La fotografia più costosa di sempre: nuova numero uno

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Un altro capitolo è stato scritto nella storia degli scatti fotografici: rimanda al lontano 1924, quando Parigi era il cuore della cultura e dell’arte europea. L’immagine più rappresentativa di Man Ray, Le Violon d’Ingres, è stata aggiudicata a una cifra record

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La stima di partenza non era certo irrisoria: gli esperti di Christie’s avevano previsto che l’immagine in questione avrebbe incassato fra i cinque e i sette milioni di dollari. Del resto, era la prima volta che Le Violon d’Ingres – uno degli scatti più celebri del XX secolo – appariva sul mercato. Invece, quella di Man Ray (1890-1976) è diventata la fotografia più costosa di sempre, battendo Rhein II di Andreas Gursky, essendo stata aggiudicata per la somma record di 12,4 milioni di dollari sabato 14 maggio 2022. L’asta era quella di Christie’s dedicata al surrealismo, The Surrealist World of Rosalind Gersten Jacobs & Melvin Jacobs.

Il lotto faceva dunque parte della leggendaria collezione dei coniugi Jacobs, gemma di una raccolta che includeva artisti da sogno (è il caso di dirlo) come Magritte, Dorothea Tanning, Vija Celmins, Marcel Duchamps.

La fotografia più costosa di sempre ritrae di schiena la musa e amore del suo autore, Man Ray, con le effe di un violino disegnate su di essa. È la modella Kiki de Montparnasse (al secolo Alice Prin 1901-1953), La foto, considerata scandalosa all’epoca, è nell’immaginario collettivo da quasi cento anni. Fu amatissima dallo stesso Man Ray, che la custodì personalmente per quasi 40 anni. Se ne separò solo nel 1962, anno in cui i coniugi Jacobs, amici dell’artista, ne diventarono proprietari. La coppia conobbe Man Ray tramite Bill Copley. Rosalind Gersten Jacobs in particolare sostenne il fotografo fino alla morte di lui.

Man Ray 

La figlia della coppia, Peggy Jacobs Bader, ricorda come I suoi genitori, «due giovani e creativi commercianti di moda» fossero «buoni amici» di molti «straordinari artisti surrealisti, soprattutto Man Ray, Marcel Duchamp, Bill e Noma Copley», ma anche René Magritte, Max Ernst, Dorothea Tanning. Ogni pezzo andato in asta da Christie’s «possiede una storia intima e unica dietro di sé», racconta Peggy.

Dorothea Tanning 

L’intera collezione ha realizzato 42,3 milioni di dollari, aggiungendosi agli imponenti ricavi di Christie’s durante la settimana, portando il totale parziale delle aste di maggio della casa a 1,43 miliardi di dollari. Complice probabilmente anche il tema surrealista e onirico della corrente Biennale d’arte di Venezia, i collezionisti hanno mostrato di apprezzare molto i lotti offerti. Vari I nuovi record. Dorothea Tanning con il suo Le mal oublié ha triplicato la stima di partenza dell’opera, vendendola per 1,44 milioni di dollari. Record anche per il Copley William Nelson Copley ha ottenuto il suo nuovo record personale, mentre i gioielli Noma Copley hanno tutti superato la loro stima più alta. In totale, sette dei 77 lotti offerti hanno superato il milione di dollari, inclusi quattro quadri di René Magritte, del quale lo splendido L’autre son de cloche, è stato aggiudicato a 10.122.500 di dollari.

René Magritte 

In generale, per quanto riguarda la fotografia, il mercato mostra di apprezzare sia le foto vintage che gli nft. Si pensi alla classifica del 2021: al numero c’è William Henry Fox Talbot, al due l’opera certificata nft di Justin Aversano.

Tutte le foto sono courtesy of Christie’s.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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