Passaggio generazionale in azienda: ecco perché il consulente è necessario

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Solo il 20% delle imprese familiari sopravvive alla terza generazione

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Spesso gli imprenditori prediligono la protezione degli equilibri familiari piuttosto che puntare alla competitività dell’impresa

Se non formati adeguatamente, i familiari eredi non sono all’altezza dei genitori e rischiano di trovarsi investiti di un ruolo senza avere strumenti e competenze adeguati

Tra equilibri familiari e competitività: cosa scegliere nel passaggio di testimone?

Molto spesso, soprattutto nelle imprese di famiglia, l’imprenditore che è in procinto di affidare la gestione dell’azienda ai suoi eredi, è posto di fronte ad un dilemma: per il passaggio generazionale, è meglio preservare gli equilibri familiari incaricando gli eredi – magari inesperti – di proseguire l’attività, o proteggere l’impresa affidando le cariche principali a soggetti esterni, magari manager competenti capaci di rendere l’attività più competitiva?

Si tratta di scelte difficili che non conoscono una risposta o soluzione certa. Tuttavia, è un dato di fatto che optare unicamente per preservare a tutti i costi gli equilibri familiari può non essere la scelta più giusta.

Ebbene, come messo in evidenza da un recente studio condotto da Studio Temporary Manager attorno al tema del passaggio generazionale, sono sempre di meno le imprese di famiglia che, senza un adeguata pianificazione del passaggio di testimone, sopravvivono alla terza generazione.

Infatti, se non formati adeguatamente, i familiari eredi non sono all’altezza dei genitori e rischiano di trovarsi investiti di un ruolo (gestire l’azienda di famiglia) privi degli strumenti e delle competenze giuste.

In questi termini, avvalersi del contributo di un professionista esperto che sappia identificare i passi giusti da compiere per pianificare al meglio il passaggio generazionale in azienda è assolutamente fondamentale. 

Inoltre, su larga scala la pianificazione del passaggio generazionale è essenziale per l’intero sistema produttivo italiano. Si pensi al fatto che in Italia, secondo gli ultimi dati Istat, ben il 75,2% delle imprese con oltre 3 addetti, pari a oltre 777mila aziende, è controllata da una persona fisica o da una famiglia, e oltre un quinto di queste (20,5%) tra il 2013 e il 2023 ha affrontato o affronterà il passaggio generazionale.

Benché solo il 20% delle imprese familiari sopravvive alla terza generazione, appena il 15% degli imprenditori ha pianificato con netto anticipo il passaggio, indirizzando i familiari verso percorsi in linea con la posizione che andranno a ricoprire

Inoltre, gli imprenditori nella loro scelta cercano di dare precedenza agli equilibri familiari piuttosto che puntare alla competitività dell’impresa.

Da ciò ne deriva, evidenzia Studio Temporary Manager, che gli eredi una volta al timone non sono adeguati a gestire le necessità dell’impresa, incidendo in negativo sulle performance aziendali: dopo due anni dal passaggio del testimone, un terzo ha indicato un calo del fatturato e oltre quattro su dieci (42%) ha visto un peggioramento nel rapporto e nella gestione dei dipendenti. Ma c’è anche chi ha dovuto cessare l’attività (9%). 

La formazione degli eredi è importante ma non è tutto

La situazione cambia radicalmente quando i familiari eredi ricevono una formazione in linea con il loro nuovo ruolo, quindi quando fanno esperienza in altre aziende o si formano ricoprendo incarichi non apicali nelle varie divisioni aziendali per conoscere a fondo l’impresa: in questo caso, secondo lo studio in esame, l’erede diventa capace di prendere in mano le redini della società e quindi addirittura migliorare le performance aziendali.

Essere formati, tuttavia, non è tutto. Occorre infatti poter contare, oltreché sulle capacità imprenditoriali degli eredi, anche su una precedente e corretta pianificazione del passaggio del testimone.

Solo il 41% degli imprenditori si affida a manager esterni esperti in pianificazione, mentre oltre la metà dei casi viene gestito direttamente dall’imprenditore senza l’aiuto di persone esterne (39%) o al massimo con il supporto di una persona di fiducia ma non esperta (16%).

Ad oggi, quindi, sono ancora pochi gli imprenditori che comprendono l’importanza di un piano di successione che favorisca l’inserimento del familiare all’interno dell’organizzazione nel modo corretto. Così come l’utilizzo di manager esperti esterni che possano supportarli in questa fase delicata della vita aziendale, fondamentale per garantire la continuità aziendale e lo sviluppo delle imprese stesse

Tuttavia, stando a quanto emerso dall’analisi di Studio Temporary Manager, gli imprenditori devono sempre più aprirsi alla possibilità di essere supportati da consulenti esperti, con consolidata esperienza nell’ambito del passaggio generazionale. Questi, infatti, in quanto terzi rispetto alle dinamiche familiari interne, sapranno individuare le migliori strategie da seguire per far fiorire il business dell’azienda e permettere agli eredi e alle generazioni future di raccogliere i frutti di quanto sino a quel momento fatto e far crescere l’impresa.

 


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di Nicola Dimitri

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Redattore e coordinatore dell’area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell’ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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