Trust familiare con beneficiario il discendente nascituro

Il trust familiare può avere come beneficiari i discendenti in linea retta, anche se non ancora nati e concepiti. Soltanto al trasferimento finale dei beni troverà applicazione l’imposta sulle donazioni

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Il trust familiare rappresenta indubbiamente una valida alternativa al testamento poiché consente di pianificare nel migliore dei modi il passaggio generazionale della ricchezza.
Tra i diversi vantaggi che tale strumento offre, è possibile annoverare la possibilità di prevedere come beneficiario un soggetto individuato entro la classe dei discendenti in linea retta, anche in un momento in cui questo non sia ancora nato o finanche concepito.

In tema di capacità giuridica del nascituro, è di fondamentale importanza l’articolo 1 cod. civ., secondo cui il momento della nascita segna l’acquisto della capacità giuridica della persona fisica e, quindi, dell’idoneità a diventare titolari di diritti e doveri.
In ogni caso, la generale attribuzione al nascituro di un qualsiasi diritto di natura patrimoniale è subordinato all’avveramento della condizione della nascita, con la conseguenza che, in ipotesi di mancata nascita del soggetto concepito, le attribuzioni a suo favore divengono inefficaci.

Esistono, poi, delle norme che anticipano la tutela della persona fisica sin dal momento del suo concepimento o anche prima di tale avvenimento, individuando una sorta di capacità giuridica prenatale non piena, in quanto comunque subordinata all’evento nascita.
Basti pensare all’articolo 462 cod. civ., a norma del quale sono capaci di succedere non solo tutti coloro che siano già nati all’apertura della successione, ma anche coloro che in tale momento siano soltanto concepiti, oppure i figli di una determinata persona vivente al tempo della morte del testatore, benché non ancora concepiti.

Allo stesso modo, l’articolo 784 cod.civ. prevede che possano ricevere per donazione i nascituri concepiti e, finanche, quelli non concepiti, ma in quest’ultimo caso è necessario che costoro siano figli di una determinata persona vivente al tempo della donazione.

Ulteriori conferme circa la possibilità di istituire un trust familiare a favore di un discendente in linea retta, anche in un momento in cui questi non sia ancora nato o concepito, giungono tanto dall’originale trust law britannica, quanto dai chiarimenti di prassi dell’Amministrazione finanziaria.
In particolare, la prima prevede espressamente che «beneficiaries may include people not born at the date of the trust (for example, “my future grandchildren”)».
L’Agenzia delle entrate, invece, ha chiarito che non è necessario che il beneficiario sia specificamente individuato mediante nome e cognome, essendo sufficiente indicare il solo legame di parentela qualora le sue generalità siano ancora ignote (cfr., circolare Ae n. 48/E/2007).

Quindi, appare evidente come il disponente possa designare, quale beneficiario di un trust familiare, un soggetto concepito, o finanche non ancora concepito al momento dell’istituzione dello stesso, purché nato entro il termine finale di durata del trust.

In tal senso, nell’atto istitutivo del trust potrebbe essere inserita, ad esempio, una clausola di questo tenore: «per beneficiari si intendono i figli nati dal matrimonio di Tizio e Caia, nati entro il termine finale del trust», laddove chiaramente si vogliano privilegiare e tutelare i particolari beneficiari designati dal disponente (si fa esplicito riferimento al “matrimonio”).

Da ultimo, sotto il profilo fiscale, occorre evidenziare che l’imposta sulle successioni e donazioni dovrà essere commisurata al rapporto di parentela esistente tra disponente e beneficiari finali.
Nella specie, troverà quindi applicazione l’imposta sulle donazioni nella misura del 4% sul valore eccedente la franchigia di un milione di euro, ai sensi dell’articolo 2, comma 48, dl 262/2006.

Incertezze sussistono soltanto in relazione al momento impositivo. L’Agenzia delle entrate propugna la tesi della “tassazione anticipata” al momento di dotazione del trust, ma tale soluzione – che talvolta si rivela economicamente conveniente – appare poco praticabile, poiché in tale momento non si conosce esattamente il numero dei nascituri.
Quindi, appare preferibile la tesi sostenuta dalla giurisprudenza di legittimità, secondo cui la tassazione dovrà avvenire solo al “trasferimento finale” dei beni; il che consentirebbe di avere certezza in ordine ai beneficiari finali.

Angelo Ginex

Gli articoli pubblicati sono stati realizzati da giornalisti e contributors di We Wealth e vengono forniti a Poste Premium a scopo informativo.


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di Angelo Ginex

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Founder e managing partner di Ginex & Partners Studio Legale Tributario. Svolge la professione di avvocato
ed è dottore di ricerca in diritto tributario. Vanta significative expertise in materia di diritto tributario,
diritto d’impresa e pianificazione e protezione patrimoniale. Partecipa in qualità di docente a master e
seminari organizzati dalle principali scuole di formazione presenti in Italia.

Domande frequenti su Trust familiare con beneficiario il discendente nascituro

Qual è il vantaggio principale di utilizzare un trust familiare rispetto a un testamento tradizionale per la pianificazione successoria?

Il trust familiare offre una maggiore flessibilità nella pianificazione del passaggio generazionale della ricchezza, consentendo una gestione più precisa e personalizzata degli asset rispetto a un testamento standard. Questo strumento permette di definire con cura le modalità di distribuzione e i tempi, adattandosi alle specifiche esigenze familiari.

In che modo un trust familiare può beneficiare un discendente non ancora nato?

Il trust familiare può designare come beneficiario un discendente in linea retta anche se non ancora nato o concepito, garantendo che, al momento della nascita, il bambino possa beneficiare del patrimonio stabilito nel trust. Questo assicura una protezione finanziaria fin dalla nascita.

Quali sono le implicazioni della capacità giuridica del nascituro in relazione alla sua designazione come beneficiario di un trust?

La capacità giuridica del nascituro, pur essendo limitata, permette di considerarlo come potenziale beneficiario di un trust. Il trust agisce come strumento per preservare e gestire il patrimonio fino al momento in cui il nascituro acquisisce piena capacità giuridica con la nascita.

Il trust familiare offre vantaggi specifici in termini di protezione del patrimonio rispetto ad altre forme di pianificazione successoria?

Sì, il trust familiare può offrire una maggiore protezione del patrimonio rispetto ad altre forme di pianificazione successoria, in quanto permette di segregare i beni dal patrimonio personale del disponente e dei beneficiari, proteggendoli da eventuali creditori o rischi legali.

Come si inserisce la figura del 'nascituro' all'interno della pianificazione del passaggio generazionale tramite trust familiare?

L'inclusione del 'nascituro' come beneficiario nel trust familiare permette di estendere la pianificazione successoria anche alle generazioni future non ancora esistenti. Questo garantisce che il patrimonio possa essere destinato anche a chi non è ancora nato, assicurando una continuità nella gestione e distribuzione della ricchezza familiare.

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