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Guardando i numeri da vicino, si scopre che le gestioni collettive hanno totalizzato nel mese 3 miliardi, di cui 2,7 miliardi nei fondi aperti. 1,1 miliardi sono accorsi nelle gestioni di portafoglio.
Il patrimonio complessivamente gestito è aumentato a 2.314 miliardi, valore che lo colloca vicino ai massimi storici. Le masse investite nelle gestioni collettive raggiungono i 1.121 miliardi, rappresentando il 48,5% degli asset under management. Nelle gestioni di portafoglio invece sono racchiusi 1.193 miliardi, pari al restante 51,5% del patrimonio. Cosa scelgono gli italiani quando risparmiano? Le macrocategorie dei fondi aperti che i risparmiatori hanno preferito a settembre sono state le seguenti: i monetari (+2,1 miliardi), gli azionari (+1,8 miliardi) e i bilanciati (+886 milioni).
A far da traino la raccolta del risparmio degli italiani (anche) in tempo di covid, i due maggiori asset manager del paese: Generali e Intesa Sanpaolo. Il gruppo triestino raccoglie 576,2 milioni di euro netti. Sempre per quanto riguarda il gruppo Generali, 956,2 milioni sono gli asset dei fondi aperti del e 36,5 quelli delle gestioni di portafoglio retail. La gestione dei portafogli istituzionali registra invece un – 416,6 milioni. Nel gruppo Intesa Sanpaolo fanno molto bene Eurizon (1070,6 milioni) e Fideuram (214,2 milioni), con l’eccezione di Pramerica, che subisce una leggera flessione nelle masse (-13,1 milioni). Settembre positivo anche per Amundi Group (424,4 milioni) e Anima Holding (95,1 milioni). Mese di magra invece per Poste Italiane, che vede contrarsi il suo patrimonio in gestione di 621,8 milioni a causa dei portafogli istituzionali; segno meno anche per i fondi aperti di Poste: – 19,6 milioni.

