Art Basel 2023, i primi risultati dell’immancabile fiera

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Puntuale come ogni anno, Basilea sta ospitando l’immancabile Art Basel 2023 (15-18 giugno). Tra le 284 gallerie dell’edificio di Messeplatz e la sezione curata Unlimited, ecco i primi risultati

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Puntuale come ogni anno, Basilea sta ospitando l’immancabile Art Basel 2023 (15-18 giugno) e portando a casa i primi risultati (soprattutto al termine degli iniziali “Vip Day” dedicati esclusivamente ai collezionisti). L’offerta è certamente allettante: solo le 284 gallerie nei due piani dell’edificio di Messeplatz, la sezione Unlimited (perfettamente curata dallo svizzero Giovanni Carmine) e i progetti di Parcours sparsi lungo il Reno, necessiterebbero uno studio approfondito di lunga durata. 

Il feeling generale, però, è che i compratori stiano dimostrando particolare cautela negli acquisti, lasciando molte delle opere offerte ancora invendute. Questo nonostante tutti gli esperti presenti (incluso il CEO di Art Basel 2023 Noah Horowitz) concordino nel dire che l’energia degli ultimi giorni sia palpabile e l’offerta della fiera sia di alto livello. Emblematica è l’opera più cara esposta, il quadro Orange and Yellow (1956) di Mark Rothko offerto dalla galleria newyorkese Acquavella per 60 milioni di dollari, che non ha trovato (ad oggi) un compratore (si dice che il quadro, venduto pubblicamente nel 2014 per 36,6 milioni di dollari, sia stato consegnato alla galleria dal collezionista Steve Wynn).


Spazio Tornabuoni. Tutte le foto sono di Alice Trioschi

Al termine di martedì (il primo dei “Vip Day”), il totale delle vendite è stato stimato in modo conservativo a 245 milioni di dollari, ricomprendendo dunque anche i lavori già venduti dalle gallerie ai clienti poco prima della fiera (“pre-sold”). Di questi, 175 milioni di dollari sono stati realizzati dalle sei principali gallerie del mercato e 57 milioni di dollari dalla sola Hauser & WirthLa galleria svizzera ha infatti venduto più di trenta opere, tra cui Spider IV (1996) di Louise Bourgeois per 22,5 milioni di dollari (scultura venduta nell’aprile 2022 da Sotheby’s Hong Kong per 16.5 milioni), Four Heads (1975) di Philip Guston per 9,5 milioni di dollari e Stranger #95 (2022) di Glenn Ligon, comprato per 2 milioni di dollari. 


Louise Bourgeois, Spider IV

Ancora invenduta è invece la bella foto di Cindy Sherman, Untitled #652, quotata 200.000 dollari. La Pace Gallery ha venduto un trittico di Joan Mitchell per 14 milioni di dollari ad un collezionista privato americano, ma la galleria non ha voluto specificare se l’acquisto del quadro fosse già stato negoziato prima dell’apertura della fiera (interessante qui sentire anche il parere di Dominique Lévy, secondo cui gli interminabili appuntamenti dell’arte newyorkese a maggio hanno saturato il mercato dei collezionisti statunitensi). 

Cindy Sherman, Untitled #652

Pace ha venduto anche diversi lavori di Alexander Calder, tra cui Untitled (1976) per 2,8 milioni di dollari, mentre non è ancora stato trovato un compratore per il quadro di David Hockney The Arrival of Spring in Woldgate, East Yorkshire in 2011 (twenty eleven) – 29 January 2011 e la scultura Fox with Bird (2016-23) di Jeff Koons


David Hockney e Jeff Koons alla Pace Gallery 

Sicura è anche la vendita di STRIP-TOWER (2023) di Gerhard Richter, esposta da David Zwirner nella sezione Unlimited della fiera, per 2,5 milioni di dollari. La galleria ha venduto anche Eddie (1968) di Alice Neel per 2,8 milioni di dollari e Graduation (2015) di Noah Davis per 2 milioni di dollari. 

Gagosian rimane invece “silenziosa” rispetto alle vendite individuali (anche se una voce ben informata ha dichiarato che la galleria ha realizzato 70 milioni di dollari solo durante il primo giorno di fiera), ma espone nei suoi spazi opere importanti, tra cui un Untitled III (1978-80) di Willem De Kooning, quotato sui 35 milioni di dollari, e il particolare Catalog (2023) di John Currin

Similmente, la Lisson Gallery ha venduto Untitled (Blue) (2023) di El Anatsui per 1,9 milioni di euro e DREAMS HAVE NO TITLES (Lightbox) (2023) di Zineb Sedira per 80.000 euro (opera acquistata dal Louisiana Museum of Modern Art). La galleria newyorkese Di Donna, invece, ha veduto un dipinto di Paul Klee tra i 3 e i 4 milioni di dollari (non dichiarando la cifra precisa).


Stand della galleria Di Donna, quadro di Baldessari

Infine, anche le gallerie italiane hanno registrato i risultati dei primi giorni. Cardi Gallery ha venduto Senza Titolo (1991) di Jannis Kounellis per 300.000 euro, mentre Galleria Continua ha aggiudicato Red to Cobalt Blue (2022) di Anish Kapoor, Tortue (2015) di Adel Abdessemed e Esta?dio do Pacaembu?, Sa?o Paulo (202) di JR rispettivamente per 775.000 sterline, 320.000 e 160.000 euro. Da Massimo de Carlo sono stati comprati invece Bruce Lee, Enter the Dragon (2023) e Dragon Céleste Rouge (2023) del pittore Yan Pei-Ming per 480.000 euro e 300.000 dollari ed una superficie bianca del 1963 di Enrico Castellani per 220.000 euro.


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di Alice Trioschi

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Esperta d’arte e del suo mercato, Alice ha lavorato nell’ufficio stampa di Christie’s a Londra, occupandosi della relazioni interne ed esterne con i giornalisti. Dopo aver collaborato con Camera Arbitrale per la risoluzione di conflitti d’arte e beni culturali, oggi lavora per Fondazione Human Technopole occupandosi degli aspetti legali riguardanti il mondo della ricerca scientifica.

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