Sequenziare il genoma umano, da 45 mila anni fa al Covid-19

Il settore dell’assistenza sanitaria non ha mai vissuto un momento altrettanto stimolante. A contribuire, l’abbattimento dei costi e delle tempistiche per il sequenziamento del genoma umano. Lo spiega la Legge di Flatley

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Sequenziare un genoma umano di 45 mila anni fa, scoprendone così l’esemplare più antico mai ricostruito. È questa la recente scoperta di un team di ricercatori per un cranio ritrovato nel 1950 in una grotta della Repubblica Ceca. Scoperta che, grazie a Jay Flatley, ex presidente della società di tecnologia medicale Illumina, ha impiegato oggi un giorno di lavoro e circa mille dollari: solo quindici anni fa, sarebbero serviti otto anni e oltre 100 milioni di dollari.

La Legge di Flatley

Dagli anni 2000, i progressi nel campo del sequenziamento del genoma umano sono stati notevoli. I costi erano troppo elevati, così come le tempistiche. Per questo attorno al 2004 Flatley impostò l’azienda di cui era a capo, Illumina, in modo da ottimizzare l’esecuzione del sequenziamento. Dopo un’iniziale fase di assestamento, sia i costi che le tempistiche sono diminuiti drasticamente. “Analoga a quella di Moore, la Legge di Flatley esemplifica progressi e riduzioni dei costi ancor più rapidi e significativi”, spiega Richmond Wolf, responsabile del portafoglio azionario di Capital Group, che ha conosciuto Flatley sul campo.

I vantaggi del sequenziamento del genoma umano

Grazie all’avanzamento della tecnologia medicale applicata al sequenziamento del genoma umano, e alle successive scoperte nell’analisi del DNA, si è inaugurato un nuovo capitolo nella storia della medicina. “Oggi possiamo confrontare la mappa del genoma umano con le mutazioni legate al cancro, identificando mutazioni specifiche e associarvi le giuste terapie”, continua Wolf. Oltre ad allungare e a migliorare la vita dei pazienti, “le diagnosi e i trattamenti derivati dai test genetici hanno il potenziale di generare miliardi di dollari per le aziende che se ne occupano”.

“Uno dei trattamenti più entusiasmanti attualmente disponibile nel sistema sanitario è la cosiddetta biopsia liquida, che utilizza un campione di sangue per identificare i tumori allo stato iniziale, cioè quando rilasciano una minuscola quantità di DNA mutato”, afferma Wolf. Anche nella lotta contro il Covid-19 il sequenziamento del genoma ha avuto un ruolo centrale, identificando e tracciando le varianti e assicurando alle case produttrici di vaccini vantaggi significativi. Anche per questo, “il settore dell’assistenza sanitaria non ha mai vissuto un momento altrettanto stimolante”, conclude Wolf.

di Giulia Bacelle

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Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

Domande frequenti su Sequenziare il genoma umano, da 45 mila anni fa al Covid-19

Qual è stato il costo stimato per sequenziare un genoma umano quindici anni fa?

Quindici anni fa, il costo stimato per sequenziare un genoma umano era di oltre 100 milioni di dollari, una cifra significativamente superiore rispetto al costo attuale.

Qual è il costo attuale e il tempo necessario per sequenziare un genoma umano, secondo l'articolo?

Attualmente, grazie ai progressi tecnologici, sequenziare un genoma umano richiede circa un giorno di lavoro e costa approssimativamente mille dollari.

Chi è Jay Flatley e quale ruolo ha avuto nella riduzione dei costi del sequenziamento del genoma?

Jay Flatley è l'ex presidente della società di tecnologia medicale Illumina. La sua influenza è stata tale che la riduzione dei costi del sequenziamento è stata definita 'La Legge di Flatley'.

Qual è l'importanza della scoperta del genoma umano di 45 mila anni fa?

La scoperta rappresenta l'esemplare più antico mai ricostruito, offrendo preziose informazioni sull'evoluzione umana e aprendo nuove prospettive nella ricerca genetica.

Dove è stato ritrovato il cranio da cui è stato sequenziato il genoma di 45 mila anni fa?

Il cranio è stato ritrovato nel 1950 in una grotta situata nella Repubblica Ceca, fornendo il materiale genetico per la ricostruzione del genoma antico.

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