Il Barolo Riserva Granbussia dei Poderi Aldo Conterno

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Esce dalla cantina solo dopo nove anni dalla vendemmia. È il vino di punta dell’azienda e viene prodotto selezionando i migliori grappoli delle vigne. Romirasco, Cicala e Colonello

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Tra le eccellenze del barolo, in particolare tra quelle provenienti dalla zona di Monforte d’Alba, un posto in prima fila spetta al Barolo Riserva “Granbussia” dei Poderi Aldo Conterno. Un vino che esce dalla cantina solo dopo nove anni dalla vendemmia, dal carattere speziato e fruttato, unico nella sua setosità, che regala sempre sia da giovane che anche dopo lunghi invecchiamenti un’esperienza di degustazione fuori dal comune.

L’azienda Poderi Aldo Conterno

L’azienda Poderi Aldo Conterno si trova nella frazione di Bussia, a pochi chilometri da Monforte d’Alba, nel cuore di una delle zone più tipiche del barolo. Fu fondata da Aldo nel 1969 con l’acquisto della tenuta “Favot”. A metà degli anni ’50 Aldo era partito per l’America con il sogno di crearsi un’azienda vitivinicola con l’aiuto di uno zio che viveva in California. Purtroppo l’esperienza, per quanto istruttiva e di successo, fu interrotta e Aldo ritornato in Langa, dal 1961, insieme al fratello Giovanni, contribuì alla gestione dell’azienda di famiglia, la Giacomo Conterno, nel frattempo diventata una prestigiosa realtà, che Giacomo aveva lasciato ai figli. Ma dopo un lungo periodo di lavoro a fianco del fratello, Aldo decise di portare avanti quello che forse era stato il suo sogno interrotto in America, acquistando una tenuta tutta sua. Oggi l’azienda Poderi Aldo Conterno conta 25 ettari vitati, ubicati in località Bussia e include i prestigiosi cru Romirasco, Cicala e Colonnello. I tre cru sono anche vinificati separatamente dando luogo a baroli che si distinguono per austerità e finezza, seducenti se bevuti giovani e straordinari se invecchiati per qualche anno. Dopo la scomparsa di Aldo, avvenuta nel 2012, l’azienda è condotta dai tre figli, Franco, Stefano e Giacomo che seguendo le orme del padre portano avanti la tradizione di famiglia. L’azienda produce anche un Barolo Bussia, una Barbera d’Alba (Conca Tre Pile), un Langhe Nebbiolo (Favot), un Langhe rosso da uvaggi diversi (Quartetto) e un Langhe bianco da uva charonnay (Bussiador). L’approccio alla vinificazione è tradizionale e le rese sono bassissime tanto che l’azienda produce solo 80.000 bottiglie l’anno.

Il Barolo Riserva Granbussia

Il Barolo Riserva Granbussia è il vino di punta dell’azienda e viene prodotto selezionando i migliori grappoli delle vigne Romirasco, Cicala e Colonnello, rispettivamente secondo le seguenti percentuali indicative: 70%, 15% e 15%, valori che possono però variare a seconda dell’annata. Il vino rimane per 9 anni in cantina prima di essere commercializzato ed è prodotto esclusivamente nelle annate migliori nel numero limitato di circa 4000 bottiglie. Se da una parte i baroli Romirasco, Cicala e Colonnello esprimano le qualità dei singoli cru, appuntito, incisivo e balsamico con note di frutti neri il Cicala, elegante, floreale con note di fragoline e lampone il Colonnello, grintoso con note di ciliegie, more, prugne e lamponi maturi il Romirasco, dall’altra il Granbussia è un blend, un vino di terroir, che esprime le migliori caratteristiche delle varie vigne del cru Bussia. Ho assaggiato negli anni molte annate di Granbussia tra cui il 1982 ancora in perfetta forma, il 1996, oggi straordinario, il 2010 tra i miei preferiti delle ultime annate e qualche giorno fa il 2012, un vino dal colore rosso rubino intenso con riflessi granata, dal profilo olfattivo di grande finezza e dal palato setoso, succoso ed elegante. Si percepisce un profumo di fiori secchi, note di piccoli frutti a bacca scura e di spezie dolci come la noce moscata e il chiodo di garofano, insieme a cacao e sentori di sottobosco. In bocca il vino ha un buon corpo, con una tessitura tannica fitta e setosa perfettamente integrata e fusa con un frutto maturo. Una buona acidità e sapidità assicurano un finale fresco e di grande persistenza. Un vino che può stare in cantina per molti anni, che ora si acquista al prezzo di 600-650 euro la bottiglia.


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di Orazio Vagnozzi

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Direttore della sezione vini di Passione Gourmet e angel investor, Orazio, dopo oltre vent’anni come partner di una multinazionale della consulenza direzionale decide di dedicarsi al cibo ed al vino, le sue passioni. Autodidatta, degustatore professionista, ha frequentato dal 2002, quale membro del Grand Jury Européen, alcuni dei più noti esperti di vino del pianeta ed ha allestito negli anni una cantina che ospita 15.000 bottiglie. Effettua valutazioni di bottiglie pregiate e nel tempo libero ama condividere con gli amici i vini della sua cantina.

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