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Le prospettive che si danno le società che appartengono al mondo dei servizi sono meno negative di quanto si fosse pensato inizialmente
Per la messa a sistema delle misure precauzionali per il patrimonio gestito in Italia, Scenari
Immobiliari stima per il 2020 un investimento pari a 850 milioni di euro.
L’esplosione del coronavirus ha certamente rallentato questo trend, senza però provocare crolli profondi come in altri settori e segmenti del mondo immobiliare. Inoltre, l’emergenza covid-19 ha dato una ulteriore spinta al comparto con le nuove attività legate all’incremento dell’efficacia delle misure precauzionali di contenimento e alle diverse procedure di gestione professionale degli immobili.
Per la messa a sistema delle misure precauzionali per il patrimonio gestito in Italia, Scenari Immobiliari stima per il 2020 un investimento pari a 850 milioni di euro. “La capacità che dovremo avere noi, come mondo dei servizi e mondo immobiliare in generale, è far diventare poi un valore immobiliare una parte di questo investimento che è un investimento importante ma che può servire a utilizzare e a dare una nuova prospettiva di utilizzo ai nostri edifici e al nostro lavoro”, ha spiegato Zirnstein, che poi si è soffermata su alcuni trend. “Nei tre mesi in cui il mondo si è fermato per la pandemia, il settore immobiliare ha subito una vera e propria accelerazione di alcuni processi già in atto, primo fra tutti quello della digitalizzazione, che necessita di investimenti rilevanti, ha dichiarato il dg, che poi ha concluso dicendo: “Oltre a un conseguente processo di aggregazione, sembra auspicabile un futuro del real estate in cui la faranno da padroni la sicurezza sanitaria e la sostenibilità, con un incremento delle detrazioni fiscali verso interventi di riconversione degli immobili con miglioramento dell’efficienza energetica. Se l’impatto di questa crisi sarà duraturo vedremo un ripensamento delle soluzioni tradizionali per l’abitare, il lavoro, il commercio, il trasporto di merci e persone. Potrebbero esserci spostamenti della domanda all’interno dei centri urbani verso posizioni più periferiche, alla ricerca di maggiore spazio, più verde e natura”.

