Composizione Negoziata della Crisi: quali implicazioni fiscali?

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Si tratta di un istituto che favorisce la fuoriuscita dell’impresa da situazione critica, al di là della sua origine

Indice

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La composizione negoziata consente l’applicazione di misure protettive del patrimonio dell’impresa

Si tratta di una procedura stragiudiziale pensata per agevolare il ripristino dell’equilibrio patrimoniale di un’impresa

Composizione negoziata della crisi: di cosa si tratta?

Come specificato da Unioncamere la composizione negoziata è un istituto pensato per l’imprenditore che si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario. Detto istituto consente di perseguire il risanamento dell’impresa con il supporto di un esperto indipendente, che agevoli le trattative con i creditori e altri soggetti interessati.

Con una recente risposta a interpello, n. 443 del 2023, l’Agenzia delle entrate rende chiarimenti in merito all’istituto della composizione negoziata della crisi, specificandone i meccanismi e i vantaggi in relazione agli eventuali debiti delle imprese contratti con l’Erario.

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Come funziona?

Al ricorrere di certe condizioni, l’Agenzia delle entrate concede all’imprenditore che lo richiede, con istanza sottoscritta anche dall’esperto, un piano di rateazione fino ad un massimo di  settantadue  rate mensili  delle  somme  dovute e  non versate  a titolo  di imposte sul reddito, ritenute alla fonte operate in qualità di sostituto d’imposta, imposta sul valore aggiunto e imposta regionale sulle attività produttive non ancora iscritte a ruolo, e relativi accessori.

In relazione alla dilazione del pagamento concessa al contribuente, è previsto che:

  • l’agente della riscossione su richiesta del contribuente che dichiara di versare in temporanea situazione di obiettiva difficoltà, concede  per  ciascuna  richiesta la  ripartizione  del  pagamento  delle  somme iscritte  a ruolo,  con  esclusione  dei  diritti  di  notifica,  fino  ad  un  massimo  di  settantadue  rate mensili. 
  • nel caso in cui le somme iscritte a ruolo, comprese in ciascuna richiesta, siano di importo superiore a 120.000 euro, la dilazione può essere concessa se il contribuente documenta la temporanea situazione di obiettiva difficoltà.
  • il debitore può chiedere che il piano di rateazione preveda, in luogo di rate costanti, rate variabili di importo crescente per ciascun anno
  • ove il debitore si trovi, per ragioni estranee alla propria responsabilità, in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica, la rateazione può essere aumentata fino a centoventi rate mensili.

Tuttavia, precisa l’Agenzia, al fine di garantire l’applicazione di detta misura premiale, l’istanza con cui si intende attivare l’istituto deve essere accompagnata da una relazione sottoscritta da un esperto che certifica l’obiettiva e grave difficoltà.

È di competenza dell’Agenzia, nella specie del relativo ufficio competente, la determinazione dell’importo delle rate da versare, così come la valutazione di un eventuale parametro di riferimento.


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di Nicola Dimitri

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Redattore e coordinatore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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