Lo smeraldo del naufragio che risultato ha fatto?

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Avevamo dato notizia della comparsa in asta di una gemma dispersa nei mari quasi 400 anni fa, per finanziare la causa ucraina. Ecco com’è andata a finire

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Come anticipato, lo smeraldo da 6,25 carati rinvenuto nei relitti del galeone Nuestra Señora de Atocha nel 1985, è stato battuto all’asta da Sotheby’s New York durante la vendita del 7 dicembre 2022, terminata con l’81% dei lotti venduti e un incasso di 50 milioni di dollari. La valutazione iniziale era nella forchetta di 150.000-250.000 dollari, ma alla fine la generosità degli acquirenti ha ha determinato un risultato di aggiudicazione di 1,2 milioni di dollari per lo smeraldo del naufragio. Un gran risultato per la venditrice Mitzi Perdue, che lo aveva messo in vendita a sostegno delle attività umanitarie in Ucraina. L’anello le fu regalato dal marito Frank Perdue (foto apertura), defunto nel 2005 e sponsorizzatore della spedizione che nel 1985 portò alla luce il tesoro del vascello.

A dire il vero, protagonista dell’asta è stato il grosso diamante giallo bruno “The Golden Canary” un fancy intenso da 303,10 carati, aggiudicato a 12,4 milioni di dollari (cifra comunque al di sotto delle stime). Si è trattato del terzo diamante giallo più costoso di sempre mai venduto in asta, oltre che uno dei maggiori internamente privi di difetti a oggi conosciuti. Ma lo smeraldo del naufragio ha battuto tutti per il fascino della sua storia e la notevolissima rivalutazione.

 

Il diamante giallo Golden Canary

Il sommozzatore a capo dell’operazione di recupero era un subacqueo appassionato di recupero di relitti, il “cacciatore di tesori” Mel Fisher, sulle tracce di quel mitico naufragio fin dalla metà degli anni ’60. Ci vollero 20 anni per portare alla luce lo scafo principale dell’Atocha, ma ne valse la pena. La squadra recuperò nei meandri del relitto 180.000 monete, 24 tonnellate di argento boliviano, 125 lingotti d’oro dei Caraibi e numerosi smeraldi colombiani grezzi. Un tesoro da romanzo, il cui valore è stato stimato oggi in 1,1 miliardi di dollari. Dopo alcune diatribe legali fra lo Stato della Florida e Purdue, il tesoro fu diviso tra la squadra e gli investitori, fra cui il signor Purdue, che pensò bene di far tagliare una delle pietre verdi per incastonarla nell’anello con cui avrebbe chiesto alla sua futura moglie di sposarlo.

 

Per le sue caratteristiche, lo smeraldo del naufragio risulta essere simile a quelli estratti nella regione di Chivor, sulle Ande della Colombia. Fino alla scoperta dei giacimenti di Chivor, le uniche miniere di smeraldi conosciute nel mondo occidentale erano quelle dell’Egitto, in gran parte ormai esaurite nel XVI secolo. Ça va sans dire, la rinnovata disponibilità di smeraldi pregiati nelle terre colonizzate dalla Spagna ne incentivò un ampio utilizzo nella gioielleria, il cui design nel XVI secolo era influenzato dalle prescrizioni della Controriforma. L’ornamento personale di natura religiosa era visto come riflesso esteriore della devozione interiore, e quindi ammissibile anche in quel clima austero. In ogni caso, non mancava la produzione di pezzi profani.

 

La nave partì dalla Spagna per le Indie Occidentali il 23 marzo 1622. A Cartagena, in Colombia, e a Portobelo, a Panama, il galeone era ricolmo dei preziosi beni delle famiglie nobili e dei vari passeggeri che stavano facendo ritorno in Spagna. Tuttavia, quasi nessuno di quei viaggiatori rivide la madre patria. La nave Atocha affondò nel 1622 al largo della Florida, nei pressi della barriera corallina delle isole Keys: era infatti incautamente salpata con un’altra nave, la Santa Margherita, il 4 settembre di quell’anno, nel pieno della stagione degli uragani. Entrambe le navi facevano parte dell’armata Tierra Firma, composta da 28 navi che annualmente facevano la spola tra la Spagna e le Indie Occidentali, trasportando manufatti europei, vino, legname, ferro, stoffa e mercurio; beni che venivano scambiati nei porti caraibici con lingotti, pelli di animali, cacao, indaco, cocciniglia, tabacco, gemme preziose. Il natante prese il suo nome da Nostra Signora di Atocha, il cui santuario a Madrid era visitato dai re e notabili spagnoli con assiduità.

L’incasso del 7 dicembre ha portato le vendite totali di gioielli di Sotheby’s a oltre 450 milioni di dollari, il massimo da cinque anni a questa parte per la società.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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