Il rosa più Barbie che ci sia e altre ossessioni. Paint it Pinkie!

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Ci si può appropriare di un colore? Stuart Semple non ne è convinto (a meno che a guadagnare non sia lui). Nel suo mirino finisce il tipico “rosa Barbie” della Mattel, inutilizzabile da chiunque che non sia la multinazionale. L’artista e critico non è nuovo a questi casi di “appropriazione cromatica”: ne sanno qualcosa Anish Kapoor e Tiffany

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Un barattolo di vernice “rosa Barbie” potrebbe essere il prossimo regalo da fare a un appassionato. Per acquistarlo, pare basti citofonare a Stuart Semple (1980). Il critico d’arte e artista britannico ha infatti creato Pinkie, da lui definita la «vera vernice rosa di Barbie», «la più bella», in polemica con la casa produttrice della bambola Mattel, detentrice dei diritti di utilizzo del “color Barbie”. Pinkie invece è utilizzabile da chiunque (purché paghi) o quasi. Non deve essere infatti un dipendente della Mattel e non deve essere in alcun modo associato all’azienda.

Rosa Barbie, Tiffany, Blu Klein: una questione di superlativi 

Non è la prima volta che Semple gioca col fuoco, o meglio col colore. L’autore ha già creato una linea commerciale di vernici e pigmenti denominata Culture Hustle. Sul sito dedicato, si possono acquistare il Pinkiest Pink (“il rosa più rosa”), il Diamond Dust (proclamato il glitter più scintillante del mondo), Phaze ossia la “vernice unicorno” che cambia colore, e il Whitest White (“bianco più bianco”), il TIFF (vernice color blu Tiffany), una versione del blu IKB di Yves Klein (IKB di Klein stava per International Klein Blue; quello di Semple sta per Incredibly Kleinish Blue), il Black 2.0 e l’ancora più nero Black 3.0 (definita la vernice acrilica più nera al mondo). Fra i neri disponibili, c’è anche il Blink, definito l’inchiostro nero più nero. 

L’affaire Kapoor 

Quest’ultimo ha suscitato l’opposizione di Anish Kapoor, che detiene i diritti esclusivi per il Vantablack, a sua volta definito il nero più nero del mondo. Nel 2016, Anish Kapoor aveva concluso un accordo con l’azienda britannica di nanomateriali Surrey NanoSystems proprio per sviluppare applicazioni artistiche per la copertura Vantablack, un super nero che riflette quasi tutta la luce con cui viene a contatto. Il contratto dava a Kapoor soltanto il diritto di utilizzare il materiale in opere d’arte.

La querelle con Kapoor ha dato vita a un esito non molto differente dalla polemica sorta con Mattel. 

L’acquisto di uno qualsiasi dei prodotti di Semple richiede infatti la selezione di una casella che recita: «Aggiungendo questo prodotto al carrello confermi di non essere Anish Kapoor, di non essere in alcun modo affiliato ad Anish Kapoor, di non acquistare questo articolo per conto di Anish Kapoor o di un suo associato». Il motivo è che, secondo Semple, «Nessuno dovrebbe possedere un colore. La natura ha già creato tutti i colori e il fatto che le aziende li rivendichino è assolutamente ridicolo». L’artista ha poi creato il plugin Freetone, che offre 1.280 colori gratuiti al pubblico, per evitarne l’acquisto tramite Adobe e Pantone. 

La battaglia contro il rosa Barbie Mattel 

Quale occasione migliore allora per portare avanti la sua battaglia in concomitanza con l’attesissima uscita (21 luglio 2023) del film Barbie diretto da Greta Gerwig e interpretato da Margot Robbie (Barbie) e da Ryan Gosling (Ken)? Mattel «ha ora un diritto di proprietà su chiunque utilizzi lo stesso colore rosa per fare delle decorazioni, un duro colpo per i creatori di tutto il mondo», avverte la pagina web di Pinkie, sottolineando che l’uscita del prodotto «garantirà a tutti l’accesso a colori speciali». Sebbene questo rosa sia estremamente da Barbie, «ho deliberatamente voluto renderlo ancora migliore del loro», ha fatto sapere Semple fieramente. «È talmente rosa che è ancora più rosa del Pinkiest Pink. E l’ho fatto per dimostrare che tutti possono avere un colore migliore di quello ideato dalla Mattel». Il “rosa Barbie” non sarà gratuito però. In vendita dal 28 luglio 2023, Pinkie avrà un costo “tasse incluse” di 34,99 dollari per 150 millilitri. Ci si chiede adesso che cosa farà la Mattel, storicamente non tenera con chi “omaggia” la sua creazione. La storia della musica ricorda la causa intentata dalla multinazionale al duo danese Aqua, che nel 1997 omaggiarono la bambola con una canzone-tormentone, Barbie Girl. Per la cronaca: la Mattel non vinse la causa.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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