Da New York a Roma: un tesoro da 19 milioni torna a casa

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60 manufatti, tra opere d’arte e reperti archeologici, sono stati restituiti dagli Stati Uniti all’Italia: si tratta di un tesoro storico che vale quasi 20 milioni d’euro

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Trafugati, collezionati, messi all’asta e poi esibiti in diversi musei americani. 60 reperti archeologici hanno fatto ritorno a casa, in Italia, grazie a un’operazione congiunta tra i Carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale e il New York County District attroney’s office. “Per noi italiani” ha detto Vincenzo Molinese, capo del nucleo beni culturali dei Carabinieri, a margine dell’evento di Presentazione dei reperti recuperati “il valore di queste opere d’arte, che è il valore della nostra identità storica e culturale, è incalcolabile”.

Tutti i reperti hanno una datazione compresa tra il settimo e il primo secolo dopo Cristo ed erano stati rubati da trafficanti internazionali. Tra le opere rimpatriate di maggior valore c’è l’affresco pompeiano “Ercole fanciullo con serpente”, un busto in marmo bianco dell’imperatore romano Settimio Severo, recuperato nel 2020, alla vigilia della sua messa all’asta da Christie’s New York, la Testa di Atena in marmo, una scultura del 200 a.C. sottratta da un tempio dell’Italia centrale, e una coppa per bere, risalente al 470 a.C. Questi reperti erano tra i 27 oggetti sequestrati al Metropolitan Museum of Art lo scorso anno.

Il traffico di antichità

Tutti i 60 reperti erano stati contrabbandati negli Stati Uniti negli ultimi cinque decenni dai trafficanti Giacomo Medici, Giovanni Franco Becchina, Pasquale Camera ed Edoardo Almagiá, noti per aver impiegato saccheggiatori locali per saccheggiare siti archeologici in tutta Italia. Mentre le loro imprese criminali erano spesso in competizione tra loro, tutti e quattro vendettero i manufatti a Michael Steinhardt, il miliardario che aveva accumulato un mucchio di reliquie saccheggiate, tra cui l’affresco di Ercolano per 650.000 dollari nel 1995. A seguito di un’indagine pluriennale sulla sua collezione e sulle pratiche illecite di collezionismo, Steinhardt ha accettato nel 2021 il divieto a vita d’acquisto di antichità. “Questi 58 pezzi rappresentano migliaia di anni di ricca storia, eppure i trafficanti di tutta Italia hanno utilizzato i saccheggiatori per rubare questi oggetti e riempire le proprie tasche”, ha dichiarato Alvin L. Bragg, Jr., Procuratore Distrettuale di Manhattan, in un comunicato dopo la restituzione dei manufatti. “Per troppo tempo sono rimasti in musei, case e gallerie che non avevano alcun diritto di proprietà”. 

L’importanza della due diligence

Cosa insegna questa vicenda? We Wealth lo ha chiesto alla storica dell’arte Sharon Hecker. “Purtroppo, in un mercato internazionale poco regolamentato come quello dell’arte, si vede ancora troppo spesso l’acquisto, la vendita e l’esposizione di opere d’arte con una provenienza vaga o addirittura inesistente e priva di documenti di supporto. Sebbene un venditore, un intermediario o un acquirente, compreso un museo, non siano obbligati a condurre una due diligence completa prima di una transazione, una ricerca di due diligence sembra la soluzione migliore per ridurre il rischio che si verifichi un problema dopo. Sono abbastanza certa che il signor Steinhard non comprerebbe una casa, un’auto o delle azioni senza aver prima condotto un’indagine approfondita.
È interessante anche il fatto che, nel caso del signor Steinhard, il giudice abbia respinto la sua tesi secondo cui era un “proprietario innocente” che non era a conoscenza di irregolarità. A mio parere, potrebbe essere una buona protezione per un collezionista, se mai ci si trovasse di fronte a un giudice, poter dimostrare che è stato fatto ogni sforzo per accertare la provenienza e poter dimostrare i passi compiuti per questa verifica.
In breve, collezionisti, galleristi, intermediari e musei devono iniziare a prestare maggiore attenzione alla due diligence.
Il governo italiano, invece, potrebbe proteggere meglio il patrimonio culturale creando una database publblica online di tutte le opere d’arte rubate e saccheggiate, trasparente e accessibile a tutti, come lootedart.com o l’Art Loss Register, in modo che acquirenti, venditori e curatori possano controllare se un’opera sia problematica”. 


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di Lorenzo Magnani

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Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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