I bond nel post-pandemia: investitori fiduciosi, ma ancora cauti

Gli investitori temono ancora l’inflazione? Con T. Rowe Price analizziamo il mercato del fixed income, sul cui futuro si sono concentrate le attenzioni degli investitori in sede di progressivo rialzo dei prezzi

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“Molto probabilmente, siamo entrati in un contesto molto diverso da quello degli ultimi decenni”. Così Kenneth Orchard e Onur Uncu, rispettivamente Portfolio Manager e Fixed Income Quantitative Analyst di T. Rowe Price, descrivono la fase di mercato che stiamo attraversando, sottolineando che potrebbe rappresentare una nuova sfida per gli investitori nel fixed income.

Cosa sta accadendo sui mercati

Secondo gli analisti, la duration (che misura la sensibilità del prezzo dei bond rispetto a cambiamenti nei tassi d’interesse) è stata tra i maggiori driver del rendimento del credito nell’ultimo decennio. “Mantenere una duration elevata non è un problema quando i rendimenti tendono al ribasso” spiegano gli esperti. “Quando però i tassi di interesse aumentano, le obbligazioni a lunga scadenza diventano vulnerabili ad un rialzo più deciso dei prezzi”.
A partire da marzo 2020, le banche centrali di tutto il mondo hanno risposto alla pandemia rapidamente tramite diffuse iniezioni di liquidità nel sistema. Ciò ha portato alla riduzione dei rendimenti obbligazionari e ha indotto gli investitori a estendere l’arco temporale dei propri investimenti. Attualmente, però, in una fase in cui il tema dell’inflazione temporanea sembra già esser stato smentito, le aspettative di politiche monetarie stringenti e la probabilità di un aumento dei tassi accrescono le preoccupazioni degli investitori, che sono già corsi ai ripari rispondendo alla fase di incertezza con il sell-off di titoli di Stato e di alcune obbligazioni societarie.

Come proteggersi?

Procedere con la riduzione sistematica della duration non è una strategia lungimirante secondo gli esperti di T. Rowe Price, che, al contrario, affrontano il possibile rialzo dei tassi tramite la ricostruzione di portafoglio e la gestione dinamica del rischio. Tale azione si esplica in cinque passaggi fondamentali: il riposizionamento della curva strutturale, un’allocazione più ampia suddivisa tra regioni e settori, la detenzione di credito in euro, l’allocazione in obbligazioni a più breve scadenza e la gestione attiva della duration complessiva di portafoglio.
Un’attenzione particolare è rivolta agli asset indicizzati all’inflazione. Questo genere di bond, infatti, ha sovraperformato per la prima volta per due anni consecutivi le obbligazioni high yield (negli ultimi 20 anni è accaduto sporadicamente).
In aggiunta, le obbligazioni ad alto rendimento hanno registrato un rally quest’anno, dovuto alla ritrovata propensione al rischio degli investitori, fiduciosi nello sviluppo del vaccino e nell’allentamento delle restrizioni.

Come proteggere il portafoglio dal rischio inflazione? Da T. Rowe Price, ecco 3 modi

Gli analisti, a conferma della straordinarietà della situazione, ricordano che in ottobre, il tasso di break-even (la differenza tra il rendimento nominale di un’obbligazione e il rendimento reale di un’attività indicizzata all’inflazione con la stessa scadenza) per i titoli del Tesoro a cinque anni protetti dall’inflazione è salito al suo livello più alto dal 2004. “Ciò solleva la possibilità di un cambiamento sostenuto nel contesto economico e nella direzione di mercato” evidenziano in T. Rowe Price, “spingendo gli investitori a cercare protezione dall’inflazione nei loro portafogli. Ed è qualcosa a cui crediamo valga la pena prestare attenzione”.

di Masterplace We Wealth

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Domande frequenti su I bond nel post-pandemia: investitori fiduciosi, ma ancora cauti

Quali sono i principali aspetti da considerare quando si investe in I bond nel post-pandemia: investitori fiduciosi, ma ancora cauti?

Quando si investe in I bond nel post-pandemia: investitori fiduciosi, ma ancora cauti, è fondamentale considerare diversi fattori chiave per una strategia efficace. Il primo elemento da valutare è il proprio orizzonte temporale, poiché investimenti a lungo termine permettono di affrontare meglio la volatilità e beneficiare dell interesse composto. La tolleranza al rischio personale è un altro aspetto cruciale, che determina l allocazione tra asset più aggressivi e quelli più conservativi.

Come posso iniziare a investire in I bond nel post-pandemia: investitori fiduciosi, ma ancora cauti con un capitale limitato?

Iniziare a investire in I bond nel post-pandemia: investitori fiduciosi, ma ancora cauti con capitale limitato è assolutamente possibile grazie a diverse strategie accessibili. I fondi comuni di investimento con versamenti minimi bassi rappresentano una ottima opzione per chi dispone di poche risorse iniziali, consentendo l accesso a portafogli diversificati con somme contenute, spesso a partire da 100-200 euro.

Quali sono i rischi principali associati a I bond nel post-pandemia: investitori fiduciosi, ma ancora cauti?

I rischi associati a I bond nel post-pandemia: investitori fiduciosi, ma ancora cauti sono molteplici e richiedono una attenta valutazione preventiva. La volatilità del mercato rappresenta il rischio più evidente, con fluttuazioni di valore che possono essere significative e improvvise, influenzate da fattori economici, geopolitici o settoriali.

Quali sono le prospettive future per I bond nel post-pandemia: investitori fiduciosi, ma ancora cauti?

Le prospettive future per I bond nel post-pandemia: investitori fiduciosi, ma ancora cauti sono influenzate da un complesso intreccio di fattori strutturali e congiunturali che richiedono una analisi approfondita. L evoluzione tecnologica rappresenta uno dei principali motori di cambiamento, con l intelligenza artificiale, l automazione e le tecnologie emergenti che stanno ridisegnando interi settori economici.

Come posso valutare la performance dei miei investimenti in I bond nel post-pandemia: investitori fiduciosi, ma ancora cauti?

La valutazione della performance degli investimenti in I bond nel post-pandemia: investitori fiduciosi, ma ancora cauti richiede un approccio multi-dimensionale che consideri diversi parametri oltre al semplice rendimento assoluto. Il rendimento totale è la metrica primaria da considerare, includendo sia le plusvalenze che i dividendi o interessi generati.

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