Per frenare la corsa di Npl in arrivo si deve andare in deroga a Basilea

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Dalla capacità del sistema di riuscire a frenare questa frana dipende di fatto la ripresa economica del paese. Ne abbiamo parlato con Luigi Frascino, fondatore e presidente di Credit Network & Finance, servicer specializzato nel recupero e nella gestione di crediti problematici

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Bisogna sospendere eccezionalmente e per un periodo limitato le regole rigide che definiscono i modi in cui catalogare i crediti ed effettuare i relativi accantonamenti. Solo così le banche potranno continuare a erogare all’economia reale e guidare la ripresa

Dopo la fase emergenziale, è necessario assumere riforme strutturali, che portino a digitalizzare i processi e incentivino la nascita di nuovi servicer specializzati, per far funzionare il mercato

L’ondata di Npe in arrivo ha bisogno di essere gestita con strumenti adeguati. La crisi da Covid porta con sé un effetto collaterale ancora non visibile, ma che fa paura. Perché, una volta che le moratorie e le Cigs straordinarie scadranno, questa potenza di fuoco si scatenerà sui bilanci delle banche che avevano cercato di fare pulizia nell’ultimo quinquennio e rischieranno di venire travolte. Secondo PwC nei prossimi 18 mesi arriveranno tra i 60 e i 100 miliardi di euro, includendo sia gli npl, i crediti che le banche non credono di poter più recuperare sia gli unlikely to pay (utp), che sono incagliati, ma probabilmente ancora recuperabili.
Una montagna che farà perdere alle banche tutta la strada fatta dal 2015 per dimezzare da oltre 300 a circa 150 miliardi il valore delle sofferenze che avevano in pancia. Dalla capacità del sistema di riuscire a frenare questa frana dipende di fatto la ripresa economica del paese. Ne abbiamo parlato con Luigi Frascino, fondatore e presidente di Credit Network & Finance, servicer specializzato nel recupero e nella gestione di crediti problematici con sede principale a Verona e uffici a Milano.
La società fa parte del Gruppo Frascino, che offre servizi finanziari in molteplici settori di business – dalla gestione di fondi, al real estate, al recupero crediti ipotecari – con aum pari a 3,4 miliardi.

“Certamente ci sarà questa pericolosa ondata: pericolosa anche perché lo smaltimento richiede almeno 5 o 6 anni. Arrivano le ondate di sofferenze, ma le code sono molto lunghe. E dunque di fatto siamo a metà dello smaltimento del 2015: c’è ancora tanto soprattutto sul secondario”, dice Frascino. “Il tema è che con le regole di Basilea in vigore in questa situazione rischiamo davvero di venire sommersi. Perché il grosso degli attuali utp diventerà sofferenza e ci saranno nuovi utp in ingresso: se dall’Ue non arriva la percezione che sia necessario salvaguardare il sistema bancario, visto il periodo di emergenza, non ce la faremo”, dice Frascino. Che propone di prevedere risorse straordinarie per le banche come le si è previste per le imprese, perché le banche possano continuare a erogare verso l’economia reale. Quindi è necessario innanzitutto allentare i parametri di Basilea in via eccezionale per un periodo limitato. “La Bce ha ben chiaro il problema e c’è apertura da parte dell’Ue, ma le cose devono essere concrete, abbiamo necessità anche rapidamente di agire. Si tratta di buonsenso. I sistemi di calendar provisioning avranno deroghe o no? È questo il dato concreto, centrale, che le banche devono avere per dare a loro volta certezze”. Le banche sono le vere protagoniste del rilancio, secondo l’imprenditore.
Quanto al mercato degli npl, è cambiato profondamente con l’intervento delle Gacs, che hanno rastrellato le sofferenze grazie alle cartolarizzazioni dotate di garanzie statali. “Ma finora a ben vedere si è parlato non di soluzioni, bensì di modi per riallocare i crediti. Abbiamo così creato dei grandi magazzini con attese di recupero, ma nel 68% si tratta di strutture underperforming: certamente le banche sono state alleggerite ma non sono mai state trovate soluzioni di sistema per velocizzare lo smaltimento. E dunque finora non è stato fatto abbastanza”.
Quali sono queste soluzioni? “La digitalizzazione del processo civile, anche nell’ambito del giudice di pace, perché molti di questi Npl di cui parliamo sono piccoli crediti. Ancora oggi per fare un atto di citazione le firme devono essere originali cartacee, il che porta a una produzione di carta abnorme, un vero no sense in epoca di sostenibilità. Immaginiamo come si potrebbe semplificare solo dematerializzando i documenti”, continua Frascino, segnalando che l’ammodernamento della giustizia è alla base del buon funzionamento del sistema del recupero crediti, perché “minore è il tempo che ci vuole per recuperare un credito e maggiore è la valutazione dello stesso e questo va a cascata su tutto il resto”.
Un altro elemento che agevolerebbe è la maggiore specializzazione dei servicer, “per esempio con interventi mirati nel settore immobiliare. Lo smaltimento dei crediti ipotecari è un mercato molto promettente: abbiamo sperimentato un forte incremento delle vendite in pieno Covid perché le persone si sono rese conto che le case in cui abitano sono piccole. Il Sismabonus e il super-ecobonus forniranno un grande apporto di liquidità e sono iniziative di sistema importanti: lo smaltimento degli npl serve a dare respiro alle banche in modo che possano erogare i mutui innanzitutto, che ripartono insieme all’edilizia”.
Non bisogna infine dimenticare che dietro gli Npl ci sono persone e difficoltà: avere delle soluzioni adeguate è necessario ma è anche necessario “guardare al recupero crediti in modo integrato, considerando non solo il lato del creditore ma anche quello del debitore, a cui per esempio offrire soluzioni come il saldo e stralcio al 50% può essere utile a tornare solvibile immediatamente. Oppure al contrario concedere tempo può servire a migliorare la propria condizione patrimoniale”, conclude Frascino. “Ciò detto, ci sono molti fondi interessati all’acquisizione del credito, è chiaro che ci devono essere processi chiari e lineari. Le complicazioni italiane portano a prezzi molto bassi che non fanno bene al sistema”.

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di Laura Magna

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Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull’intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Oggi mi occupo del coordinamento del Magazine We Wealth (e di quello di tre figli tra infanzia e adolescenza). Collaboro anche con MF Milano Finanza.

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