Number 31, il trenta e lode di Pollock di nuovo sul mercato

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Il dipinto del 1949 sarà uno degli innumerevoli capolavori che Christie’s metterà in asta a New York il prossimo maggio 2022. Molto probabilmente il più costoso

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«Alla fine degli anni ’40, i dipinti che Pollock faceva con la tecnica del dripping (lo sgocciolamento, ndr) ridefiniscono categoricamente il nostro modo di pensare l’arte» afferma a ragione Alex Rotter, presidente della divisione arte del 20esimo e del 21esimo di Christie’s. «Quel momento segnò lo spostamento del centro di gravità del mondo dell’arte dai musei e le gallerie di Parigi alle strae di New York». Oggi, uno degli esemplari della tecnica rivoluzionaria di Jackson Pollock (1912-1956), il quadro Number 31 (78,7 x 57,2 cm) è in lizza per essere uno dei lotti più costosi nell’asta che Christie’s terrà presso il Rockefeller Center di New il 12 maggio 2022. La stima indicativa è di 45 milioni di dollari.

Dipinta a fine 1949, l’opera – una delle più ricche e pregnanti di Pollock – fu esposta nella galleria di Betty Parsons. All’epoca, il quadro fu definito dai critici come «il miglior suo quadro» fino a quel momento. L’opera può vantare un pedigree eccezionale, oltre al valore in sé: ha fatto parte nel 1967 della storica retrospettiva su Jackson Pollock al MoMA di New York e anche di quelle del 1998 sempre al MoMA e alla Tate di Londra. L’ultimo proprietario, quello che lo sta mettendo in vendita, lo ha tenuto in collezione per oltre 20 anni. «Un esempio del rigore e dell’effusività di Pollock» che con la sua tecnica «sconvolse il contesto tradizionale delle pratiche pittoriche», ribadisce Alex Rotter.

 

Praticamente sconosciuto fino all’inizio degli anni ’40, Pollock inizia a sperimentare la sua tecnica del dripping nel 1948. Una svolta che si rivela vincente: nel giro di un anno l‘artista si ritrova travolto dal successo, con cinque importanti musei e una quarantina di collezioni private che hanno acquisito le sue opere. Il quadro di cui trattasi è composto da carta montata su masonite (un pannello di fibre di legno pressate), colori a olio, smalto, alluminio, gesso, con firma e data in alto a sinistra. Ulteriore dettaglio questo, che aggiunge pregio all’opera. Ad oggi, l’opera pià cara di Jackson Pollock è Number 17A, pagata 200 milioni di dollari nel 2015.


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di Teresa Scarale

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Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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