Musei privati: quanti sono, dove sono, perché nascono

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Puntuale come ogni anno, Larry’s List ha pubblicato il Private Art Museum Report 2023, redatto in collaborazione con il dipartimento di sociologia dell’Università di Amsterdam. Lo studio indaga le caratteristiche principali e lo sviluppo delle centinaia di musei privati nel mondo

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Puntuale come ogni anno, Larry’s List ha pubblicato il Private Art Museum Report 2023. A differenza delle edizioni precedenti – partite con uno studio condotto tra il 2015 e il 2026 – quest’anno Larry’s List ha collaborato con il dipartimento di sociologia dell’Università di Amsterdam per ampliare ed approfondire la propria ricerca. La base è sempre la stessa: indagare su una particolare categoria di collezionisti di arte contemporanea, ovvero coloro che hanno deciso di rendere la propria collezione pubblica, spesso con lo scopo di valorizzarla. Nell’ambito del report, un private art museum è identificato come un’istituzione d’arte di proprietà o gestita da uno o più soggetti privati, che non riceve o riceve limitati finanziamenti pubblici, che ha una collezione permanente di arte moderna e/o contemporanea resa accessibile a terzi, e che ha come fondatore un collezionista d’arte che espone in un determinato luogo almeno parte della propria collezione.

La metà di mille

Il report 2023 ha evidenziato la presenza di 446 musei privati nel mondo (111 in più rispetto al primo report del 2016), localizzati soprattutto in Europa (50% del totale), Asia (24%) e Nord America (15%). La posizione europea – che conta ad oggi 222 spazi privati – è giustificata soprattutto dalla storia del continente e dalla lunga tradizione legata ad iniziative d’arte private, a partire dai Medici nel quindicesimo secolo e dalla Wunderkammer tedesca del diciassettesimo secolo. La presenza di musei privati in Asia sarebbe invece spinta dalla mancanza di musei pubblici di arte contemporanea, lasciando dunque ai privati la possibilità di “riempire il vuoto” delle istituzioni governative. Interessante è anche la classifica dei Paesi e delle città con il numero più alto di private art museums. Le prime cinque nazioni per numero di musei privati nel 2023 sono la Germania (60 musei), gli Stati Uniti (59), la Corea del Sud (50), la Cina e l’Italia (entrambe con 30). Le prime cinque città sono invece Seoul (17), Berlino (14), Pechino (11), New York (10), Atene (9). 

I musei privati appartengono alla GenZ

Altro aspetto studiato è poi l’anno di fondazione dei musei privati. L’82% dei private art museums sono stati creati tra il 2000 e il 2022, il 45% tra il 2010 e il 2021, l’11% negli anni ’90, il 5% tra il 1970 e il 1989, e solo 7 durante gli anni ’60. L’anno in cui sono stati aperti più musei è stato il 2011, con un totale di 29. Bisogna in ogni caso evidenziare la mancanza di dati relativi i private art museum fondati prima degli anni ’90, così come il fatto che ai fini del report sono stati considerati solo le istituzioni gestite da collezionisti fondatori o dai loro eredi. Il report 2023 ha inoltre concluso che la collezione della maggior parte dei musei privati (49%) consiste in 500 o meno opere d’arte (il 22% tra 501 e 1.500 pezzi e il 29% con più di 1.500 pezzi), e che il set-up legale preferito dai collezionisti è quello della fondazione (nel 50% dei casi). Una fondazione permette generalmente la creazione di un’istituzione indipendente e di lunga durata, che possa beneficiare di vantaggi fiscali in più giurisdizioni e si differenzi in modo netto da gallerie commerciali (solo il 35% dei musei privati richiede il pagamento del biglietto all’entrata). 

Il museo privato è social

Infine, il report 2023 si concentra sull’utilizzo dei social media, elemento essenziale di marketing per rendere la comunicazione del museo più “attraente” e i visitatori più coinvolti. L’88% dei private art museums ha un account Instagram. Di questi, il 45% ha 5.000 o meno followers, il 29% tra 5.001 e 20.000, il 15% tra 20.001 e 50.000, mentre solo il 2% supera i 500.000 seguaci. Tra i 10 musei privati più seguiti su Instagram (ben diversificati a livello geografico), la top 3 è composta dalla Saatchi Gallery del Regno Unito (2.1 milioni di follower), dal museo MALBA in Brasile (607.000) e dall’italiana Fondazione Prada (493.000). L’Italia in particolare, ha dimostrato la tendenza ad avere account particolarmente seguiti soprattutto a Milano, Venezia e Torino. Se la classifica italiana è aperta dalla Fondazione Prada, gli altri musei privati che si distinguono per numero di followers sono la Pinault Collection (Venezia), la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino), la Collezione Maramotti (Reggio Emilia) e il Castello di Ama (Gaiole in Chianti).


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di Alice Trioschi

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Esperta d’arte e del suo mercato, Alice ha lavorato nell’ufficio stampa di Christie’s a Londra, occupandosi della relazioni interne ed esterne con i giornalisti. Dopo aver collaborato con Camera Arbitrale per la risoluzione di conflitti d’arte e beni culturali, oggi lavora per Fondazione Human Technopole occupandosi degli aspetti legali riguardanti il mondo della ricerca scientifica.

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