Cripto: cosa insegna il caso Kardashian e come evitare i rischi

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Kim Kardashian dovrà pagare una multa di 1,26 milioni di dollari alla Sec per aver promosso dei token senza denunciare di aver percepito 250mila dollari

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Sebbene avesse incluso un hashtag “#AD” in fondo al post, la Sec contesta a Kim Kardashian di non aver rivelato l’importo percepito in cambio della sponsorizzazione, come previsto dalla normativa

Gensler: “Questo caso ci ricorda che quando celebrità o influencer sostengono opportunità d’investimento, compresi i titoli di criptovalute, non significa che questi prodotti siano adatti a tutti gli investitori”

Secondo un sondaggio di CreditCards.com, i social media rappresentano la seconda fonte di consulenza più popolare tra i giovani, dopo amici e familiari. Il 52% di coloro che ricevono consigli finanziari sui social li ritiene affidabili

Consigli d’investimento sui social media? Occhio alle pubblicità illegali, specie quando si parla di criptovalute. Kim Kardashian, attrice e modella statunitense dal patrimonio netto pari a 1,8 miliardi di dollari secondo Forbes, ha accettato di pagare una multa di 1,26 milioni alla Securities and exchange commission (Sec) per aver promosso dei token senza denunciare di aver percepito 250mila dollari. La reality star aveva pubblicato sul suo account Instagram un post su Emax, la criptovaluta offerta da EthereumMax, inserendo un link al sito web della piattaforma che conteneva istruzioni per i potenziali investitori su come acquistare i token.

Kardashian, multa da 1,26 milioni: le accuse della Sec

Sebbene avesse incluso un hashtag “#AD” in fondo al post pubblicato nel mese di giugno del 2021, la Sec contesta dunque alla Kardashian di non aver rivelato l’importo percepito dalla società in cambio della sponsorizzazione, come previsto dalla normativa. L’influencer non ha ammesso né negato le conclusioni dell’autorità di regolamentazione, accettando di non promuovere alcun asset digitale per i prossimi tre anni. In un comunicato, l’avvocato della Kardashian ha precisato inoltre come “resti disponibile a fare tutto il possibile per assistere la Sec in questa vicenda”.

Caso Kim Kardashian, Sec: “Occhio ai cripto-rischi”

“Questo caso ci ricorda che quando celebrità o influencer sostengono opportunità d’investimento, compresi i titoli di criptovalute, non significa che questi prodotti siano adatti a tutti. Incoraggiamo gli investitori a considerare rischi e opportunità potenziali di un investimento alla luce dei propri obiettivi finanziari”, ha dichiarato in una nota ufficiale Gary Gensler, presidente della Sec. Il caso-Kardashian, ha aggiunto, serve anche a ricordare alle celebrity (e non solo) che la legge impone loro di rivelare al pubblico quando e quanto sono stati pagati per promuovere gli investimenti in titoli. In particolare, sono tenuti a precisare “la natura, la fonte e l’importo del compenso ricevuto in cambio della sponsorizzazione”, ha sottolineato Gurbir S. Grewal, direttore della division of enforcement della Sec.

In una dichiarazione risalente al 1° novembre 2017, l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza della borsa valori aveva già invitato gli investitori alla cautela nei confronti delle Ico (Initial coin offering) sostenute dalle celebrità, incoraggiandoli a diffidare da opportunità d’investimento che potessero sembrare “troppo belle per essere vere”. Gli investitori, si legge nella nota, dovrebbero tener presente che le sponsorizzazioni potrebbero erroneamente sembrare imparziali. Inoltre “artisti, personaggi dello sport o altre icone” potrebbero non possedere competenze sufficienti a garantire che l’investimento sia appropriato e conforme alle leggi federali sui titoli.

Consulenza: i millennial si affidano ai social media

Il caso-Kardashian potrebbe offrire una lezione soprattutto a millennial (nati tra il 1981 e il 1996) e investitori della Generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012). Secondo un sondaggio di CreditCards.com visionato da Cnbc, i social media rappresentano infatti la seconda fonte di consulenza finanziaria più popolare tra i giovani, dopo amici e familiari. E il 52% di coloro che ricevono consigli finanziari sui social li ritiene affidabili. “Sono così poche le persone che comprendono appieno le criptovalute, le loro opportunità e i loro rischi”, ha dichiarato a Cnbc Chen Arad, direttore operativo di Solidus Labs. “Molti cercano segnali dalle celebrità e dalle persone di cui si fidano. Ma per una figura influente promuovere qualcosa senza rivelare che si tratti fondamentalmente di un annuncio retribuito è fuorviante”.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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