investirà gli Stati Uniti. Il mercato sta scontando il fatto che Biden possa fare una politica molto espansiva” sostiene Diodovich. L’analisi è confermata da Goldman Sachs, che prevede che il pacchetto fiscale già approvato nelle scorse settimane di 900 miliardi di dollari possa essere integrato di ulteriori 750 miliardi, seppur con alcuni ritardi. Più spesa tuttavia significa spesso più tasse e certamente questo è vero, stando ai programmi elettorali, per Biden. “Nel medio lungo periodo la vittoria al senato dei democratici potrebbe essere dannosa per i mercati, per via di politiche recessive quali l’aumento della corporate tax” continua Diodovich che aggiunge che questo scenario è molto probabile anche alla luce dell’“ala del partito democratico, capeggiata da Barnie Sanders e dalla Ocasio-Cortez, che è profondamente anti Wall Street e il cui motto è: più tasse, più regole, più potere all’antitrust”.  Secondo Credit Suisse una tassa societaria del 28% significherebbe una riduzione degli utili per azioni delle società statunitensi quotate di circa il 5,4%.

Le Fed è una garanzia

Bilanciando i due effetti opposti, complessivamente il sentiment sui mercati rimane positivo. E il merito non è da attribuirsi del tutto alla Capitol Hill dei mercati. “Il primo driver per i listini rimane la Fed, la quale, con l’acuirsi della crisi, ha appena rinnovato l‘impegno a non muovere i tassi per tutto il 2021 e che penso continuerà ad adottare una politica molto accomodante fino al 2023” spiega Diodovich

Le implicazioni di portafoglio

New deal green, aumento della spesa sanitaria sono infine solo alcuni esempi di riforme promesse in campagna elettorale il cui processo legislativo, ora con un congresso pieno, sarà più agevolato. Per il portafoglio la logica è la stessa: i settori favoriti dall’elezione di Biden ora lo saranno ancora di più con un Congresso democratico.  “Nuove energie, rinnovabili e tutto il mondo dell’esg sarà notevolmente avvantaggiato. Leggero guadagno anche per alcuni settori industriali, favoriti da un alleggerimento delle tensioni commerciali e da un dollaro debole. Mi aspetto difficoltà invece per il settore petrolifero a nel medio-lungo termine anche per quello tecnologico data l’avversione dei democratici per i grandi monopoli tech” conclude Diodovich.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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