Fondi attivi: ecco in quali settori battono la gestione passiva

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Ha ancora senso investire in fondi attivi? Per Giovanni Folgori, co-founder di Euclidea, sì. Ecco perchè

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Per i gestori attivi sovraperfomare il mercato è diventato un mestiere sempre più difficile. I numeri sono impietosi: stando ai dati SPIIVA solo un fondo su dieci riesce a battere la sua controparte passiva su un orizzonte di dieci anni. Statistica che rimane pressoché invariata a seconda dell’area geografica. Che sia l’azionario statunitense, che sia quello europeo o quello emergente, la musica non cambia. Che senso ha dunque investire nei fondi attivi? We Wealth lo ha chiesto a Giovanni Folgori, co-founder di Euclidea.

È vero che la gestione attiva è andata meglio di quella passiva nel 2022? 

Sì, soprattutto nella seconda parte dell’anno si è assistito ad una ripresa della gestione attiva e soprattutto nella parte azionaria. Tuttavia non va tratta la conclusione che i gestori attivi possano più facilmente interpretare un mercato. Ad esempio nel corso dello scorso anno sono passati diversi mesi prima che si assistesse ad un riposizionamento al di fuori del settore tech e che si intercettasse l’andamento positivo del settore energy. Nella parte bond i gestori attivi hanno a più riprese cercato di intercettare il massimo sui tassi di interesse senza realmente riuscirvi. Stiamo comunque parlando a livello esemplificativo perché poi ogni gestore attivo è diverso a modo proprio.

Come gestire il binomio attivo/passivo? 

Ad Euclidea siamo fermi sostenitori del principio che nei portafogli debbano coesistere gestori attivi e passivi. Nel mondo dei digital wealth manager questa è più una eccezione che una regola. La presenza di gestori attivi è supportata da diversi fattori: per primo la differenza di costo in classe tra gestioni attive e passive è, tutto sommato, modesta e anche in calo nel tempo. Per secondo i gestori attivi hanno un potenziale di over-performance stabile nel tempo in alcuni settori del mercato. Per terzo in momenti di forte cambiamento o turbolenza si può attingere all’interpretazione dei gestori attivi che può supportare la ricerca di performance a diversi livelli, sia di asset allocation che di sector picking e talvolta anche di stock picking.

Su quali settori crea più valore la gestione attiva? 

Normalmente i settori in cui viene creato maggior valore sono quelli del credito: high yield, convertibili, coco bonds, emerging market bonds, etc. Tuttavia in alcuni momenti, come ad esempio la seconda parte dell’anno corso, possono emergere altre aree in cui si crea valore come ad esempio la rotazione settoriale o l’applicazione di alcune strategie quantitative a livello macro.

Gli articoli pubblicati sono stati realizzati da giornalisti e contributors di We Wealth e vengono forniti a Poste Premium a scopo informativo.


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

Domande frequenti su Fondi attivi: ecco in quali settori battono la gestione passiva

È vero che la gestione attiva ha sovraperformato la gestione passiva nel 2022?

L'articolo solleva la domanda se la gestione attiva abbia effettivamente battuto quella passiva nel 2022, ma non fornisce una risposta diretta a questa specifica performance annuale. Si concentra invece su performance di lungo termine.

Qual è la performance tipica dei fondi attivi rispetto a quelli passivi su un orizzonte di dieci anni?

Secondo i dati SPIVA citati, solo un fondo attivo su dieci riesce a battere la sua controparte passiva su un orizzonte di dieci anni. Questa statistica è valida indipendentemente dall'area geografica considerata.

La performance dei fondi attivi varia a seconda dell'area geografica?

No, l'articolo indica che la musica non cambia per quanto riguarda la difficoltà dei gestori attivi di sovraperformare. Sia che si tratti di azionario statunitense, europeo o emergente, la percentuale di fondi attivi che battono quelli passivi rimane pressoché invariata.

Qual è il senso di investire in fondi attivi se la maggior parte non batte quelli passivi?

L'articolo pone questa domanda fondamentale, suggerendo che la difficoltà per i gestori attivi di sovraperformare il mercato è crescente. La risposta completa a questa domanda viene esplorata nell'articolo attraverso l'intervento di Giovanni Folgo.

Come si può gestire il binomio tra gestione attiva e passiva?

L'articolo menziona 'Come gestire il binomio attivo/passivo?' come una delle intestazioni, indicando che il contenuto esplora strategie o approcci per combinare o scegliere tra queste due modalità di gestione degli investimenti.

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