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Dei 118 casi di fallimento verificatesi nel 2019, 78 erano società Usa con sede nei paradisi fiscali
Il più grande default dell’anno è stato registrato da parte della Community Health System Inc, che aveva sede in Tennessee e aveva accumulato 23,4 miliardi di dollari solo il primo anno
La qualità del credito, secondo il report è diminuita nel 2019. La percentuale di downgrade e default è aumentata nell’ultimo anno, anche se non in maniera così forte rispetto al 2018. Gli upgrade sono invece scesi al loro tasso più basso dal 2009. La stabilità del rating delle varie società è aumentata al 75,6% nel 2019, il livello più alto dal 1994. Per quanto riguarda invece l’emissione globale delle obbligazioni monetarie nel 2019, queste sono state pari a 4 mila miliardi di dollari. Dato in crescita rispetto al 2018, del 17%.
Il numero di società inadempienti che hanno iniziato l’anno con rating attivi è salito a 94 nel 2918, dai 72 nel 2019. Questo segnala il conteggio più alto e partire dal 2016, quando c’era stato un’ondata di inadempienze che aveva caratterizzato il settore dell’energia e delle risorse naturali, con il crollo prolungato dei prezzi del petrolio. Nonostante questo aumento, il numero totale di inadempienti nel 2019 era inferiore rispetto al picco di 143 registrato nel 2016. C’è però da sottolineare che dal 2018 al 2019 non solo è aumentato il numero di inadempienze ma anche l’importo totale del debito che è passato dai 131,7 miliardi di dollari ai 183,2 miliardi di dollari.

