Cresce il crimine informatico: la risposta si chiama cybersecurity

Cresce il volume dei crimini informatici, favoriti dalla transizione online del 2020. In aumento, di rimando, anche la spesa per la cybersecurity, seppur ancora marginale. Quali opportunità riserva questo settore per gli investitori?

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Ammonta a 145 miliardi di dollari la spesa globale per la sicurezza informatica, che ha portato a 1,1 mila miliardi di dollari il costo complessivo del crimine informatico a livello globale, ovvero l’1,3% del Prodotto interno lordo (Pil) mondiale. La stima del Center for Strategic and International Studies (CSIS), think tank con sede negli Stati Uniti, e della società di sicurezza informatica McAfee, fa riflettere alla luce di una seconda considerazione: l’aumento di spesa nella sicurezza informatica è salito di oltre il 50% rispetto allo stesso studio condotto nel 2018.
Parlando di numeri, lo scorso anno sono stati rubati non meno di 30 miliardi di dati registrati, secondo il rapporto “Now and next for the cybersecurity industry” redatto da Canalys a marzo 2021. Non solo: sempre nel 2020, le perdite monetarie mondiali dovute alla criminalità informatica sono salite bruscamente a circa 945 miliardi di dollari (studio CSIS e McAfee “The Hidden Costs of Cybercrime”).
“La crisi del Covid-19 ha aumentato drammaticamente la nostra dipendenza dal cyberspazio. E un’inversione è improbabile, anche con l’affievolirsi della pandemia e il ritorno alle vecchie abitudini” commenta Patrick Lemmens, Portfolio manager global FinTech equities di Robeco.

Cyberattacchi, fenomeno di passaggio o una tendenza di lungo?

L’Interpol ha pronosticato che non è da escludere un ulteriore aumento della criminalità informatica, data la continua crescita di trend quali l’e-commerce e il lavoro da remoto. “In questo contesto, i budget per la cybersecurity sembrano destinati a rimanere sulla loro traiettoria ascendente” continua Lemmens. “Anche se la continuità del business e la produttività della forza lavoro hanno avuto la precedenza sulla sicurezza durante la pandemia, gli investimenti in cybersecurity hanno comunque superato gli altri segmenti del settore dell’Information Technology (IT) nel 2020”; sono infatti aumentati del 10%, raggiungendo i 53 miliardi di dollari, secondo lo studio di Canalys. Stando a quest’ultimo, gli investimenti in cybersecurity dovrebbero crescere del 6,6% e raggiungere il 10% nell’arco del 2021.
“Le aziende dovranno quindi continuare a investire in infrastrutture di sicurezza informatica, in particolare il settore dei servizi finanziari” spiega l’esperto.

Niente cybersecurity, niente business

“Per gli investitori, l’impennata del crimine informatico è ovviamente una minaccia per le aziende a cui sono esposti. Ma è anche un’opportunità per investire in realtà che forniscono soluzioni per affrontare questa sfida crescente” commenta Lemmens. Un settore che potrebbe essere interessante considerare è quello dell’industria finanziaria.
È possibile notare il crescente interesse per gli investimenti in cybersecurity prendendo in considerazione i flussi di finanziamento del capitale di rischio: nel 2020 i finanziamenti per la cybersecurity hanno raggiunto un massimo storico, raccogliendo 11,4 miliardi di dollari. Un aumento di quasi il 50% rispetto al 2018, secondo le stime della società di ricerca e analisi CB Insights. Rapido sviluppo della criminalità informatica e adozione accelerata del cloud computing sono state le principali forze trainanti di questo aumento.
“Certamente, trovare aziende di cybersecurity che siano rilevanti per il settore finanziario e interessanti dal punto di vista dell’investitore non è facile, sia a causa del set di opportunità limitato, sia perché la crescita del business e lo slancio dei prezzi delle azioni non vanno sempre di pari passo” spiega l’esperto. Ma “non ottenere il giusto livello di cybersecurity nel mondo finanziario significa semplicemente uscire dal business”.

di Gloria Grigolon

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Domande frequenti su Cresce il crimine informatico: la risposta si chiama cybersecurity

Qual è l'entità della spesa globale per la sicurezza informatica e quale impatto ha sul costo del crimine informatico?

La spesa globale per la sicurezza informatica ammonta a 145 miliardi di dollari. Questa spesa ha contribuito a contenere il costo complessivo del crimine informatico a livello globale, stimato in 1,1 mila miliardi di dollari.

Quale percentuale del PIL mondiale rappresenta il costo del crimine informatico secondo le stime citate?

Il costo complessivo del crimine informatico a livello globale equivale all'1,3% del Prodotto interno lordo (PIL) mondiale. Questa cifra evidenzia l'impatto economico significativo di tali attività.

Chi ha condotto la stima sui costi del crimine informatico e sulla spesa per la sicurezza informatica?

La stima è stata effettuata dal Center for Strategic and International Studies (CSIS), un think tank statunitense, in collaborazione con la società di sicurezza informatica McAfee. Queste due entità hanno fornito i dati finanziari sull'argomento.

Qual è la relazione tra l'aumento della spesa nella sicurezza informatica e il fenomeno del crimine informatico?

L'aumento della spesa nella sicurezza informatica è una risposta diretta alla crescita del crimine informatico. Questo incremento di investimenti mira a contrastare le minacce digitali in evoluzione.

Qual è la implicazione finanziaria della mancanza di cybersecurity per le aziende, secondo le intestazioni dell'articolo?

L'intestazione 'Niente cybersecurity, niente business' suggerisce che la mancanza di adeguate misure di sicurezza informatica può avere conseguenze finanziarie dirette e negative per le aziende, potenzialmente compromettendo la loro operatività e redditività.

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