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Evento di straordinaria importanza, l’asta costituisce anche l’ultima occasione per aggiudicarsi gli ultimi pezzi della leggendaria Collezione Najd che aveva già strabiliato il mercato internazionale sul finire del 2019, in occasione della vendita della prima selezione di opere provenienti dalla collezione.
Descritta come una delle più grandi raccolte private di dipinti orientalisti mai esistite, la Collezione Najd nasceva alla fine degli anni ‘70 del XX secolo per volere del miliardario saudita Nasser Al-Rashid e raccoglieva circa 156 opere dei più grandi maestri della pittura Orientalista europea. Formatosi in Occidente, Al-Rashid ha il merito di aver saputo ricostruire visivamente – con occhio attento e profondo senso della ricerca – la narrazione storica della sua terra e il dialogo culturale tra Oriente e Occidente, così come veniva rappresentato tra fine Ottocento e inizi Novecento.
Che il desiderio di Al-Rashid di collezionare i capolavori orientalisti fosse in qualche modo correlato ai primi significativi studi sull’Orientalismo moderno – ad opera del critico palestinese Edward Said proprio sul finire degli anni ‘70 del secolo scorso – non è dato saperlo. Rimane di assoluto interesse, però, il fatto che il collezionista saudita sia stato pioniere in Medio-Oriente nel riconoscere alla pittura Orientalista la giusta rilevanza artistica, rivestendo un ruolo fondamentale nella raccolta e conservazione di opere che costituiscono un’eredità rara.
L’importanza di questo patrimonio è legata anche a un altro evento. Nell’ottobre 2019, infatti, 36 opere della collezione sono state battute all’asta da Sotheby’s per un record totale di 33,5 milioni di sterline. La vendita ha totalizzato nove record per i più grandi esponenti della pittura Orientalista, tra cui lo stesso Gérôme: un risultato storico e assolutamente determinante per il futuro del mercato del genere. Lo stesso Claude Piening, Capo Dipartimento di Dipinti Europei del XIX secolo di Sotheby’s, si è detto entusiasta e stupito di come una collezione privata abbia avuto il potere di ridefinire e rivalutare – agli occhi di una nuova generazione di collezionisti – una corrente artistica da sempre relegata ai margini della Storia dell’Arte, suggellando l’inizio di un nuovo capitolo per il suo mercato.