Polizza vita: ecco i vantaggi di averne una

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Il sottoscrivere una polizza vita ha innumerevoli vantaggi. Molto sul piano fiscale, ma non solo

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Le prestazioni dovute dall’imprese impignorabili e insequestrabili

Le prestazioni liquidata in caso di decesso, invalidità totale o permanente, malattie gravi o perdita di autosufficienza dell’assicurato sono esenti dalle imposta di successione

Prestazioni impignorabili e esenti da imposte di successione. Questi sono solo alcuni dei vantaggi legati ad una polizza vita. E dunque questo strumento se sottoscritto rende le prestazioni dovute dall’imprese impignorabili e insequestrabili. Ma non solo, perché, le prestazioni liquidata in caso di decesso, invalidità totale o permanente, malattie gravi o perdita di autosufficienza dell’assicurato sono esenti dalle imposta di successione.
Inoltre, le prestazioni liquidate in caso di sopravvivenza sono soggette a titolo definitivo all’imposta sui rendimenti finanziari limitatamente alla plusvalenza eventuale tra capitale da liquidare e quanto versato dal cliente. Il 19% della parte di premio relativa al rischio morte, invalidità totale e permanente, malattie gravi o perdita dell’autosufficienza è detraibile dall’Irpef fino a determinati importi massimi di premio a seconda della tipologia di prodotto.

E infine, le forme pensionistiche complementari godono di uno specifico trattamento  fiscale  che  incentiva  all’adesione. Tra le principali misure, vi è la deducibilità dal reddito del contributo versato dal lavoratore, anche per familiari a carico, e dal datore di lavoro fino al limite massimo  di 5.165, mentre le prestazioni pensionistiche sono tassate al 15%, riducibile al 9% in funzione degli anni di permanenza superiori al 15esimo.

La polizza vita è inoltre uno strumento molto flessibile. Nel suo ultimo approfondimento l’Ania spiega infatti come si possono distinguere diverse categorie, al suo interno, in base alla loro finalità e al rapporto tra rendimento e grado di rischio:

  • Assicurazioni vita dedicate al risparmio o all’investimento
  • Assicurazioni vita dedicate alla protezione
  • Forme pensionistiche complementari

Da sottolineare come le 3 categorie possono anche essere combinate fra loro.

Un altro vantaggio di questo strumento è la possibilità di intestare una polizza vita a terzi. È infatti possibile proteggere persone vicine designando un assicurato e un beneficiario (come possono essere i famigliari) diversi e considerando gli oneri connessi alla titolarità della polizza.

Introno alla polizza vita ruota però anche un po’ di confusione. E in particolare tra: contraente, assicurato e beneficiario.

  1. Il contraente (chi stipula la polizza) è colui che deve pagare i premi alla compagnia di assicurazione e designare i beneficiari
  2. L’assicurato è la persona fisica su cui viene stipulata l’assicurazione. Può anche non coincidere con il contraente e, in questo caso, è obbligato anch’egli a sottoscrivere il contratto di assicurazione. A differenza del beneficiario, non può essere modificato per tutta la durata del contratto.
  3. Il beneficiario è la persona che riceverà l’indennizzo nel caso in cui si verifica l’evento assicurato. Può essere nominato al momento della stipula del contratto o successivamente e non deve necessariamente essere al corrente dell’esistenza di una polizza vita a suo favore anche se non farlo potrebbe comportare il rischio che la polizza giaccia in attesa della riscossione troppo a lungo diventi cioè “dormiente”.

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di Giorgia Pacione Di Bello

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