Mercati al ribasso? Meglio affidarsi a una donna

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Secondo una recente ricerca con i mercati al ribasso i portafogli gestiti dalle donne sovraperformano quelli gestiti dagli uomini

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Avere un portafoglio gestito da una donna piuttosto che da un uomo ha fatto la differenza in questo 2022 caratterizzato dai forti cali dei mercati finanziari. I gestori donna si sono dimostrati più capaci di salvaguardare il patrimonio degli investitori rispetto ai loro colleghi maschi. È quanto emerso da una ricerca di Investment Metrics, condotta su 90 portafogli di 73 società di asset management. Tra cui alcuni grandi nomi come Abrdn, Franklin Templeton e Schroders. Solo 13 dei 90 portafogli large-cap erano gestiti o co-gestiti da una donna. 

 

Donna batte uomo

 

I portafogli azionari a grande capitalizzazione gestiti almeno in parte da donne hanno perso una media del 2,6% da gennaio a settembre. Portafogli simili guidati da team interamente maschili hanno perso una media del 5,9%. Non è una prima volta. A ben vedere le donne hanno superato gli uomini anche durante il crollo del mercato del 2018, quando l’indice MSCI All-County World ha perso l’8,9%, secondo il rapporto. “Almeno nel breve termine, sembra che i team guidati da donne facciano un lavoro migliore nel proteggere gli asset nei mercati in ribasso” ha scritto Scott Treacy autore della ricerca. 

 

Le migliori gestori donna 

 

Treacy non ha riscontrato una differenza significativa invece nelle prestazioni prima del 2012. “Tuttavia, nel recente quinquennio, le donne hanno superato gli uomini nell’azionario globale a livello mediano” ha dichiarato a Institutional Investor.  Quali sono le migliori gestori donna dell’ultimo decennio? Il rapporto di IM fa i nomi di Elisa Mazen di Claerbridge, Cassandra Hardman di Hardman Johnston, Caroline Cai di Pzena e Sarah Ketterer di Causeway. Secondo il rapporto, Mazen e Hardman, entrambe investitrici di tipo growth, hanno battuto i loro benchmark rispettivamente per l’80% e il 73% delle volte dal 2012. 

 

Ancora troppe poche donne nella gestione

 

Nonostante la loro sovraperformance, le donne sono sottorappresentate tra i principali responsabili delle decisioni nel settore degli investimenti. Secondo Investment Metrics, nella categoria large-cap globale, le donne gestiscono solo 90 miliardi di dollari dei 698 miliardi di dollari di asset totali della strategia. In uno studio del 2021, Treacy e i suoi colleghi hanno scoperto che solo il 7% dei gestori patrimoniali aveva nominato donne come amministratori delegati. La mancanza di diversità di genere è presente anche nei mercati privati. Secondo un rapporto McKinsey pubblicato martedì, le donne rappresentano solo il 23% dei ruoli di investimento nelle società di private equity globali, anche se i gestori di private equity più diversificati per genere attirano il doppio dei capitali dagli allocatori rispetto ai team interamente maschili. 

di Lorenzo Magnani

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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