Finanza e donne: che ruolo giocano l’intelligenza emotiva e l’AI?

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Finanza e emozioni vanno spesso a braccetto, compito del consulente è trovare un equilibrio e rassicurare gli investitori. In tal senso l’empatia gioca un ruolo importante, forse ancora di più se si parla con le investitrici. L’intelligenza emotiva sarà capace di colmare il gender gap? L’implementazione dell’AI può aiutare in tal senso?

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Nell’attuale contesto economico, diventa sempre più importante e strategico in ambito di consulenza finanziaria affiancare alle competenze tecniche anche le capacità emotive e relazionali. Ansia e paura, in caso di volatilità inattesa del mercato, possono generare consistenti perdite, ma possono anche rappresentare delle opportunità. Rimanere focalizzati sull’ascolto e sull’attenzione alle esigenze del cliente può essere un valido strumento per evitare scelte inopportune basate sulla irrazionalità.

L’empatia assume sempre di più a un ruolo chiave: capire lo stato emotivo della clientela attraverso una continua interazione, uno scambio di opinioni costruttivo e ponderato permette di gettare le basi di un rapporto fondato sulla fiducia e sull’accoglienza che per durare e consolidarsi nel tempo deve essere alimentato nel continuo. Creare quindi contesti autentici, di dialogo, di ascolto attivo e di confronto rafforza e rinsalda la relazione tra l’advisor e il cliente, permettendo di raggiungere un livello di soddisfazione e fidelizzazione elevati.

L’empatia è di per sé una capacità trasversale di entrambi i sessi: il genere umano ne è dotato naturalmente, ma averne conoscenza, esperienza e consapevolezza deriva delle esperienze vissute, dalla cultura, dal contesto di riferimento, dal vissuto di ognuno e deve essere coltivata e alimentata.

Molto spesso l’empatia è stata ritenuta una tra le capacità “innate” delle donne considerate più emotive e sensibili rispetto agli uomini. Inoltre, anche diversi studi delle neuroscienze, in passato, hanno supportato questa convinzione evidenziando che il cervello femminile ha connessioni neuronali maggiori e con diversa direzionalità rispetto al quello maschile. Questo mito è ormai stato sfatato, ma perché non fare di uno stereotipo un’opportunità?

Da stereotipo a opportunità: come costruire inclusività

Le capacità empatiche nelle donne devono essere incentivate e sostenute: imparare ad ascoltare anche con il cuore e le emozioni può creare quei rapporti di “sorellanza” fondamentali basati sulla fiducia reciproca e sul mutuo soccorso tipico della relazione tra donne, dove la condivisione dei successi, degli insuccessi e delle esperienze di vita comuni genera inclusione.

Da uno studio svolto dall’Università Cattolica nel 2022 su un campione di investitori italiani, è emerso che le donne subiscono stereotipi negativi diffusi in ambito economico: si sentono insicure e spaventate. Il mondo della finanza non riesce ancora a supportarle adeguatamente per colmare la distanza presente tra loro e il denaro. In questo senso il ruolo del consulente finanziario, in particolare delle donne che operano nel mondo della finanza, deve essere quello di accrescere l’inclusività. Le figure femminili già presenti in questo settore possono fungere da volano e attrarre un numero sempre maggiore di donne, accrescendo la consapevolezza delle proprie capacità e delle proprie competenze, scardinando gli stereotipi che vedono la relazione donna-denaro come un rapporto ancora non risolto.

Attraverso l’empatia e l’intelligenza emotiva si possono quindi creare nuovi ambiti di confronto e di crescita che possono partire dalle donne a vantaggio delle donne. L’obiettivo è quello di mettere in luce maggiormente le loro esigenze e il loro diverso punto di vista, per trovare soluzioni in grado di ridurre il divario uomo/donna anche in tema di investimenti.

La rivoluzione digitale è pronta a cambiare gli equilibri

Più recentemente una nuova forza sta prendendo piede nel mondo della finanza e, anche in questo caso, le donne sono chiamate ad agire dando il loro contributo costruttivo. Sempre più spesso si sente parlare di intelligenza artificiale (AI): si tratta di una “nuova rivoluzione industriale” che modificherà il nostro modo di lavorare e la nostra vita. Le prime applicazioni sembrano aver già trovato terreno fertile nel mondo degli investimenti. Si pensi, ad esempio, alle aziende fintech che uniscono finanza e tecnologia in diversi ambiti: dai robot advisor, alle applicazioni in ambito di internal audit, di compliance e di gestione dei rischi.

