Donazione Emilia-Romagna: come aiutare dopo l’alluvione

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Per aiutare con una donazione le famiglie alluvionate, la protezione civile e le associazioni che in questo momento sono al lavoro in Emilia-Romagna è possibile inviare un bonifico, facendo riferimento alle diverse raccolte fondi attivate dalle istituzioni

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L’ultimo aggiornamento pubblicato dalla Regione Emilia-Romagna rimane drammatico: al 21 maggio, gli allagamenti provocati dall’alluvione coinvolgono ancora 43 Comuni, mentre gli sfollati restano 26.324 (10mila in meno rispetto al precedente comunicato). Contro le devastazioni della bomba d’acqua che si è abbattuta sulla regione, provocando 14 morti, si è messa in moto anche la macchina della solidarietà: si trovano impegnate sul campo 4.556 persone, di cui 1.700 volontari accorsi da diverse parti d’Italia.

Per aiutare con una donazione le famiglie alluvionate, la protezione civile e le associazioni che in questo momento sono al lavoro in Emilia-Romagna è possibile inviare un bonifico, facendo riferimento alle diverse raccolte fondi attivate dalle istituzioni. Eccone alcune.

Donazione per l’Emilia-Romagna colpita dall’alluvione

Innanzitutto, si può sostenere direttamente la Regione, che ha organizzato tempestivamente una raccolta fondi “per sostenere le persone e le comunità colpite”.

Per versare alla Regione l’Iban è IT69G0200802435000104428964 con la causale “ALLUVIONE EMILIA-ROMAGNA”. Per donare dall’estero, il codice Bic Swift è: UNCRITM1OM0

I versamenti confluiranno in un conto intestato all’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile dell’Emilia-Romagna. La Regione ha comunicato che “ogni euro raccolto, l’utilizzo che ne verrà fatto, verranno resocontati pubblicamente, così come è stato fatto per precedenti raccolte fondi (ricostruzione post sisma, emergenza Covid, emergenza Ucraina)”.

Donare alle province colpite dall’alluvione

Fra le province più colpite dall’alluvione sono diverse quelle che hanno già attivato una raccolta fondi. La provincia di Ravenna, dove oggi (22 maggio) si concentra il maggior numero di sfollati (19.500) ha fornito le seguenti coordinate bancarie:

Iban IT73P0627013100CC0000308097 intestato alla Provincia di Ravenna, con causale “Alluvione Provincia Ravenna”.

In alternativa, è possibile donare alla provincia di Modena tramite il conto corrente IT52M0200812930000003398693 inserendo la causale “alluvione Emilia-Romagna”. Anche in questo caso, ha affermato la provincia, “i contributi saranno destinati ai Comuni e ai territori coinvolti dall’alluvione, in accordo con le amministrazioni locali”. 

Anche diversi Comuni, fra cui Faenza e Imola, hanno avviato un loro raccolta fondi. 

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Alluvione Emilia-Romagna, come donare alle organizzazioni

Un altro modo per sostenere i soccorsi alla popolazione colpita dall’alluvione in Emilia-Romagna è effettuare una donazione alle associazioni che sono attualmente in campo con i propri volontari.

La Croce Rossa Italiana ha attivato una raccolta fondi direttamente sul suo sito ufficiale. “La Croce Rossa Italiana è impegnata sin dalle prime ore dell’emergenza nelle operazioni di soccorso ed evacuazione della popolazione, operando in aiuto della popolazione e dei territori colpiti”, si legge, “sono tante le persone che hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni e sono enormi le necessità a cui stanno dando risposta senza sosta i nostri Volontari”.

Anche la fondazione Specchio d’Italia, ente filantropico nato nel 2020 sul modello della Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi, ha attivato la raccolta fondi tramite l’Iban IT82F0306909606100000176056 specificando la causale “Per gli alluvionati di Emilia Romagna”.

Le donazioni alle Onlus e ad alcune fondazioni, lo ricordiamo, sono incoraggiate da un trattamento fiscale agevolato. Per le persone fisiche è possibile portarle in deduzione entro il 10% del reddito dichiarato fino a 70.000 euro. Oppure si può optare per un detrazione al 26%, per un importo non superiore ai 30.000 euro annui.


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di Alberto Battaglia

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Responsabile per l’area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all’Università Cattolica

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