Mps: utile in calo nel semestre a 27,2 milioni, verso 3.500 esuberi

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Mps chiude il primo semestre del 2022 con un utile netto di 27,2 milioni, in calo dell’86,5%. Siglato l’accordo sindacale su 3.500 uscite volontarie. Convocata l’assemblea degli azionisti per il 15 settembre

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Al 30 giugno 2022 i ricavi complessivi del Gruppo si attestano sui 1.522 milioni di euro, in calo del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente

I volumi di raccolta diretta toccano gli 84,3 miliardi di euro; quella indiretta raggiunge invece i 93,1 miliardi

Lovaglio: “La banca sta procedendo non solo sull’attività commerciale ma anche nell’esecuzione del Piano industriale. Sarà impossibile fermare la nostra determinazione”

Mps saluta i primi sei mesi dell’anno con un utile netto di 27,2 milioni di euro, in calo dell’86,5% rispetto ai 202 milioni dello stesso periodo del 2021. Un confronto, spiega Rocca Salimbeni, che risente “di alcune poste registrate nel primo semestre del 2021, tra cui il maggior contributo dalla cessione di titoli e di quello derivante dalla valutazione delle Dta (imposte differite attive, ndr), nonché del miglioramento delle coperture dei crediti deteriorati” avvenuto nel corso dei primi due trimestri dell’anno in corso. Un’occasione, quella della presentazione al mercato dei risultati semestrali, anche per fare il punto sui progressi nell’esecuzione del Piano industriale 2022-2026 approvato lo scorso giugno. E per annunciare l’ampliamento del consorzio di garanzia per l’aumento di capitale.

Mps: i risultati del 1° semestre 2022

Al 30 giugno 2022 i ricavi complessivi del Gruppo si attestano sui 1.522 milioni di euro, in calo del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il margine di interesse raggiunge nel periodo i 660 milioni di euro, per una crescita del 12,8% anno su anno. Le commissioni nette risultano pari a 728 milioni di euro, condizionate dall’elevata volatilità di mercato che ha innescato minori proventi sulla gestione del risparmio. Gli oneri operativi toccano i 1.068 milioni di euro, per una contrazione rispetto ai primi sei mesi del 2021 del -0,4%. Nel dettaglio, le spese per il personale toccano i 713 milioni di euro (in calo dello 0,9%) mentre le altre spese operative raggiungono i 356 milioni di euro (in crescita del +0,4%). Il risultato operativo lordo, in definitiva, si attesta sui 454 milioni di euro, per un +12,6% sul primo semestre dello scorso anno escludendo il contributo derivante dalla cessione di titoli. Il risultato operativo netto, invece, risulta positivo per quasi 230 milioni di euro che si confrontano con i 327 milioni di gennaio-giugno 2021.

I volumi di raccolta diretta toccano gli 84,3 miliardi di euro; quella indiretta raggiunge invece i 93,1 miliardi di euro, in calo di 6,8 miliardi rispetto al 31 marzo 2022. “Abbiamo subito un leggero calo della raccolta dalla clientela retail perché per ridurre i costi abbiamo deciso di chiudere completamente i depositi vincolati”, spiega Luigi Lovaglio, amministratore delegato e direttore generale di Mps. “Per quanto riguarda il portafoglio titoli, continuiamo invece l’attività avviata, con l’obiettivo di ridurre il rischio al massimo e controllarlo”. Le commissioni connesse all’operatività della clientela (banking fee, ndr) si confermano ai livelli dello scorso anno (-0,4%) mentre le upfront fee risultano maggiormente penalizzate dal persistere di un’elevata volatilità dei mercati. “Siamo riusciti a ridurre lo stock Npe (Non performing exposure, ndr) del -25% anno su anno per 3,2 miliardi di euro. Abbiamo migliorato il nostro Npe ratio lordo e siamo riusciti a ridurre i crediti deteriorati portandoli leggermente sopra al miliardo”, aggiunge Lovaglio in conference call.

Piano industriale 2022-2026: obiettivi raggiunti

“Ciò che è importante è che abbiamo già raggiunto infatti alcuni importanti obiettivi previsti dal nostro Piano industriale presentato poco più di 40 giorni fa, con un valore contabile lordo del nostro portafoglio crediti deteriorati di 0,9 miliardi, la cui vendita è stata appena finalizzata”, continua il ceo. Il costo del credito complessivo nel primo semestre si attesta a 57 pb, che riflette già l’impatto dell’operazione di cessione di npe citata. Il 4 agosto l’istituto senese ha completato un accordo con i sindacati per 3.500 uscite volontarie attraverso il Fondo di solidarietà, spiega. Inoltre, è stato esteso il consorzio di garanzia per l’aumento di capitale per un importo massimo complessivo di 2,5 miliardi di euro (Banco Santander, Barclays Bank Ireland, Société Générale e Stifel Europe Bank si sono unite a BofA Securities Europe, Citigroup, Credit Suisse e Mediobanca – Banca di credito finanziario). È stata convocata l’assemblea straordinaria dei soci per il 15 settembre 2022 alle 14.30, che approverà l’aumento di capitale. “Abbiamo inoltre ottenuto l’autorizzazione della Dg Comp per estendere il periodo di ristrutturazione e presentato la richiesta alla Bce per l’assemblea degli azionisti di settembre”, conclude Lovaglio. “Tutti segnali che la banca sta procedendo non solo sull’attività commerciale ma, a tutta velocità, anche nell’esecuzione del piano. Siamo convinti che sarà impossibile fermare la nostra determinazione e che raggiungeremo tutti i risultati previsti”.


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di Rita Annunziata

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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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