Liti fisco v/s contribuenti, chi vince di più nel 2020?

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Il ministero dell’Economia e delle finanze ha pubblicato le statistiche relative alle liti del primo trimestre 2020. Ecco i risultati

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Sia in primo sia in secondo grado è l’Erario a registrare la percentuale più alta di giudizi completamente favorevoli

I contribuenti però si difendono bene e vincono il 26,83% dei giudizi di primo grado. La percentuale sale al 29,61% in secondo grado

Nei giudizi di primo grado, dinanzi alle commissioni tributarie provinciali, nel primo trimestre 2020, la percentuale di liti completamente favorevoli all’Ente impositore è pari al 48,20% della totalità dei provvedimenti emessi, per un valore complessivo pari a 1.350,99 milioni di euro (che corrispondono al 52,21% del valore complessivo dei ricorsi definiti nel periodo). La percentuale di giudizi completamente favorevoli al contribuente è invece del 26,83%, per un valore complessivo pari a 541,60 milioni di euro (che corrispondono al 20,93% del valore complessivo dei ricorsi definiti nel periodo). La percentuale delle cause concluse con giudizi intermedi è dell’11,34%, per un valore complessivo di 401,08 milioni di euro.
Nei giudizi di secondo grado, dinanzi alle commissioni tributarie regionali, le cause concluse con giudizi completamente favorevoli all’Ente impositore sono il 49,29% della totalità dei provvedimenti emessi, per un valore complessivo pari a 851,54 milioni di euro (che corrispondono al 36,55% del valore complessivo degli appelli definiti nel periodo); la percentuale di liti completamente favorevoli al contribuente sale al 29,61%, per un valore complessivo pari a 1.084,12 milioni di euro (che corrispondono al 46,54% del valore complessivo degli appelli definiti nel periodo). La percentuale delle cause concluse con giudizi intermedi è dell’8,84%, per un valore complessivo di 204,36 milioni di euro.
Il Rapporto trimestrale del Mef si concentra sul contenzioso tributario nel periodo gennaio-marzo 2020 interessato nella parte finale dall’emergenza sanitaria del covid 19. I dati prendono in considerazione l’ente impositore, la natura del contribuente e il valore della controversia, confrontando i dati con quelli relativi all’analogo periodo dell’anno precedente

Interessante il dato sulle spese processuali che in base all’art. 15 del D.Lgs. 546/1992 devono essere poste a carico della parte soccombente. Dai numeri emerge invece che i giudici nella maggior parte dei casi decidono per la compensazione delle spese e dunque ogni parte si accolla le proprie. Questa soluzione è normativamente prevista nei soli casi in cui ricorra una soccombenza reciproca o qualora sussistano gravi ed eccezionali ragioni che comunque devono essere espressamente motivate in sentenza.
Ciò nonostante il 57,61% dei ricorsi definiti in entrambi gradi di giudizio, registrano una compensazione delle spese di giudizio; il 28,45% delle stesse sono state poste a carico del contribuente, mentre il restante 13,94% è a carico dell’Ente impositore.

Nel trimestre in esame, il 41,03% dei ricorsi presentati vede coinvolta come parte processuale l’agenzia delle Entrate, seguono con il 28,25% i ricorsi che coinvolgono gli enti territoriali e con il 23,80% i ricorsi che coinvolgono l’agenzia Entrate-riscossione.
Il valore complessivo delle cause instaurate nel primo trimestre del 2020 ammonta a 4.728,44 milioni di euro. Il raffronto con lo stesso trimestre del 2019 (pari a 3.620,48 milioni di euro), registra un incremento del 30,60%.
Il valore medio dei ricorsi pervenuti nel periodo in esame è pari a 133.098,08 euro, superiore al valore registrato nel primo trimestre 2019 (95.955,11 euro).

Gli Enti impositori che registrano la percentuale più alta di esiti completamente favorevoli risultano essere:

  • l’agenzia delle Dogane e dei monopoli con il 62,01%, il cui valore economico (pari a 33,38 milioni) costituisce il 52,55% del valore complessivo delle controversie definite in cui è parte lo stesso Ente;
  • l’agenzia delle Entrate con il 49,89%, il cui valore economico (pari a 1.004,67 milioni) costituisce il 52,51% del valore complessivo delle controversie definite in cui è parte lo stesso Ente.

La più alta percentuale di esito favorevole per il contribuente si registra nelle cause contro:

  • gli altri enti con il 31,24%, il cui valore economico (pari a 23,76 milioni) costituisce il 13,05% del valore complessivo delle controversie attivate contro i medesimi enti;
  • gli enti territoriali con il 27,73%, il cui valore economico (pari a 19,24 milioni) rappresenta il 21,02% del valore complessivo delle controversie attivate contro lo stesso ente.

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di Alessandro Montinari

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Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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