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La disuguaglianza tra ricchi e poveri ha raggiunto livelli nettamente maggiori all’inizio del XX secondo
Il suo apice c’è stato nel 1910 dove l’1% delle famiglie americane possedeva il 40% di tutta la ricchezza
Il mercato rialzista più lungo della storia, che è andato da marzo 2009 a febbraio 2020, è stato un fonte di ricchezza per i paperoni e a contribuito ad aumentare il divario. Se si osserva la composizione della ricchezza negli Usa dell’1% più ricco delle famiglie si nota come questa è inclinata verso le azioni societarie e i fondi comuni di investimento (si possiedono 14 trilioni di dollari) . Al contrario, il 50% più povero delle famiglie possiede solo 0,16 trilioni di dollari .
L’analisi di VoxEu prende spunto dal libro di Piketty sul capitale nel ventunesimo secolo e cerca di spiegare la disuguaglianza anche in prospettiva futura. Il lavoro dell’economica discute di una serie di meccanismi che influenzano la disuguaglianza di ricchezza. Tra questi c’è il ruolo della progressività fiscale e l’eterogeneità nei tassi di risparmio e nelle eredità. “Un più alto tasso di rendimento al netto delle tasse aumenta il tasso al quale si accumula la ricchezza accumulata in passato, amplificando così la disuguaglianza di ricchezza. Al contrario, un più alto tasso di crescita della produzione riduce la concentrazione della ricchezza aumentando i guadagni da lavoro e, quindi, il risparmio da parte di individui la cui principale fonte di reddito è il reddito da lavoro”. Dal punto di vista di Piketty, l’effetto di queste due forze è grande, e i cambiamenti nel tasso di tassazione del capitale e la crescita della produzione possono spiegare la drammatica evoluzione della concentrazione della ricchezza nel secolo scorso.

