Tutela dei marchi: registrazione di Nft ai nastri di partenza

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A partire dal 1° gennaio 2023, data in cui entrerà in vigore la 12° edizione della Classificazione di Nizza, anche gli Nft vi troveranno conferimento. Ecco cosa cambia

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Ci sono importanti novità in arrivo con la 12a edizione della Classificazione di Nizza, ovvero il sistema generalmente adottato (dall’Uibm, dall’Euipo e anche dal Wipo) per classificare le domande di registrazione di marchio.

La 12a edizione della Classificazione di Nizza 

Difatti, a partire dal 1° gennaio 2023 – data in cui entrerà in vigore quest’ultima release della Classificazione – anche gli Nft vi troveranno collazione. 

Va detto che la Classificazione assume rilievo quando si intende procedere al deposito di un proprio segno distintivo, e a tal fine occorre indicare per quali gruppi o categorie (classi) di beni o servizi si richiede tutela. Infatti, la Classificazione di Nizza consta di 45 classi, ciascuna delle quali specifica per un determinato insieme di prodotti o servizi, allo scopo di circoscrivere la tutela del marchio ai soli prodotti o servizi per il quale esso verrà effettivamente utilizzato. 

La novità della nuova versione della Classificazione di Nizza: cosa succede dall’1 gennaio 2023 

Quest’ultima edizione della Classificazione di Nizza porta con sé un’importante novità, in quanto recepisce l’esigenza di maggiore chiarezza in relazione alle modalità di tutela dei marchi alla luce delle innovazioni introdotte dalle tecnologie blockchain

Negli ultimi tempi, infatti, i termini “digital asset”, “Nft” e “Metaverso” sono stati al centro dell’attenzione di tutti i principali player del mercato, anche per via delle enormi opportunità rappresentate dal mondo delle criptoattività.

Ecco allora che nasce la necessità per le società di tutelare i propri brand anche nel metaverso o in relazione all’emissione di Nft, che non sono inclusi nella Classificazione di Nizza attualmente in vigore. 

Va da sè che nelle more dell’adozione di questa nuova versione della Classificazione i diritti di privativa del titolare di un marchio non hanno trovato piena tutela ben potendo essere lesi dai comportamenti opportunistici di qualche competitor, sebbene vi siano stati – soprattutto in sede internazionale – casi risolti solo in sede giudiziaria o arbitrale. Finora, le soluzioni adottate più di frequente hanno suggerito di far ricadere Nft, digital assets o attività a essi collegate all’interno della classe 9, della classe 35 o della classe 41 di Nizza, seguendo quanto indicato da alcuni uffici della proprietà intellettuale nazionali, in attesa di indicazioni più specifiche.

Cosa succede dal 1° gennaio 2023? 

La novità introdotta dalla 12a edizione della Classificazione di Nizza sta proprio qui:
dal prossimo 1° gennaio 2023 la classe 9 incorporerà il termine “file digitali scaricabili autenticati da token non fungibili”, così fornendo una direzione chiara per le future domande di registrazione di marchio a coloro che intendano adoperare il segno quale prodotto virtuale.

Un’apertura alle inedite e innovative opportunità dei brand nell’era digitale non può che accogliersi con favore. Resta, tuttavia, da capire se un simile intervento resterà isolato o se aprirà la strada a una più ampia rivisitazione delle classi a ora esistenti, alla luce delle continue innovazioni dell’ultimo periodo.

(Articolo scritto in collaborazione con Camilla Pozzi e Giacomo Vacca, dello studio legale De Berti Jacchia Franchini Forlani)


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di Alessandro Foti

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Avvocato tributarista senior presso lo studio De Berti-Jacchia in Milano, si occupa della materia sia in ambito nazionale sia internazionale con particolare attenzione a Hnwi e multinazionali altamente digitalizzate, quali quelle operanti nei settori big data, Ai, cloud, cybersecurity, IoT, blockchain.

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