Decreto Cura Italia: credito di imposta per botteghe e negozi

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Il decreto Cura Italia ha introdotto, a determinate condizioni, un credito di imposta pari al 60% del canone di locazione relativo al mese di marzo 2020 dei negozi

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Il decreto Cura Italia (Dl 17 marzo 2020, n. 18, attualmente in vigore e in fase di conversione in legge attesa, con possibili modifiche, entro il prossimo 16 maggio, pena la perdita di efficacia sin dall’origine dello stesso) tra le misure fiscali a sostegno delle imprese riconosce a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa, per l’anno 2020, un credito d’imposta nella misura  del 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1  (cosiddetto credito d’imposta per botteghe e negozi).
L’agevolazione in esame, alla luce dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate nella circolare 8/2020 e delle recenti risposte fornite dal Mef nelle Faq, presenta le seguenti caratteristiche:

  • soggetti destinatari: l’agevolazione è rivolta a (a) soggetti titolari di un’attività economica di vendita di beni e di servizi al pubblico, oggetto di sospensione in quanto non rientrate tra quelle identificate come essenziali e, contemporaneamente, (b) intestatari di un contratto di locazione (in qualità di conduttore) di immobile di categoria catastale C/1;
  • tipologia di immobile e di contratto di locazione: rientrano nell’agevolazione esclusivamente i contratti di locazione di immobili di categoria catastale C/1 (negozi e botteghe). Sono esclusi sia i contratti di locazione aventi a oggetto immobili di diversa categoria catastale, anche se aventi destinazione commerciale, sia i contratti di affitto di ramo di azienda che includono (tra l’altro) immobili;
  • modalità di determinazione del credito: il credito matura a seguito dell’avvenuto pagamento del canone relativo al mese di marzo 2020. L’Agenzia delle Entrate giustifica (nella sopra citata circolare) tale interpretazione alla luce del fatto che la disposizione ha “la finalità di ristorare il soggetto dal costo sostenuto costituito dal predetto canone, sicché in coerenza con tale finalità il predetto credito maturerà a seguito dell’avvenuto pagamento del canone medesimo”;
  • modalità di utilizzo del credito: il credito può essere utilizzato, con il codice tributo 6914, dal 25 marzo 2020 in compensazione, utilizzando il modello F24 da presentare esclusivamente con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Sono stati attualmente proposti un numero considerevole di emendamenti alla disposizione in esame, volti ad ampliare l’ambito di applicazione dell’agevolazione, sia per quanto riguarda la tipologia di immobili interessati, sia per quanto riguarda la tipologia di locazione e l’ammontare del credito. Dovrà pertanto essere attesa la conversione in legge del decreto, per avere chiarezza sull’effettiva portata della disposizione.


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di Elena Cardani

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Tax partner dello studio tributario e societario Deloitte, è esperta di fiscalità immobiliare. Assiste investitori nazionali e internazionali nelle operazioni di M&A, con specifico focus ai deal immobiliari. Ha significativa esperienza nella fiscalità dei fondi immobiliari e delle Sicaf. Si occupa inoltre della fiscalità connessa alle operazioni di finanziamento.

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