Nft e arte digitale, la bolla è scoppiata?

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In discesa libera da mesi, il valore di mercato dei non fungible token continua a sgonfiarsi. Vi si aggiungono inoltre sempre maggiori vertenze legali, dovute a presunte pratiche ingannevoli connesse alla comunicazione del valore dei token. Siamo giunti a un punto di non ritorno?

Indice

WW Snippets test

Cosa sta succedendo nel mercato degli nft?

Le ultime vicende del mercato degli nft hanno fatto presagire che la bolla speculativa del mercato dell’arte digitale sia effettivamente scoppiata. A favore di questa tesi ci sono vari fattori, uno tra questi è sicuramente il forte calo dei prezzi di alcuni nft. Basti pensare che un non fungible token della serie Bored Ape acquistato dalla cantante Madonna ha perso l’89% del suo valore iniziale: il suo prezzo è sceso da 470.000 dollari a 50.000. Nel gennaio 2022 Justin Bieber acquistò uno dei popolarissimi nft della collezione Bored Ape Yacht Club della Yuga Labs per oltre un milione di dollari. Ora lo stesso pezzo ne vale circa 37.000.

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Il 79% delle collezioni resta invendute

Si stima che circa il 79% delle collezioni in circolazione nelle varie piattaforme rimangano invendute, il che suggerisce che il mercato non è più appetibile come lo era in precedenza. Sicuramente il calo dei prezzi degli nft è conseguenza dell’andamento delle crypto, in picchiata libera, ma non è solo questo. Ricordiamo che l’Ethereum, valuta di scambio degli nft, ha raggiunto il suo massimo storico il 16 novembre 2021 a 4.891 dollari ed ora, in perdita del 67%, vale 1.593 dollari. A confermare l’ipotesi dello scoppio della bolla del mercato degli nft c’è anche una recente ricerca del sito di cryptovalute dappGambl, basata su dati reperiti da nft Scan e CoinMarketCap.com. Secondo questa ricerca, circa il 95% delle 73.000 collezioni di nft di varie tipologie presenti sul mercato, sia collezionabili che arte digitale, ha un valore pari allo zero. Mentre scriviamo, il volume delle vendite degli ultimi 30 giorni è in calo del 28%.


Immagini dell’articolo tratte dal lotto 101 NFT BAYC di Sotheby’s.

Paris Hilton, Justin Bieber, Madonna: le cause legali

Ad affossare il settore vi è inoltre la causa intentata a Sotheby’s e ad alcuni artisti come Paris Hilton, Justin Bieber, Madonna, Mike “Beeple” Winkelmann e Jimmy Fallon, accusati di aver sollecitato l’acquisto di nft di Bored Ape per manipolarne il prezzo. Additati di fare marketing ingannevole ai danni di altri collezionisti, la vicenda li vede imputati di frode agli investitori e di aver fatto artificialmente aumentare i prezzi degli nft per il loro tornaconto.
Le accuse ruotano attorno a un’asta online avvenuta nel settembre 2021, in cui Sotheby’s incassò 24,2 milioni di dollari per la vendita di un lotto contenente 101 NFT BAYC, superando di gran lunga la stima prevendita di 12-18 milioni di dollari e stabilendo un record di prezzo per l’arte crittografica.

Il caso Sotheby’s

Sotheby’s è accusata di mancata trasparenza ed il suo team, incaricato dell’asta in questione, di comportamento scorretto e di non aver agito nell’interesse dei collezionisti. Max Moore, responsabile delle aste di arte contemporanea di Sotheby’s, in una conversazione su Twitter Space il 9 settembre 2021, avrebbe rivelato, in modo infondato, che alcuni acquirenti del lotto BAYC NFT fossero collezionisti d’arte “tradizionale” facendo intendere che l’interesse per gli nft avesse contagiato anche collezionisti storici. 

Si scoprì successivamente che il fantomatico “collezionista” altro non fosse che l’Exchange di cryptovalute FTX, fallito nel novembre 2022. Le parti lese richiedono circa 5 milioni di dollari di risarcimento.
Seguiremo la vicenda per vedere come si evolverà, ma è chiaro che vicende come questa alimentano l’incertezza sul mercato degli nft e ledono l’integrità di colossi come Sotheby’s. 

Nell’ultimo periodo il dispendio energetico per produrre smart contract e nft non è giustificato in termini economici. Per creare le collezioni prese in considerazione sono stati spesi un equivalente energetico di 27,7 milioni di kWh per mettere in circolazione gli nft. Circa 16 tonnellate cubiche di CO2 equivalente, che non è molto, considerando i numeri della crisi climatica, ma è moltissimo se questa energia è servita per creare qualcosa che ad oggi è privo di valore.
In conclusione il mercato degli nft ed anche delle crypto è ad un punto di svolta, vediamo se ce la faranno a riprendere i fasti di un tempo.


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di Paola Mascherin

WW Snippets test

Laureata all’Università Ca’ Foscari di Venezia, nel 2022 consegue un master in diritto e fiscalità del mercato dell’arte presso la Business School del Sole 24ore. Con una consolidata esperienza in ambito finanziario dal 2023 ricopre il ruolo di private banker nella divisione private banking di Crédit Agricole Italia.
Le sue competenze si incentrano prevalentemente sulla consulenza finanziaria, patrimoniale e successoria per clientela hnwi.
Ultimamente offre consulenza anche sul mercato dell’arte e sugli nft, collezionismo e fiscalità. Nel 2021 consegue la certificazione Efpa esg advisor, per la finanza sostenibile, e ocf per l’iscrizione all’Albo. Dal 2018 al 2019 è stata membro della Task Force Cina, gruppo di lavoro voluto dall’economista e allora sottosegretario del ministero dello sviluppo economico, prof. Geraci. Ama viaggiare, soprattutto in Asia, e scrivere di arte e di nft per We Wealth.

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