L’Italia s’è desta, occasione da non perdere

MIN

Per Vittorio Gaudio, direttore asset management development di Banca Mediolanum, il nostro Paese può approfittare di condizioni eccezionalmente favorevoli per cambiare la traiettoria di crescita futura. Intanto, sui mercati, Cina e inflazione tengono banco

Indice

WW Snippets test

L’Italia presenta “una finestra di opportunità straordinaria”, chiosa Gaudio. Può contare su una politica monetaria espansiva, fatta di tassi bassi e liquidità sovrabbondante, ancora per il 2022 e forse il 2023.

La correzione in Cina apre opportunità, per chi si muove in una logica di più lungo termine

L’inflazione continua a fare paura. La vampata che in primavera aveva acceso le aspettative sulla crescita dei prezzi si era placata solo apparentemente. Non bisogna abbassare la guardia.

È vero che la maggior parte degli esperti pone l’accento sul carattere transitorio delle pressioni inflattive. E questo giustificherebbe un atteggiamento ancora morbido, rassicurante in ottica di mercato, da parte delle autorità monetarie. Anche quelle che si apprestano a una normalizzazione delle misure ultraespansive. Ma “alcuni segnali suggeriscono un cambio di traiettoria: l’inflazione potrebbe essere meno transitoria di quanto si possa immaginare. Lo si legge nei numeri di alcune materie prime, nella logistica, nei colli di bottiglia che si manifestano in modo sempre più evidente nelle catene produttive e di fornitura globale”, rileva Vittorio Gaudio, direttore asset management development di Banca Mediolanum.

Lo spettro dell’inflazione

Chiariamo: non è la vigilia di uno scenario iperinflazionistico, come paventava, qualche tempo fa, Michael Burry, il famoso hedge fund manager interpretato da Christian Bale nel film The Big Short, arrivando persino a evocare la rovinosa Repubblica tedesca di Weimar degli anni ’20. Sarebbe un disastro per i bond e non solo. “Ma sarebbe comunque un errore sottovalutare una tendenza che ha implicazioni non banali nei portafogli”, dice Gaudio. Specialmente se si guarda ad alcuni settori. “Nell’automotive e in alcune aziende alimentari, per esempio, si segnala già una compressione dei margini. Nei prossimi mesi lo stock picking, la scelta dei titoli su cui investire, farà la differenza.

Ricordiamoci sempre che le aziende con un brand forte sono meno vulnerabili, perché in grado di trasferire almeno in parte al consumatore l’aumento dei prezzi”, osserva il manager. I nomi che possono beneficiare dell’aumento dei prezzi delle materie prime rappresentano, a detta del manager, una buona copertura, da tenere in portafoglio. “Ma in una prospettiva di lungo termine, non si può rinunciare a un’esposizione verso le aree di maggiore crescita, come tecnologia e digitale. Favoriti, per altro, dagli ingenti flussi di capitale legati ai Piani nazionali di ripresa e resilienza”.

L’Italia come tesi d’investimento

In questo scenario, l’Italia presenta “una finestra di opportunità straordinaria”, chiosa Gaudio. Può contare su una politica monetaria espansiva, fatta di tassi bassi e liquidità sovrabbondante, ancora per il 2022 e forse il 2023. Una vera manna.

Che si somma a politiche fiscali straordinariamente accomodanti, a una leadership politica che vanta una grandissima credibilità sul piano internazionale e alle caratteristiche del nostro tessuto produttivo: l’Italia è un’economia di pmi, che si muovono bene in un contesto di ripresa della crescita globale. Siamo un mercato ciclico, con una spiccata vocazione all’export e tanta manifattura. Abbiamo la responsabilità di garantire un uso produttivo del Piano nazionale di ripresa e resilienza: se sapremo fare debito “buono”, come lo ha definito lo stesso Draghi, potremmo assistere a un importante cambio di paradigma, a favore di un aumento della produttività, alimentato da forti investimenti in infrastrutture e nel digitale.

Attenzione però”, avverte. “questa finestra di opportunità per l’Italia è a tempo. Non finisce domani, ma non durerà in eterno”.

La Cina stretta tra due fuochi

Intanto i mercati sembrano essere appesantiti dalle preoccupazioni sulla Cina, stretta tra due fuochi. Da una parte, la campagna di Xi Jinping per mettere ordine in una serie di settori cresciuti a briglie sciolte, invocando il mantra della “common prosperity”, la ricchezza condivisa.

Dall’altra, le crepe minacciose del settore immobiliare, riapparse con la crisi colosso delle costruzioni Evergrande. “L’élite politica cinese non vuole smontare gli ingranaggi della crescita, ma dare spazio ad altri settori e a una traiettoria più sostenibile. La correzione apre opportunità, per chi si muove in una logica di più lungo termine”. E forse alla fine proprio il rallentamento del Dragone, che molti osservatori ritengono inevitabile, potrebbe rassicurare anche chi agita lo spettro dell’inflazione.

 

Articolo tratto dal numero di ottobre di We Wealth – Magazine


Warning: Undefined variable $tags in /home/wedev_n84yt/webapps/staging/wp-content/themes/the-project/template-parts/content.php on line 277

di Pieremilio Gadda

WW Snippets test

Direttore del magazine We wealth direttore editoriale della redazione di We Wealth. Nato a Brescia, giornalista professionista, è laureato in Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano. Nel passato ha coordinato la redazione di Forbes Italia e Collabora anche con l’Economia del Corriere della Sera e Milano Finanza.

Fai rendere di più la tua liquidità e il tuo patrimonio. Un’opportunità unica e utile ti aspetta gratuitamente.

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N. 67 – aprile 2024
Magazine 66 – marzo 2024
Guide
Design

Collezionare la nuova arte fra due millenni

INVESTIRE IN BOND CON GLI ETF

I bond sono tornati: per anni la generazione di income e la diversificazione del rischio erano state erose dal prolungat...

Dossier, Outlook e Speciali
Più dati (e tech) al servizio del wealth
Il Trust in Italia