Lo sviluppo della tecnologia corre veloce. Gli algoritmi di machine learning e di deep learning continuano a risolvere problemi sempre più complessi portando l’AI sempre più sotto i riflettori della comunità economica e politica. Allo stesso tempo, gli interrogativi etici ad essa legati sono sempre più rilevanti.

L’IA potrebbe causare un incremento della produttività e una conseguente contrazione della domanda di forza lavoro innalzando i costi sociali: diversi lavori a più bassa complessità e con un minor grado di qualificazione potrebbero infatti essere automatizzati. Non è da trascurare quindi l’impatto, e il rischio, che l’intelligenza artificiale potrebbe avere anche sul “gender gap”: divario che, non solo potrebbe essere lento da colmare, ma potrebbe addirittura rivelarsi solo parzialmente colmabile.

Il World Economic Forum (WEF) ha evidenziato che il numero di professioniste che operano nel mondo dell’AI rimane limitato a circa il 30%, in leggera crescita rispetto agli anni precedenti. Molto spesso, quindi, gli algoritmi alla base dell’intelligenza artificiale non sono di genere “neutro” e riflettono bias cognitivi maschili.

È necessario un maggior equilibrio nella costruzione degli algoritmi di autoapprendimento in modo tale da rispondere in modo coeso alle necessità di tutta l’unanimità e non solo a una parte di essa: la rivoluzione dell’AI non può essere solo espressione di una visione distorta e non ottimale, ma deve essere innovativa anche in termini di diversità di esperienze, di intuizioni e di generi.

È fondamentale, inoltre, che anche i dati dai quali gli algoritmi apprendono, non derivino da bias di genere o, in generale, da bias derivanti da una discriminazione rispetto ad alcuni gruppi di persone. L’inclusione delle donne nello sviluppo delle nuove tecnologie è essenziale per orientare e dirigere l’evoluzione e gli effetti che questa rivoluzione avrà sull’intera collettività, evitando stereotipi di genere che potrebbero influenzarne negativamente le sue future applicazioni.

È indubbio che l’innovazione tecnologica stia trasformando la nostra vita, l’inclusione sarà gioco forza necessaria affinché l’AI possa essere un supporto efficace e duraturo nelle nostre esistenze, ma non potrà mai essere un effettivo “sostituto” del suo creatore: il comportamento umano e ben più complesso, basato sull’intersecarsi e sul sovrapporsi di percezioni, sensazioni, sguardi, situazioni, emozioni, ricordi, storie passate e esperienze vissute che sono diverse da individuo a individuo.

Nel mondo della finanza l’intelligenza artificiale fungerà da valido supporto in diversi ambiti di attività, ma la relazione cliente-advisor basata sulla fiducia e sull’ascolto empatico sarà difficilmente sostituibile.

Domande frequenti su Finanza e donne: che ruolo giocano l’intelligenza emotiva e l’AI?

Perché l'intelligenza emotiva è considerata importante nella consulenza finanziaria?

L'intelligenza emotiva aiuta a gestire le reazioni dei clienti, come ansia e paura, durante la volatilità del mercato. Mantenere l'attenzione sulle esigenze del cliente, grazie all'ascolto, previene scelte d'investimento sbagliate dettate dall'emotività.

In che modo la digitalizzazione può influenzare l'equilibrio di genere nel settore finanziario?

L'articolo suggerisce che la 'rivoluzione digitale' ha il potenziale per modificare gli equilibri esistenti, aprendo nuove opportunità per le donne nel settore finanziario, ma non specifica come ciò avverrà.

Qual è il rischio principale legato alla volatilità del mercato secondo l'articolo?

La volatilità inattesa del mercato può generare ansia e paura nei clienti, portando a decisioni di investimento inopportune e, di conseguenza, a consistenti perdite finanziarie.

Oltre alle competenze tecniche, quali altre abilità sono considerate strategiche nella consulenza finanziaria?

Oltre alle competenze tecniche, le capacità emotive e relazionali sono considerate sempre più importanti e strategiche per i consulenti finanziari, in quanto permettono una migliore gestione del rapporto con il cliente.

Come possono le emozioni, come la paura, trasformarsi in opportunità nel contesto finanziario?

L'articolo indica che ansia e paura, se gestite correttamente, possono rappresentare delle opportunità, ma non specifica in che modo ciò possa avvenire concretamente. L'ascolto attivo del cliente è fondamentale.

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