Quando l’unione fa la forza: i club deal

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“In Europa e in Italia rappresenta una quota ancora marginale dei portafogli”, spiega Alessandro Vagnucci, deputy head di Mediobanca private banking. Ma il club deal è uno strumento con grandi opportunità per gli Hnwi

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I club deal permettono agli investitori di accedere a opportunità di investimento di altissimo profilo su cui singolarmente non sarebbero in grado di intervenire o su cui desiderano un’esposizione limitata

Nei mercati più evoluti e maturi (ad esempio quello americano), l’esposizione ai private market (anche attraverso i club deal) è pari al 15%-20% del portafoglio investimenti

Bisogna valutare i club deal (e più in generale l’investimento in private market) con la logica della partecipazione a un programma (non a una singola e isolata iniziativa una tantum), da implementarsi gradualmente nel tempo

Una forma di investimento in immobili ancora poco conosciuta sono i club deal immobiliari. Si tratta di un investimento diretto in singoli immobili, con il coinvolgimento di più investitori privati, che costituiscono un veicolo di investimento finalizzato all’acquisizione di un immobile, per realizzare un’importante plusvalenza.
Il principale vantaggio del club deal immobiliare sta nel fatto che consente agli investitori di accedere a una o a molteplici opportunità di investimento alle quali singolarmente non sarebbero in grado di intervenire (per valore dell’asset) o su cui desiderano un’esposizione limitata. Un altro vantaggio importante è dato dalla libertà di scelta, valutazione, selezione e determinazione dell’entità della propria partecipazione alle singole opportunità di investimento immobiliare. Ciononostante, i club deal immobiliari non sono ancora investimenti molto gettonati.

“Se guardiamo ai mercati più evoluti e maturi (ad esempio quello americano) emerge un’esposizione ai private market (anche attraverso i club deal) tra il 15% e il 20% del portafoglio investimenti. Molto diversa è la situazione in Europa e Italia, dove l’investimento in private market / club deal rappresenta ancora una quota marginale dei portafogli”, spiega Alessandro Vagnucci, deputy head di Mediobanca private banking.
Gli investitori-tipo in club deal sono solitamente dotati di grandi patrimoni. “Tipicamente i clienti di Mediobanca che aderiscono alle singole iniziative di investimento in questo ambito sono investitori istituzionali e/o professionali e soprattutto imprenditori”, racconta il deputy head di Mediobanca private banking. Quest’ultima, dall’avvio del programma di club deal (fine 2018), ha organizzato numerose operazioni, per un controvalore che ha superato il miliardo di euro e che raddoppierà con le prossime iniziative in programma. L’ultima risale a fine 2020, quando ha coordinato un club deal per l’acquisto dello storico palazzo di Piazza Cordusio a Milano, ex sede delle Poste. Per partecipare ai club deal, la soglia minima d’investimento varia in base al tipo e dimensione della singola operazione, al profilo di rischio, obiettivo, orizzonte temporale e dimensione e composizione del patrimonio dell’investitore. “In generale, riteniamo preferibili singoli ticket non inferiori a 0,5-1 milione di euro (anche per esigenze organizzative e gestionali del club deal). Tipicamente i soggetti Hnwi o ultra Hnwi a cui le nostre iniziative sono rivolte partecipano con ticket di alcuni milioni”, precisa Vagnucci. Inoltre, a suo avviso, bisogna valutare i club deal (e più in generale l’investimento in private market) con la logica della partecipazione a un programma (non a una singola e isolata iniziativa una tantum), da implementarsi gradualmente nel tempo.

(articolo tratto dal magazine We Wealth di settembre)

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di Valentina Magri

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