WW Snippets test
Conquistare la fiducia del reclutando vuol dire affermarsi come riferimento: dopo aver presentato l’azienda per cui il reclutatore lavora, aver illustrato il posizionamento strategico e il modello di servizio, è necessario farsi conoscere – come interlocutori e professionisti – le proprie competenze e la propria capacità di leadership. Il candidato, dopo aver assimilato il valore della azienda che si rappresenta, si concentrerà solo sul reclutatore perché anche nel campo del reclutamento è l’imprinting a decidere il futuro di entrambi.
Reclutare è un’arte in cui passione e determinazione sono le fondamenta, ma è attraverso le competenze e quindi la capacità di coaching, che si ottiene successo in questo delicatissimo campo. A tutto questo manca ancora una componente essenziale che è la capacità di selezionare, di saper valutare se un candidato potrà essere un professionista, e quindi una persona di successo o meno nella azienda in cui lo stiamo conducendo, tralasciando gli aspetti più “egoistici” legati al bonus che ne ricaveremmo in relazione al suo portafoglio. Parliamo di persone, spesso monoreddito, con impegni finanziari come un mutuo o altro e a volte parliamo di persone che lasciano un posto di lavoro a tempo indeterminato (bancari), con loro il percorso di coaching sarà ancora più importante perché è in questa fase che scopriremo se il candidato è davvero pronto al cambiamento, se ha la giusta determinazione e se il suo progetto di vita e professionale è coerente.
Il mio mentore in questo campo, Riccardo Baccaro, una volta mi lesse una frase famosa che ancora ricordo e che vorrei condividere con tutti voi: “Esistono solo tre colori, 10 cifre e sette note, ma è ciò che facciamo con loro a farne la differenza”.

