Energia rinnovabile: il piano Ikea-Rockefeller da 10 miliardi

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Le fondazioni Ikea e Rockefeller uniscono le forze per avviare un fondo contro il climate change e la povertà energetica. Sul piatto 500 milioni di capitale di rischio ciascuna

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L’obiettivo è abbattere un miliardo di tonnellate di emissioni di gas serra e migliorare la qualità della vita di un miliardo di persone

Il fondo punta a finanziare più di 10 miliardi di dollari di progetti di energia rinnovabile su piccola scala (anche conosciuti come “mini-grid” o “mini reti”)

Ogni fondazione metterà sul piatto 500 milioni di dollari di capitale di rischio. Attesi 10 miliardi di fondi aggiuntivi da agenzie di sviluppo internazionali

Anche le fondazioni si alleano per placare la “febbre” del Pianeta, puntando ad abbattere un miliardo di tonnellate di emissioni di gas serra e a migliorare la qualità della vita di un miliardo di persone. Ma anche a rilanciare le economie (comprese le emergenti) nella fase post-covid. Parliamo dell’Ikea foundation e della Rockefeller foundation, pronte a unire le forze per creare una piattaforma globale da un miliardo di dollari per combattere il cambiamento climatico e la povertà energetica. Un progetto ambizioso che mira a fornire energia pulita agli 800 milioni di persone prive di elettricità in giro per il mondo e gli altri 2,8 miliardi che soffrono di un accesso inaffidabile alle fonti energetiche.
Sebbene i finanziamenti per sostenere la transizione energetica abbiano conosciuto un boom a livello globale negli ultimi tempi, spiegano le fondazioni in una nota ufficiale, molte organizzazioni faticano ancora a identificare progetti realizzabili e pronti a raccogliere investimenti. Un contesto che vede diversi paesi emergenti dipendere ancora da fonti energetiche inquinanti. L’obiettivo delle fondazioni è avviare un fondo che si augurano possa finanziare più di 10 miliardi di dollari di progetti di energia rinnovabile su piccola scala (anche conosciuti come “mini-grid” o “mini reti”). Si tratta di soluzioni che non richiedono necessariamente una fonte di combustibile tradizionale per essere alimentate, possono funzionare grazie a impianti solari o idroelettrici consentendo una contrazione dei costi operativi e delle relative emissioni. Ed elettrificando aree geograficamente remote o isolate che altrimenti resterebbero escluse dall’accesso alle reti elettriche tradizionali.

Ogni fondazione metterà sul piatto 500 milioni di dollari di capitale di rischio e si attende di attirare 10 miliardi di fondi aggiuntivi entro quest’anno da agenzie di sviluppo internazionali, per poi aprirsi a investitori istituzionali nel tentativo di espandere gli investimenti nelle energie rinnovabili in paesi come l’India, la Nigeria e l’Etiopia, si legge sul Financial Times. “Se il consumo globale di energia non passa dai combustibili fossili alle energie rinnovabili, non soddisferemo le ambizioni dell’Accordo di Parigi e milioni di famiglie rimarranno indietro in termini di povertà”, osserva Per Heggenes, ceo dell’Ikea foundation. “Dobbiamo essere onesti e riconoscere che l’approccio attuale non sta producendo l’impatto di cui il mondo ha bisogno nel tempo che abbiamo a disposizione”.

“La nostra ambizione collettiva è quella di creare una piattaforma che supporti i programmi di energia rinnovabile in grado di fornire riduzioni di gas serra in modo rapido ed efficiente e accelerare la transizione energetica. Dobbiamo sostituire le fonti di energia inquinanti con quelle rinnovabili, fornire accesso all’energia alle comunità escluse e sbloccare ulteriori finanziamenti per modelli sostenibili. In definitiva, miriamo a unire paesi e comunità in un’azione urgente per affrontare la crisi climatica, abbattere un miliardo di tonnellate di emissioni di gas serra e, così facendo, avere un impatto positivo sulla vita di un miliardo di persone”, conclude Per.

Le fondazioni hanno già firmato accordi con l’International finance corporation (organizzazione affiliata alla Banca mondiale) e la Us international development finance corporation e sperano che il coinvolgimento di Ikea possa sbloccare il supporto di agenzie simili anche in Europa. Il presidente della Rockefeller foundation, Rajiv Shah, ha rivelato inoltre al quotidiano economico-finanziario britannico che la piattaforma potrebbe crescere fino a 100 miliardi di dollari o 1 trilione di dollari utilizzando il suo “capitale filantropico come leva per ottenere capitale commerciale”. Nei suoi giorni come funzionario durante l’amministrazione Obama, Shah ha dichiarato di aver visto “molti impegni assunti e molte buone intenzioni, ma non molte realizzazioni” nell’ambito delle conferenze sui cambiamenti climatici di Copenaghen e Parigi. Senza dimenticare poi l’impatto della crisi.

“Milioni di vite e trilioni di dollari sono stati persi a causa del covid-19, costringendo le persone a tornare nella povertà dopo decenni di progressi. Gli effetti della crisi climatica peggioreranno ancor più la situazione, motivo per cui dobbiamo investire ora per invertire questa spirale discendente”, spiega Shah. Poi conclude: “La collaborazione e gli investimenti audaci e pioneristici sono necessari non solo nel breve termine ma anche a lungo termine, per un futuro migliore. Ecco perché annunciamo il nostro più grande impegno fino a oggi e uniamo le forze con Ikea foundation per raddoppiare tale investimento. La nostra partnership sbloccherà finanziamenti e risorse essenziali per fornire energia pulita e affidabile, che migliorerà la vita e i mezzi di sussistenza delle persone in ogni parte del globo”.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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