C’è tanta Nvidia negli Etf top performer da inizio 2024

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I primi due mesi del 2024 hanno visto Nvidia continuare il suo exploit in borsa con market cap arrivata in area 2.000 mld $. Questo significa un peso molto elevato in alcuni Etf che spiccano come best performer Ytd

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L’euforia da AI continua a dettare i ritmi a Wall Street. Settimana scorsa i risultati di Nvidia hanno contribuito a dare nuova linfa al sentiment positivo sui mercati, riaccendendo i riflettori sulle potenzialità della rivoluzione AI. Nel 2021 il mercato dell’AI valeva 96 miliardi di dollari, ma è previsto toccare gli 1,8 mila miliardi di dollari entro il 2030 secondo Statista.

Nvidia ha riportato ricavi per 22,1 miliardi di dollari nel quarto trimestre dell’esercizio fiscale 2024 (chiuso al 31/12/2023), ben oltre le attese e anche l’outlook sul trimestre in corso ha sorpreso in positivo. Nell’intero anno il fatturato di Nvidia è aumentato del 126% a 60,9 miliardi, con un utile per azione diluito non-Gaap di 12,96 dollari, in aumento del 288% rispetto al 2023.

Da inizio anno il balzo del titolo del colosso dei chip per l’AI è stato del 60% (dati al 29/02/2024) con la capitalizzazione arrivata a ridosso dei 2.000 miliardi di dollari, dietro solo a Microsoft e Apple. Dal lancio di ChatGPT nel novembre 2022, che ha segnato l’inizio della corsa all’AI generativa, il titolo Nvidia ha più che quadruplicato il proprio valore.

Gli Etf con più Nvidia al loro interno

L’euforia su Nvidia si traduce in una forte spinta a diverse tipologie di Etf che presentano una forte esposizione a questo titolo, in particolare quelli un focus su semiconduttori e intelligenza artificiale, ma non solo. La peculiarità di Nvidia è il suo avere diverse aree di business e questo giustifica la sua inclusione in diversi Etf tematici, oltre alla sua presenza negli Etf classici su indici market cap legati a S&P 500 e Nasdaq dove inevitabilmente il peso di Nvidia è cresciuto in questi mesi.

Tra gli Etf che meglio hanno performato in questi primi due mesi dell’anno spiccano quelli legati ai semiconduttori dove il peso di Nvidia è preponderante. In particolare nell’Amundi MSCI Semiconductors ESG Screened UCITS Etf il titolo Nvidia da solo conta addirittura per il 34,22% su un indice che complessivamente è composto da 79 titoli (dati al 29/02/2024) e ha contribuito in maniera determinante al balzo del 25% dell’Etf nei primi due mesi dell’anno. Il colosso dei chip è il principale titolo anche negli altri Etf sui semiconduttori quotati in Europa: il VanEck Semiconductor UCITS Etf (+15% Ytd) con peso Nvidia che è dell’11,4%; l’iShares Msci Global Semiconductors UCITS Etf (+11,8% Ytd) vede Nvidia primo titolo ma con il 9,33% di peso.

Emerge una spiccata differenza di concentrazione dei tre Etf. Da un lato l’Etf di Amundi prevede la possibilità che un singolo titolo arrivi a pesare fino al 35% dell’intero indice, dall’altro quelli di VanEck e iShares hanno dei paletti più rigidi con un cap del 10% per i singoli titoli andando a evitare degli eccessi di concentrazione. Chiaramente il forte peso di Nvidia ha fatto da traino all’Amundi MSCI Semiconductors ESG Screened UCITS Etf, ma allo stesso tempo lo rende molto più dipendente dall’andamento di un singolo titolo.

Si segnala poi il più grande Etf di intelligenza artificiale del mondo, il Global X Robotics & Artificial Intelligence Etf, nei primi due mesi dell’anno ha segnato un rally del 39% forte del fatto che Nvidia conti per oltre un quinto dell’intero indice sottostante.

Tutte performance ben superiori rispetto al +7,5% Ytd dell’S&P 500. Meno brillanti sono stati invece altri tematici che vedono Nvidia in prima fila ma che sono legati alla mobilità sostenibile: il Lyxor Msci Future Mobilità ESG Filtered (DR) Ucits Etf segna -1,1% Ytd nonostante il peso di Nvidia del 13,85%; questo poiché gli altri componenti dell’indice, tra cui spicca Tesla, hanno sofferto l’inizio d’anno poco brillante per il segmento della mobilità elettrica. Meglio ha fatto l’Xtrackers Future Mobility UCITS ETF 1C (+7,7% Ytd) che vede Nvidia al primo posto con il 6,57%, un peso inferiore poiché è previsto che i singoli titoli non superino il 4,5% dell’intero indice (che viene rivisto con frequenza semestrale).

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di Titta Ferraro

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Giornalista professionista dal 2006, laureato in Economia presso l’Università Bocconi di Milano. In We Wealth scrive di mercati, economia e investimenti, curando anche i progetti editoriali legati agli Etf.

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