Dall’inflazione al bitcoin: Warren Buffett a 360° gradi

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Warren Buffet nella conferenza annuale della Berkshire Hathaway ha parlato di inflazione, big tech, spac e molto altro. Ed è stato svelato il nome del suo successore

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La Berkshire Hathaway ha riportato nei primi tre mesi dell’anno un utile operativo di 7,018 miliardi di dollari, in aumento del 20% rispetto allo scorso anno

I titoli preferiti di Buffet rimangono le big tech. “Titoli come Google ed Apple sono incredibili se si guarda a quanto si guadagna sul capitale. Non richiedono molto capitale, e zampillano sempre più soldi”

Il vicepresidente della Berkshire, Charlie Munger, ha inavvertitamente rivelato chi succederà al presidente e amministratore delegato Warren Buffett alla guida della holding

Tempo di bilanci e della consueta conferenza annuale per Berkshire Hathaway. L’oracolo di Omaha insieme al suo mentore Charlie Munger dal palco di Los Angeles hanno risposto alle domande di giornalisti e investitori per circa quattro ore elargendo molto spunti agli investitori e appassionati di tutto il mondo. Oltre a riportare i risultati delle trimestrali della holding, la coppia ha detto la sua su molti temi dall’inflazione agli investimenti del 2020, e scagliandosi contro i nuovi veicoli di investimento, come Spac e app di trading, e contro il Bitcoin.

I risultati del primo trimestre

Complessivamente il primo trimestre della Berkshire Hathaway è stato positivo. L’utile operativo della conglemerata nei primi tre mesi dell’anno è risultato del 20% superiore rispetto al dato dell’anno scorso attestandosi a 7,018 miliardi di dollari. Buffett ha reso noto inoltre di aver avviato una nuova operazione di buyback, riacquistando $6,6 miliardi di titoli Berkshire. L’anno scorso i piani di riacquisto avevano raggiunto la cifra record di 24,7 miliardi di dollari. Infine, il flusso di cassa è salito del 5% nel trimestre, superando i 145,4 miliardi di dollari.

Inflazione alle porte

Al netto dei risultati trimestrali, i temi toccati dalla coppia Warren Buffet-Charlie Munger sono stati molti. La prima tematica su cui Buffet si è soffermato a lungo è l’aumento dei prezzi in atto. “Stiamo assistendo a un’inflazione molto consistente” ha detto Warren nel suo discorso agli investitori. Le materie prime sono sempre più costose e le aziende per non comprimere i margini devono alzare a loro volta i prezzi. Al novero delle società che si fanno pagare di più rispetto a un anno fa ci sono anche alcune di proprietà della holding di Buffet, che hanno appena annunciato i loro risultati trimestrali. Tra queste l’assicuratore Geico, la ferrovia BNSF e il produttore di vernici Benjamin Moore, che insieme alle altre partecipate di hanno portato nelle casse della Berkshire 11,7 miliardi di dollari nei primi tre mesi del 2021. Ciò è stato permesso anche grazie a una domanda in salute. I redditi delle famiglie statunitensi sono aumentati considerevolmente, grazie agli ampi stimoli fiscali del governo e un mercato del lavoro in guarigione. “Le persone hanno soldi in tasca e pagheranno i prezzi più alti” ha continuato il presidente della Berkshire Hathaway.

In difesa della Berkshire

Warren Buffett ha difeso poi gli investimenti della Berkshire Hathaway nell’ultimo anno, compresa la vendita di tutte le sue partecipazioni nelle principali compagnie aeree, che con il senno di poi sono state molto generose da un punto di vista di rendimento a chi ha acquistato i relativi titoli. Su questo punto Buffet si è difeso affermando che la decisione di ridurre il peso delle compagnie aeree nel portafoglio della Berkshire riflette una convinzione più ampia sul futuro del settore. L’unico mea culpa di Warren è stata la vendita di una parte delle azioni di Apple, che tuttavia rimane il più grande investimento della holding. Charlie Munger, ha invece risposto a chi accusava di un atteggiamento troppo attendista la holding, affermando che sarebbe stato “folle” aspettarsi delle acquisizioni nel pieno della crisi.

Spac, Robinhood e Bitcoin

Infine i due guru se la sono presa con Spac, criptovalute e app di trading. “Le spac generalmente devono spendere i loro soldi in due anni. Se mi puntassi una pistola alla testa e dicessi che devo comprare un’attività in due anni, ne comprerei una ma non sarebbe una gran affare” ha detto Buffet che ha ammesso che per la Berkshire sarà difficile competere con queste realtà ma che al contempo non pensa che sia un fenomeno destinato a perdurare. La speculazione è ciò che accumuna questi veicoli d’investimento con le app di tarding ritenute dei casinò dove l’investimento è scambiato per scommessa, con modelli di business tra l’altro molto opaci. Riferendosi a Robinhood, Munger ha detto che si tratta di “qualcosa di profondamente sbagliato” e che “noi non vogliamo fare soldi vendendo roba nociva alla gente. Il numero due della Berkshire si è poi scagliato contro bitcoin: “Odio il successo dei bitcoin. E non accolgo con favore una valuta tanto utile per i rapitori, gli estorsori e così via. Penso che l’intero sviluppo della criptovaluta sia disgustoso e contrario all’interesse della civiltà e non mi piace concedere miliardi a chi a inventato un prodotto finanziario basato sul nulla”.

Il successore di Warren Buffet

Infine Charlie Munger ha inavvertitamente svelato chi sarà l’erede al trono di Warren Buffet. In risposta a una domanda sul fatto che la società sarebbe stata troppo complessa da gestire, il vicepresidente della Berkshire ha fatto commentato: “Greg manterrà la cultura”. Parole che lo stesso Buffet ha aiutato i giornalisti a decifrare. «I consiglieri sono concordi sul fatto che, se dovesse accadermi qualcosa stanotte, sarebbe Greg a prendere il comando domattina». Si tratta di Greg Abel, canadese, presidente e ceo di Berkshire Hathaway Energy e vicepresidente dal gennaio del 2018 delle operazioni non assicurative della holding.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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