Priips, le proiezioni non hanno retto la prova del covid

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A causa dell’alto livello di rischio dell’investimento in alcuni prodotti finanziari, il legislatore europeo richiede che le società che li emettono siano chiari nel comunicare ai propri investitori quali performance devono aspettarsi. Secondo un report relativo all’andamento dei fondi nella prima metà dell’anno però, molte di queste proiezioni si sono rivelate errate

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Secondo una ricerca Schroders, relativa all’accuratezza delle previsioni nei mesi di marzo e aprile gli investitori hanno ricevuto rendimenti inferiori rispetto a quanto promesso loro

Il report mette a confronto le performance di diversi scenari

La guerra della trasparenza dei servizi finanziari perde un’altra battaglia. Secondo una ricerca Schroders gli investitori durante i primi mesi dell’anno hanno ricevuto rendimenti inferiori rispetto alle previsioni di performance a lungo termine dichiarate dai loro fondi.

 

La normativa europea del 2018 relativa alle informative dei Packaged Retail and Insurance-based Investment Products (Priips) è progettata per aiutare gli investitori retail a scegliere prodotti di investimento adeguati alla propria capacità di spesa e alla loro predisposizione al rischio.

La prescrizione prevede che i fornitori di tutti i prodotti di investimento a cui gli investitori al dettaglio hanno accesso pubblichino proiezioni delle future prestazioni per aiutare i clienti a prendere decisioni più consapevoli. I pesanti sell-off innescati sul mercato dall’epidemia globale di coronavirus, hanno compromesso le performance di molti fondi di investimento, invalidando di fatto molto delle previsioni riportate nelle informative consegnate ai clienti.

Secondo una ricerca Schroders, relativa all’accuratezza delle previsioni nei mesi di marzo e aprile, gli investitori hanno ricevuto rendimenti inferiori rispetto a quanto promesso loro. “Le proiezioni dei Priips hanno fallito il test covid-19”, ha dichiarato Sheila Nicoll, responsabile della politica pubblica di Schroders, al Financial Times. Il quotidiano inglese riporta i dati di questa analisi: Schroders, che ha esaminato 10 fondi, ha rilevato che l’investitore che avesse venduto un fondo azionario europeo Small Cap nel maggio 2020, dopo averlo posseduto per cinque anni, avrebbe ricevuto un rendimento di 12.723 euro, a fronte di un investimento iniziale di dieci mila euro. Dato significativamente inferiore ai 17.870 euro che un investitore sarebbe stato portato ad aspettarsi in uno scenario di mercato moderato, secondo il quadro Priips. Il report stima anche che la cifra sia anche circa cinque mila euro più bassa rispetto a quanto l’investitore avrebbe ottenuto se avesse disinvestito prima del crollo del mercato. Secondo quanto riportato dal FT Schroders si è concentrata sullo scenario di performance moderata, poiché questo riflette le condizioni commerciali che la maggior parte degli investitori si aspetta. In uno scenario sfavorevole, la previsione di performance dello stesso fondo sarebbe stato pari a 10.810 euro.

I dati vanno a fomentare quanti sostengono che una revisione della normativa da parte della Commissione europea sia ormai necessaria. I fautori delle regole di Priips, riporta ancora il quotidiano inglese, hanno affermato che le proiezioni sulla performance oggi sono comunque un passo avanti rispetto alle precedenti relazioni previste.

 


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di Redazione We Wealth

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