Per due terzi degli italiani la salute verrà prima di tutto

Il Sistema sanitario nazionale ha retto il contraccolpo della pandemia, ma attese e ritardi costringono sempre più cittadini a fare ricorso a sistemi sanitari integrativi e a puntare sul privato

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Per il 66,6% degli italiani la preoccupazione principale nei prossimi anni sarà prendersi cura della propria salute: lo rivelano i dati del IX Rapporto RBM – Censis: Sanità pubblica, privata ed intermediata. Necessità, quella della salute, che richiede però ingenti investimenti. Il solo Sistema sanitario nazionale, tuttavia, non potrà coprire i 20-30 miliardi di euro aggiuntivi che, secondo la Ragioneria Generale dello Stato, saranno necessari fino al 2025 per finanziare i nuovi bisogni di cura dei cittadini italiani. Si rende quindi indispensabile l’accesso a un secondo pilastro sanitario, quello integrativo, che aumenti la capacità assistenziale nei confronti dei cittadini su modello di quanto già avviene nel Regno Unito, in Germania o in Francia attraverso un sistema di polizze e fondi aperti a tutti i cittadini. Come fare, quindi?

Pubblico sì, ma più privato

Mai come nell’anno della pandemia si è rivelata centrale l’importanza di un sistema sanitario integrativo. Nel 2020, infatti, ben 19,6 milioni di cittadini hanno visto negati i livelli essenziali di assistenza (le prestazioni cui i cittadini hanno diritto ad accedere tramite il Sistema sanitario nazionale) a causa dei lunghi tempi d’attesa, riporta il IX Rapporto RBM – Censis. Ragione, questa, che li ha costretti a rivolgersi a strutture private in 28 casi su 100; un dato che cresce ulteriormente se si considerano le prestazioni specialistiche, gli accertamenti diagnostici e le prestazioni di riabilitazione. Tuttavia, se da un lato i tempi d’attesa scoraggiano i cittadini nel momento della scelta, orientandoli verso la sanità privata, dall’altro gli elevati costi delle prestazioni potrebbero portarli a procrastinare il bisogno, trascurando così la propria salute.

La salute passa da una piattaforma virtuale

A queste sempre più complesse necessità legate alla salute del cittadino, Blue Assistance (società di Reale Group) risponde con VirtualHospital.blue, una piattaforma intuitiva che rappresenta il nuovo punto di riferimento nella gestione delle cure e della salute, per tutta la famiglia e dal divano di casa. “È una soluzione tecnologica e, al contempo, molto umana, con professionisti qualificati e disponibili, pronti ad ascoltare e a gestire nel miglior modo le richieste sanitarie degli utenti, senza vincoli di tempo e luogo”, spiegano da Blue Assistance.
“Accedendo a VirtualHospital.blue le persone vengono accolte e aiutate ad individuare le prestazioni di primo livello più adatte ai loro bisogni. In caso di necessità possono poi continuare il loro percorso specialistico, diagnostico e terapeutico trovando, all’interno della piattaforma, ulteriori indagini o cure di cui hanno necessità. Si tratta di un’opportunità particolarmente utile in questo momento di emergenza sanitaria in cui gli spostamenti sono limitati e di una risposta concreta al crescente problema della sanità online fai da te”.
Così il sottoscrittore potrà decidere se usufruire dei servizi in abbinato a prodotti assicurativi già in essere oppure in modalità stand alone. Il cliente avrà quindi a disposizione consulti telefonici con medici generici, video-consulti specialistici, servizi di consegna farmaci, prestazioni mediche a domicilio, accesso a network sanitari così come di fitness e benessere Blue, fino alla prenotazione e al pagamento online delle prestazioni.

di Giulia Bacelle

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Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

Domande frequenti su Per due terzi degli italiani la salute verrà prima di tutto

Qual è la principale preoccupazione degli italiani per i prossimi anni secondo il IX Rapporto RBM – Censis?

Per il 66,6% degli italiani, la preoccupazione principale nei prossimi anni sarà prendersi cura della propria salute. Questo dato evidenzia una crescente attenzione verso il benessere personale e la prevenzione.

Quanto si stima sarà necessario investire per finanziare i nuovi bisogni di cura fino al 2025?

Secondo la Ragioneria Generale dello Stato, saranno necessari investimenti aggiuntivi tra i 20 e i 30 miliardi di euro fino al 2025 per coprire i nuovi bisogni di cura. Questo sottolinea l'ingente fabbisogno finanziario del settore sanitario.

Il Sistema Sanitario Nazionale sarà in grado di coprire da solo l'intero fabbisogno finanziario aggiuntivo per la salute?

No, il solo Sistema Sanitario Nazionale non potrà coprire da solo i 20-30 miliardi di euro aggiuntivi necessari fino al 2025. Saranno quindi necessari ulteriori investimenti per far fronte ai nuovi bisogni di cura.

Quali sono le principali aree di investimento per la salute menzionate nell'articolo?

L'articolo menziona la sanità pubblica, quella privata e quella intermediata come aree che richiedono ingenti investimenti. Questo suggerisce un approccio diversificato alla copertura dei bisogni sanitari.

Come si prevede che la salute passerà da una piattaforma virtuale?

L'articolo suggerisce che la salute passerà da una piattaforma virtuale, indicando una possibile evoluzione verso soluzioni digitali e telematiche per la gestione e l'erogazione dei servizi sanitari. Questo potrebbe implicare nuovi modelli di accesso alle cure.

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