Consulenti? Ancora troppo costosi per i clienti

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Secondo uno studio Asic, gli investitori pensano che i consulenti finanziari siano troppo costosi e più interessati ad arricchirsi che alle esigenze dei propri clienti. Negativo anche il giudizio sulla consulenza indipendente

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Dei 2500 intervistati, uno su dieci nell’ultimo anno ha richiesto servizi di consulenza finanziaria

Oltre un investitore su tre ritiene che i consulenti finanziari non abbiano davvero a cuore il bene dei propri clienti

Quasi il 30% preferisce infatti ricevere assistenza o consigli da familiari, amici o colleghi

Secondo una ricerca condotta dalla piattaforma australiana Asic nove investitori su dieci nell’ultimo anno non hanno richiesto servizi di consulenza finanziaria, nonostante un terzo avesse in realtà ricevuto una consulenza in passato. Secondo il rapporto “c’è una sfiducia significativa nel settore della consulenza finanziaria”: circa la metà dei 2500 partecipanti al sondaggio ritiene che i consulenti finanziari siano più interessati ad “arricchirsi che ad aiutare i propri clienti”. Oltre un terzo ritiene inoltre nello specifico che i consulenti finanziari non abbiano davvero a cuore il bene dei propri clienti. Quasi il 30% preferisce infatti ricevere assistenza o consigli da familiari, amici o colleghi. I maggiori ostacoli alla ricerca di un consulente finanziario sono i sospetti che siano troppo costosi, la mancanza di fiducia, la sensazione che abbia scarso valore nella ricerca di consigli e una preferenza per l’autogestione.

Tra coloro che si avvalgono invece dei servizi di consulenza, i redditi familiari tendono a essere più elevati così come il livello di istruzione. Inoltre “tendono a essere più vicini alla pensione, più spesso si sono tenuti aggiornati sulle tendenze economiche e hanno fissato obiettivi finanziari a lungo termine”, secondo il rapporto. La buona notizia per il settore è che gli investitori che hanno recentemente ricevuto consulenza finanziaria avevano atteggiamenti più positivi nei confronti dei consulenti rispetto a quelli che non lo avevano.

Consulenti in Italia

Il 2018 secondo i dati Ocf si è chiuso con 55.335 iscrizioni, un dato in calo dello 0,9% rispetto a dicembre 2017, in controtendenza rispetto al trend positivo dei quattro anni precedenti. La flessione è proseguita nei primi mesi del 2019: i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede risultano infatti complessivamente 55.073. Necessario tenere conto del fatto che delle domande di iscrizione presentate (4.068, comunque in calo del 28%), è risultato idoneo poco più di un candidato su tre (in totale 1.229).

Nell’industria italiana della consulenza cresce però la presenza femminile. L’interesse delle donne, già in aumento negli ultimi cinque anni, è confermato anche nel 2018. Un candidato su tre, tra quelli che hanno presentato domanda di alle sessioni di prove valutative è stato donna. Nel complesso, la componente femminile rappresenta ancora poco più di un quinto degli iscritti, ma i numeri dimostrano comunque un progresso significativo.


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di Redazione We Wealth

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