Paypal lancia la sua valuta digitale. Cos’è (e perché conviene)

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Dopo il flop di Meta con Libra, ci prova Paypal. La stablecoin lanciata dal colosso dei pagamenti girerà sulla blockchain di Ethereum e potrà essere riscattabile in dollari in qualsiasi momento

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Paypal ha annunciato lunedì scorso l’emissione di Paypal Usd, stablecoin che replica l’andamento del dollaro statunitense

Presto disponibile negli Usa, sarà garantita da depositi in dollari, titoli del Tesoro a breve termine e simili equivalenti in contanti

Portale: “Gli utenti potranno convertire in automatico i propri dollari ma operare con una moneta programmabile molto evoluta e facile da utilizzare”

Dopo il flop di Meta, arriva Paypal. Il colosso dei pagamenti, quotato al Nasdaq, ha annunciato lunedì scorso l’emissione di Paypal Usd (PYUSD), stablecoin che replica l’andamento del dollaro statunitense. Presto disponibile negli Stati Uniti, girerà sulla blockchain di Ethereum e sarà garantita da depositi in dollari, titoli del Tesoro a breve termine e simili equivalenti in contanti. Potrà essere riscattabile in dollari in qualsiasi momento e scambiata con altre criptovalute disponibili sulla rete Paypal, come bitcoin, bitcoin cash, ether e litecoin.

Paypal lancia la sua stablecoin. Come funziona

“Ogni token può essere acquistato sull’app o sul sito web di Paypal al prezzo di 1 dollaro per PYUSD”, spiega a We Wealth Valeria Portale, direttrice dell’Osservatorio blockchain & distributed ledger del Politecnico di Milano. I clienti statunitensi che acquistano il token, si legge in una nota diffusa dalla società di pagamento californiana, potranno: 

  • trasferire Paypal Usd tra Paypal e portafogli esterni compatibili;
  • inviare pagamenti da persona a persona utilizzando il token;
  • finalizzare gli acquisti con Paypal Usd selezionandolo alla cassa; 
  • convertire qualsiasi criptovaluta supportata da Paypal da e verso Paypal Usd.

La stablecoin, continua la nota, è stata progettata per facilitare trasferimenti rapidi di denaro ad amici e familiari, effettuare pagamenti internazionali e favorire la continua espansione negli asset digitali da parte dei più grandi brand al mondo. Sarà emessa da Paxos Trust, società di servizi finanziari di criptovalute con sede a New York, e sarà disponibile prima su Paypal e poi sulla sua popolare app di pagamento, Venmo.

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Pagare in stablecoin: perché conviene

“Questa strategia segue un piano più ampio di Paypal verso le crypto”, ricorda Portale. Oltre a offrire Paypal Usd ai titolari di conti negli Usa, Paypal permette infatti attualmente ai propri clienti di acquistare, detenere, vendere e trasferire criptovalute selezionate e fornisce contenuti educativi per comprenderne rischi e opportunità. Ma perché un utente dovrebbe effettuare i propri pagamenti in stablecoin? “I vantaggi sono legati soprattutto al fatto che gli utenti potranno convertire in automatico i propri dollari ma operare con una moneta programmabile molto evoluta e facile da utilizzare”, spiega l’esperta. 

“Paypal, disintermediando il mondo bancario, accede inoltre a sistemi di pagamento nettamente più economici; ragion per cui i merchant potrebbero accedere a costi inferiori e utilizzare questi sistemi anche per pagamenti B2B”. Quanto ai rischi, continua Portale, bisogna ricordare che le stablecoin, pur essendo valute digitali ancorate al dollaro, “non sono sempre così stabili come suggerirebbe il nome”; dipenderà insomma “dalle strategie di Paypal poter garantire correttamente la stabilità della moneta”.

Va infine ricordato che Paypal non è la prima a entrare nell’industria delle stablecoin. “Le stablecoin sono molte. Facebook aveva lanciato prima Libra e poi Diem, fino a far arenare il progetto. Circle, attore di pagamenti statunitense, gestisce da anni Usdc, una stablecoin ancorata al dollaro. Quindi sono molti i casi”, ricorda Portale. “Sappiamo poi che la Federal Reserve ha dichiarato di guardare con forte interesse alle stablecoin per capire come regolarle, a differenza di altre banche centrali, come la Banca centrale europea, che invece stanno studiando proprie Cbdc (Central bank digital currency, ndr)”.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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