Banche: addio filiale, la sfida è tra pc e mobile

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Le ultime stime dell’Abi confermano il crescente interesse della clientela per i canali digitali. Il mobile guadagna terreno, ma non ancora abbastanza. Banche pronte a investire

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Il 75 e il 41% delle banche prevede di investire rispettivamente su mobile e internet banking nel 2021, con un focus sulla customer experience, l’efficientamento energetico e la sicurezza informatica

Mediamente ogni istituto offre già 2,6 app fruibili sia da IoS che da Android. Un numero rimasto costante nell’anno della crisi per il 76%, in aumento per il 12% e in calo per un ulteriore 12%

Cosa cercano i clienti? In primo luogo le funzionalità relative ai pagamenti, come i bonifici istantanei (offerti già dal 52% del campione) e gli strumenti di gestione della finanza personale (già disponibili da app nel 57% dei casi)

Che la crisi abbia dato un colpo di reni all’utilizzo dei canali digitali, incentivando i cittadini a dire addio a contanti e filiali (almeno in parte), è ormai assodato. Un’accelerazione, secondo gli esperti del settore, figlia non solo delle chiusure ma anche dei timori del contagio. E che sembrerebbe non essere pronta ad arrestarsi. Almeno nelle attese degli istituti di credito. Secondo una recente indagine contenuta nel Rapporto annuale realizzato da Abi Lab, il consorzio per la ricerca e l’innovazione per la banca promosso dall’Associazione bancaria italiana, il 75 e il 41% delle banche prevede di investire rispettivamente su mobile e internet banking nel 2021, con un focus sulla customer experience, l’efficientamento energetico e la sicurezza informatica.
Nel 2020, infatti, gli istituti hanno registrato un’impennata del 15% dei clienti attivi su mobile; un trend trainato principalmente da quanti utilizzano le app per smartphone. A crescere è anche il volume totale delle operazioni dispositive su mobile banking (del 56%), tra cui bonifici e giroconti con il +72%. Certo, il pc resta il canale che registra i volumi maggiori (si parla di 173 milioni di operazioni dispositive nell’anno), ma il mobile guadagna terreno e si prepara al sorpasso con 171 milioni. Senza dimenticare come la crisi abbia impattato anche sugli accessi medi mensili per cliente, con il +31% per il mobile e il +14% per l’internet banking.
Analizzando la prospettiva delle banche, secondo l’analisi dell’Abi tutti gli istituti coinvolti vantano servizi offerti tramite internet banking e app per smartphone. Il 40% offre anche app per tablet e il 16% si apre ai dispositivi indossabili (wearable). Nello specifico, ogni istituto conta nel proprio pacchetto una media di 2,6 applicazioni, disponibili sia da IoS che da Android. E, nell’anno della crisi, il 76% dichiara di aver mantenuto invariato questo numero, il 12% di averlo incrementato e un ulteriore 12% di averlo tagliato. Inoltre, il 19% offre servizi di aggregazione conti basati su piattaforme Api (Application programming interface) su mobile e il 14% da pc. Per entrambi i device, è attesa un’aggiunta entro la fine dell’anno rispettivamente di un ulteriore 33 e 24%.

In tale ottica, come anticipato, il 75% delle banche intervistate segnala un aumento dell’attenzione per il mobile anche nelle previsioni d’investimento per il 2021 (per il 21% si parla di un “forte aumento”) e il 41% per l’internet banking (il “forte aumento” in questo caso viene indicato nell’8% dei casi). Quanto alle strategie di sviluppo sul fronte digitale, rilevante è anche la collaborazione con le fintech: il 58% degli istituti parla di rapporti già attivi, ma è atteso un ulteriore 31% entro la fine dell’anno.

Cosa cercano i clienti? In primo luogo le funzionalità relative ai pagamenti, come i bonifici istantanei (offerti già dal 52% delle banche) e gli strumenti di gestione della finanza personale (già disponibili da app nel 57% dei casi e da internet banking nel 52%). Buona apertura anche alle funzionalità legate alla gestione dei prestiti e dei mutui, offerte rispettivamente dal 43 e dal 33% del campione.

Ma, forse, non è ancora giunta parallelamente l’ora di salutare davvero i contanti. Stando alle ultime stime della Banca d’Italia sugli aggregati monetari raccolte da Il Sole 24 Ore, da inizio 2020 il contante in circolazione è impennato di quasi il 16% pari a 34 miliardi di euro. Nello specifico, la quota di banconote circolanti è aumentata del 13,1% in pezzi e del 12,12% in valore (contro un tasso medio del 3% negli scorsi anni). Un trend che trova conferma anche nel 2021, sebbene non allo stesso livello: si parla del +3,4% tra dicembre e maggio.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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