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La commissione ritiene poi opportuno che il sistema fiscale italiano conservi il regime agevolato e semplificato per le piccolissime imprese e per i lavoratori autonomi con un livello di fatturato di 65mila euro all’anno. Tuttavia, si propone l’introduzione di un regime opzionale, intermedio tra quello agevolato e quello ordinario, per i primi due anni in cui la soglia dei 65mila euro venisse superata.
- la creazione di un’unica categoria di “redditi finanziari” che superi la distinzione tra redditi di capitale e redditi diversi;
- l’unificazione del criterio e la modifica della tassazione della previdenza complementare
La commissione raccomanda la reintroduzione del regime opzionale Iri che comporta per le imprese individuali e le società di persone in contabilità ordinaria la possibilità di optare per l’applicazione di un’aliquota proporzionale a condizione che l’utile prodotto sia reinvestito in azienda, ferma restando la possibilità di dedurre dal reddito di impresa le somme prelevate dai soci per la distribuzione, a sua volta tassata ordinariamente in Irpef.
- gli incentivi a comportamenti in linea con la transizione ecologica;
- gli incentivi alle aggregazioni di realtà imprenditoriali di dimensioni minori;
- gli incentivi al reinvestimento dell’utile in investimenti atti a migliorare la produttività a livello di azienda, nonché alle politiche aziendali tese alla creazione di posti di lavoro aggiuntivi.
Viene poi proposta l’eliminazione dell’Irap con un riassorbimento del gettito Irap nei tributi attualmente esistenti.
Sul fronte Iva la commissione ritiene opportuno che l’annunciato disegno di legge in materia fiscale contenga una specifica delega al governo per la ridefinizione della disciplina Iva ai fini di una sua opportuna semplificazione e di possibile riduzione dell’aliquota ordinaria attualmente applicata.
Ora l’iniziativa passa al governo che dovrebbe presentare al parlamento un disegno di legge delega entro il 31 luglio.

