Lusso, Italia ancora lontana dalla top ten

3 MIN

È uno dei Paesi leader del settore: posiziona 23 aziende nella top 100, ma il Belpaese stenta ad agguantare l’olimpo dei gruppi che macinano miliardi. La Francia conta solo 8 società in classifica, ma ne piazza 4 fra le prime dieci. I dati dello studio Global Powers of Luxury Goods 2022 di Deloitte

Indice

WW Snippets test

Il lusso Made in Italy continua a crescere, ma…

L’Italia è uno dei Paesi leader nel settore del lusso: posiziona 23 aziende tra le 100 che costituiscono la graduatoria del Global Powers of Luxury Goods 2022 di Deloitte. Quasi tutte le 21 società con chiusura dell’esercizio al 31 dicembre hanno registrato una crescita a due cifre delle vendite di beni di lusso (tra il 17% e il 49%), con una crescita annua superiore alla media del 27%. Quasi tutte hanno registrato profitti. In particolare Moncler, Max Mara, Valentino e Marcolin hanno registrato margini di utile netto a due cifre. Golden Goose, Moncler ed Euroitalia rientrano tra le aziende a crescita più rapida, rispettivamente al terzo, decimo e sedicesimo posto.

Eppure le imprese italiane sono lontane non solo dal podio, oramai per il quinto anno consecutivo appannaggio esclusivo dei colossi LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton SE, Kering SA e The Estée Lauder Companies Inc. Quasi l’85% del net profit della classifica delle top 100 di Deloitte proviene dai primi dieci nomi.

  

I principali gruppi italiani, ovvero Prada, Moncler e Giorgio Armani si classificano rispettivamente al 18°, 27° e 28° posto. Insieme, rappresentano il 35% delle vendite di beni di lusso realizzate nel 2021 dalle imprese italiane presenti nella top 100. Il gruppo Marcolin ha registrato il net profit margin più alto dell’intera classifica: 33,4%, seguito da Hermès con 27,3%.

Secondo il report, il fatturato generato nell’anno fiscale dalle vendite di beni di lusso da parte dei 100 gruppi è pari a 305 miliardi di dollari: non solo 53 miliardi in più rispetto al 2020, ma in crescita (+8,5%) rispetto ai livelli pre-pandemia. A tassi di cambio costanti, i primi 100 player sono cresciuti complessivamente del 21,5%, con un margine di profitto netto del 12,2% (+7.1 punti percentuali rispetto allo scorso anno).

 

Vince la forza dei grandi gruppi

L’importanza dei grandi conglomerati del lusso è testimoniata dalla Francia che con solo otto aziende in classifica, di cui quattro in top 10, è il Paese che ha conseguito complessivamente performance migliori: le vendite sono cresciute del 42,4% (risultato migliore riuscito solo alle aziende spagnole con una crescita anno su anno del 45,2%). L’utile netto è a doppia cifra, del 20%, il più alto tra i Paesi. Anche il tasso di crescita per il periodo 2018-2021 è stato il migliore, al 13%. 

 

Economia circolare e metaverso

Sulla scia della pandemia e dei cambiamenti nei valori e nelle abitudini di acquisto, le aziende di beni di lusso trovano ora nuove opportunità nella transizione ecologica e nell’economia circolare. Insieme con la rivoluzione digitale del metaverso e del Web3, si tratta dei due grandi trend che stanno guidando l’innovazione nell’industria del lusso.


Warning: Undefined variable $tags in /home/wedev_n84yt/webapps/staging/wp-content/themes/the-project/template-parts/content.php on line 277

di Teresa Scarale

WW Snippets test

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

Fai rendere di più la tua liquidità e il tuo patrimonio. Un’opportunità unica e utile ti aspetta gratuitamente.

Compila il form ed entra in contatto gratuitamente e senza impegno con l’advisor giusto per te grazie a YourAdvisor.

Articoli più letti

Ultime pubblicazioni

Magazine
Magazine N. 67 – aprile 2024
Magazine 66 – marzo 2024
Guide
Design

Collezionare la nuova arte fra due millenni

INVESTIRE IN BOND CON GLI ETF

I bond sono tornati: per anni la generazione di income e la diversificazione del rischio erano state erose dal prolungat...

Dossier, Outlook e Speciali
Più dati (e tech) al servizio del wealth
Il Trust in Italia