I green bond sono il braccio armato dell’Ue per realizzare le sue politiche di sostenibilità ambientale e sociale. E con le emissioni Sure e Next Generation Fund, l’Europa diventerà uno dei maggiori emittenti sovrani al mondo
Degli 800 miliardi del recovery fund, 225 miliardi saranno green bond. Una cifra che in un anno raddoppierà l’intero mercato dei green bond europei
Le obbligazioni verdi di prossima emissione sono acquistabili sia nel programma App (il Qe di Mario Draghi) che in ambito Pepp
BofA stima che la Bce ne acquisterà 155 miliardi
Ogni piano nazionale di ripresa dovrà prevedere almeno il 37% di investimenti relativi al cambiamento climatico e alla transizione energetica
Che il green sia il nuovo propulsore delle istituzioni europee è cosa nota da tempi non sospetti (leggi: ante covid). Fin dal loro insediamento – e anche prima – sia Christine Lagarde (presidente Bce) che Ursula Von der Leyen hanno sempre dichiarato che la sostenibilità ambientale e sociale sarebbe stata uno dei motori principali della loro azione istituzionale. Adesso, la crisi pandemica e la potenza di fuoco degli strumenti approntati per sconfiggerla stanno dando occasione all’Ue di disegnare strumenti finanziari concreti per dare corpo alle sue politiche di sostenibilità di sostenibilità ambientale. Le quali prevedono, lo ricordiamo, che gli stati membri dell’Unione europea dovranno diminuire del 30% le emissioni di gas serra entro il 2030 e arrivare alla neutralità entro il 2050.
Ue, l’insospettabile forza dei green bond
I 750 miliardi del recovery fund (Next Generation Fund Eu, Ngeu) si tradurranno in emissioni obbligazionarie per 800 miliardi di euro. Di questi, 225 miliardi saranno green bond (dati Bank of America), molto probabilmente Icma (International capital market association) compliant. La sola cifra dei 225 miliardi dei green bond da recovery fund basta a raddoppiare il mercato delle obbligazioni verdi di emittenti europee. Secondo le stime Bofa questo mercato era pari a 286 miliardi di euro a fine settembre 2020. Fra i maggiori acquirenti potrebbe esserci (e ci sarà, secondo quanto dichiarato da Christine Lagarde) la Bce. Le obbligazioni verdi di prossima emissione sono acquistabili sia nel programma App (il Qe di Mario Draghi) che in ambito Pepp (il programma di emergenza della Bce disegnato appositamente per la pandemia). In particolare BofA stima che la Banca centrale europea acquisterà 155 miliardi di green bond Ue entro fine 2021.
Ogni paese membro, per accedere alle risorse del recovery fund, dovrà presentare entro il 30/04/2021 il proprio “piano nazionale di ripresa e resilienza”. Secondo quanto ha disposto la Commissione, ogni piano dovrà prevedere (almeno) il 37% di investimenti attinenti al cambiamento climatico e alla transizione energetica: riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, protezione e ripristino dei beni naturali, efficienza nell’utilizzo delle fonti energetiche, eccetera.
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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione
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