Marina Abramović, The Life. La pura energia dell’arte

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Battiti cardiaci e archi tesi. Realtà miste. Bolle di silenzio gravide di significato. Connessioni intime. Visioni estatiche. Coesione umana. Sono solo alcuni dei veicoli espressivi ed evolutivi di Marina Abramović, l’artista performativa più importante del XX secolo. Perché l’arte non sempre ha bisogno di tangibilità per rivelarsi

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Era l’estate del 2014, anche a Londra faceva caldo e avevo deciso di andare a vedere la mostra di Marina Abramovi? alla Serpentine, camminando nel parco. Come spesso accade, non avevo letto nulla a riguardo, mi bastava il suo nome, un’artista che amavo e che amo molto, sia per le performances, emotivamente coinvolgenti, che per le sue fotografie.
Arrivata alla galleria, luogo mitico e molto amato dai londinesi, nel centro di Hyde Park, sede di mostre e progetti d’avanguardia indimenticabili da ormai 50 anni, trovai una coda di persone che  attendeva tranquilla. Veniva chiesto a tutti di lasciare borse, giacche, orologi e qualsiasi apparato elettronico in appositi armadietti ed erano consegnate ad ognuno un paio di grandi cuffie, di quelle usate per eliminare i rumori. Entrando, automaticamente avvolti nel silenzio, tutti i visitatori calavano nell’atmosfera ipnotizzante dell’evento. L’aria era immobile e di colpo tutti i movimenti diventavano più lenti.

Quella che stavo andando a vedere, senza saperlo, era “512 Ore”, le ore in cui Marina Abramovi? era lì, a disposizione degli spettatori che diventavano parte della performance. Ne sono venuti quasi 130.000, dalle 10h alle 18h per  6 giorni. Il vero soggetto era l’artista e l’energia collettiva creata dalle persone intorno. L’allestimento era semplicissimo.

Quello spogliarsi degli oggetti quotidiani era disarmante ….“Il pubblico non deve avere nulla…dal nulla qualcosa può o non può nascere”. L’esperimento può riuscire o meno, ma così è l’arte. Un viaggio.

Il 22 ottobre, nell’asta serale di  Post War and Contemporary di  Londra, Christie’s per la prima volta batterà un’opera di mixed media, “The Life” di Marina Abramovi?. La stima è tra £400,000/800,000.

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Presentata alla Serpentine nel 2019, l’opera è un insieme di arte e tecnologia. L’artista ha ricreato una versione autentica di se stessa che si materializza come un ologramma tridimensionale. 32 telecamere collegate da un sofisticato sistema algoritmico hanno permesso di realizzare la prima opera al mondo di performing art in realtà mista.

Tutto è pensato come se accadesse al presente e sembra assolutamente reale. Per 19 minuti, l’Abramovi?, con i capelli raccolti e un abito cremisi, si muove in uno spazio circolare di 5 metri, mentre gli spettatori, grazie ad un dispositivo di elaborazione spaziale, un visore per la realtà aumentata, entrano in contatto con l’artista.

Diversamente dalla realtà virtuale, la mixed reality crea un’esperienza interattiva che consente agli altri spettatori e allo spazio della galleria di rimanere visibili contemporaneamente alla figura dell’artista. Un unicum della vita intorno e della proiezione illusoria.

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Dagli anni ‘70, Marina Abramovi? nelle sue performances riflette sulle limitazioni del corpo e della mente umana. Esplora i suoi limiti fisici e psichici mettendo anche in pericolo la propria vita e testando la propria resistenza al dolore.

E’ del 1980 “Rest Energy”. Marina e Ulay (per lungo tempo suo compagno di vita) si guardano intensamente negli occhi. Lei regge l’arco, lui la freccia, puntata dritta al suo cuore. Il peso reciproco crea equilibrio e tensione insieme. Se la freccia scocca, sarà letale per lei. Sul loro petto due microfoni: per quattro minuti, un tempo che diventa infinito, ascoltano il ritmo dei battiti del loro cuore.

Se in “Rest Energy” l’artista serba riflette sulla fiducia totale nell’altro e sul concetto di “per sempre”, in “The Life”, all’età di 72 anni, si interroga sull’immortalità. Grazie alla tecnologia è lì, preservata per sempre. Anche se non materialmente presente, mantiene la sua forza emotiva e spirituale. Diventa eterna e perpetuabile.

A Napoli, Castel dell’Ovo accoglie da pochi giorni (e fino a gennaio 2021) la mostra  “Marina Abramovic-Estasi”. Sono presentati i tre video di “The Kitchen”, ispirati ai diari di Santa Teresa d’Avila: le visioni e l’estasi mistica della santa spagnola che  si narra avvenissero sempre in cucina mentre preparava i pasti. A Londra, alla Royal Academy, sarà allestita il prossimo anno, una sua grande mostra personale. Per la prima volta, dopo oltre 250 anni, una donna è stata selezionata per esporre nella Galleria principale.

La pillola del giorno è…l’arte non ha sempre bisogno di oggetti per rivelarsi. A volte, può essere pura trasmissione di energia ed emozione.


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di Chiara Massimello

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L’arte è un elemento fondante della mia personalità, del mio lavoro, delle mie giornate. Sono storica dell’arte e dal 2013 lavoro come consulente per Christie’s. Ho curato e curo mostre e progetti editoriali e da anni seguo come advisor clienti privati con cui condivido il piacere per un bel dipinto, una bella mostra, o l’acquisto di un’opera importante per la loro collezione. Vivo tra Torino e Londra e viaggio molto per il mio lavoro.

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