Dividendi di Borsa Italiana, i più ricchi del 22 maggio

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Ben 18 società del Ftse Mib staccano i dividendi: da Generali a Intesa Sanpaolo, passando per Eni, Leonardo, Bper e molti altri

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Considerando la sola cedola in distribuzione il 22 maggio è Unipol il titolo che prevede la remunerazione più sostanziosa in rapporto al prezzo del titolo

Per gli investitori acquistare con tempismo un titolo prossimo a remunerare gli azionisti, per incassare il dividendo e vendere il titolo subito dopo, non è una mossa che offre facili risultati

Staccano il dividendo lunedì 22 maggio ben 18 società del Ftse Mib e numerose altre fa mid e small cap. Fra i grossi nomi spiccano Generali, Intesa Sanpaolo ed Eni. Considerando la sola cedola in distribuzione il 22 maggio è Unipol il titolo che prevede la remunerazione più sostanziosa in rapporto al prezzo del titolo (al 18 maggio), con un dividend yield al 7,25%, seguito da Generali (6,21%) e A2A (5,64%). 

Va, considerato, però, che il dividendo che complessivamente distribuirà Intesa Sanpaolo corrisponderebbe a un rendimento del 6,86%, andando virtualmente a occupare il secondo gradino del podio.

Nelle prime ore di seduta il Ftse Mib è navigato in territorio negativo, sottoperformando rispetto ai listini europei, per poi chiudere in ribasso dello 0,76% a fronte di un Euro Stoxx 600 sostanzialmente piatto. 

Fra i titoli interessati dalla distribuzione dei dividendi hanno chiuso fra i migliori di Piazza Affari Inwit (+1,79%), FinecoBank (+1,74%) e DiaSorin (+1,53%), mentre Recordati e nel gruppo di coda con un ribasso dello 0,79%. In generale, hanno brillato di più Mps (+3,92%), Moncler (+2,31%) e Banco Bpm (+1,87%).

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Il ribasso post dividendo e l’acquisto “opportunista” 

L’appuntamento con i dividendi è molto seguito, ma acquistare con tempismo un titolo prossimo a remunerare gli azionisti, per incassare il dividendo e vendere il titolo subito dopo, non è una mossa che offre facili risultati. Lo aveva spiegato a We Wealth, il market analyst di eToro, Gabriel Debach. “Acquistare un’azione in prossimità dello stacco del dividendo può rappresentare una strategia incerta. Per avere diritto al dividendo basta essere in possesso del titolo solamente dal giorno prima della data di stacco cedola (potendo persino vendere già il giorno dopo). Il prezzo, tuttavia, successivamente tende a diminuire in maniera proporzionale al dividendo distribuito”, aveva affermato l’analista, “in seguito a questo calo, non si può essere certi che il titolo recuperi. Non esistono leggi che ci possono assicurare la futura direzione dei movimenti dei prezzi, con la tendenza non sempre costante e che può variare in base a diversi fattori, come le condizioni di mercato e le performance aziendali”.


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di Alberto Battaglia

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Responsabile per l’area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all’Università Cattolica

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